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Visualizzazione dei post da settembre, 2022

(Redazione) - Dissolvenze - 11 - Dissetando il corvo

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  di Arianna Bonino Il motivo per il quale mi sono interessata a Paul Flora è il fatto che l’introduzione al suo bel libro Malinconie è firmata Friedrich Dürrenmatt. Nel libretto, orientato in orizzontale come un piccolo albo, ci sono dei disegni molto stilizzati, a penna, nero su bianco. Le uniche parole che compaiono sulla copertina sono quelle obbligatorie per poterlo definire, convenzionalmente, libro. Autore: Paul Flora; titolo: Malinconie ; editore: Baldini & Castoldi. Immagine 1 All’interno, oltre ai dettagli minimi e indispensabili, come l’anno di pubblicazione (1960) e il curioso nome della collana “Comica Diogene” , c’è solo un breve testo introduttivo, come dicevo a firma del grande scrittore svizzero Dürrenmatt. So benissimo che questo pezzo è su Claude Flora e non su Friedrich Dürrenmatt, ma bisogna dire qualcosa di Dürrematt per capire qualcosa di Flora e questo va fatto perché Dürrenmatt è noto per i suoi romanzi e racconti polizieschi le cui trame fanno da espedie

Accapo

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Foto di Sergio Daniele Donati  © poesia esule / poesia esile Ogni accapo omaggia il desiderio del poeta d'osservare la caduta di lemmi - un precipitar di particelle -  che spinge la parola nel gorgo in cui il significato si perde, per ritrovar sé stesso. Ogni accapo è una ghigliottina dove la parola decade e la sua sovranità si trasforma in gleba per lo sguardo bambino  di chi resta  osservatore di un'aurora boreale in un cielo di silenzio. Testo inedito (2022) di Sergio Daniele Donati  ©

Il menestrello, il poeta e io

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Foto di Sergio Daniele Donati  © "Il bello è una manifestazione di arcane leggi della natura, che senza l'apparizione di esso ci sarebbero rimaste eternamente celate.“ Johann Wolfgang von Goethe Attiva neuroni stanchi il menestrello dal passo di daino e appoggia a un ricordo flebile e a polpastrelli induriti l'alba d'ogni suono. Così il poeta dallo sguardo di smeraldo, di fronte al sibilo serpentino d'un silenzio senza sosta. Il primo tocco della loro campana di rame insinua nei miei timpani vibrazioni binaurali e risveglia tra l'aracnoide e la  pia madre la guardia senza corazza contro i fuochi fatui  della mia stessa parola.  Accorda il menestrello i suoni della sua viella  a quello d'una ciaramella immaginaria - unico strumento capace di trasformare  in ricordo collettivo le sue lacrime di sabbia. Così il poeta, mentre mastica tra meningi incallite e miasmi di lemmi il magma che forma ogni dire.  Io sto, di fronte a questo spettacolo arcano, a questiona

(Redazione) - Riflessioni, non recensioni - 11 - “Senthooram" (A Mango tree)” - Senthooram (Un albero di mango)

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di Stefania Lombardi   Scritto e diretto da: Manjunathan Subramanian Lingua: Tamil (1) Sottotitoli: inglese Anno: 2018 ____ Per la prima volta in questa rubrica si parla di un corto sconosciuto in Italia. Lo faccio semplicemente perché è bello. Nessun’altra ragione. Il corto di 17 minuti parla alle nostre origini, alle nostre radici, al nostro legame ancestrale con la natura e di cui gli alberi ne sono simbolo e vita. Gli alberi con le loro radici nel passato e le loro fronde rivolte al futuro, alle future genti, sono passato, presente e futuro al contempo. Sono la Storia. Senthooram è un albero di mango centenario. Senthooram è anche una donna non più giovane che, con l’albero centenario, condivide nome, sorte, destino, vita. Sono profondamente legati e interdipendenti. All’inizio del corto Senthooram è la “old lady” senza nome trascinata fuori dalla propria abitazione, nella notte, da un bimbo, figlio di uno degli scagnozzi di un politico. Questa storia è anche politica e con un mes

La funzione di una penna

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Foto di Sergio Daniele Donati La vedo vagare, planare sulle acque dei significati alla ricerca d'un suono. Eppure suono e significato   sono i generali di due schiere opposte, ferme su un campo di grano, arso dall'astro del desiderio di dire . Ecco la funzione d'una penna; aprire un varco tra flutti in conflitto e permettere a un popolo muto d'arrivare ad una pacifica sponda ove ribadire una narrazione  antica ed eterodiretta. Chi scrive si muove sempre tra Scilla e Cariddi e, se tace, è perché solo nel Silenzio si mormora la preghiera che placa le ire di Poseidone. (Testo inedito di  Sergio Daniele Donati - 2022)

Mani color indaco

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Mani color indaco dipingono un firmamento sospeso  a un timido sguardo ocra. L'Osservatore canta l'impaccio e descrive i passaggi fragili di piedi umani  sulle pietre della comprensione. Se ci accontentassimo di osservare  la bellezza e declinassimo l'invito stonato a recitar Leggi a noi sconosciute, quelle stesse mani si poserebbero sulle nostre nuche infanti e ci ridarebbero memoria d'un canto d'elevazione. Cristallina una voce allora - forse la nostra stessa - ci ricorderebbe  che non esiste alcuna Legge che non debba decantare  nel recipiente d'un silenzio  d'attesa e materno; là, ove avviene la gestazione di stelle lontane. Noi siamo la Voce che canta, prima del suo primo vagito, la nascita d'un figlio il cui Nome non conosciamo ancora. Foto e testo inedito (2022) di Sergio Daniele Donati

Un inedito di Marilina Giaquinta

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Un sistema passa sempre da uno stato ordinato a uno stato disordinato perché l’entropia cresce. Sempre. Un sistema allo stesso tempo per un principio di inevitabilità se non è sottoposto a sollecitazione a un qualunque intervento tende - e torna - al suo equilibrio. Sempre. Ci vuole un sistema tuttavia lontano dall’equilibrio per costringere l’energia a trasformarsi e a compiere lavoro. Sempre. Lontano dall’equilibrio è il sistema dell’amore lontano deve stare perché ci muta e ci compie e ci conserva e ci muove e non ci disperde nello spazio vuoto della fine. NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE Catanese di nascita e di vita, laureata in Giurisprudenza e in Scienze della P.A., è dirigente superiore della Polizia di Stato in quiescenza. Dopo aver collaborato, come borsista, con il professore Massimo D’Antona, allora titolare della cattedra di Diritto del Lavoro, ha superato il concorso per Commissario, occupandosi, per più di venti anni, di immigrazione, tenendo corsi e conferenze in materia di immig

Fluido

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  Foto di Sergio Daniele Donati Profuma di belledinotte la notte di chi non s'affanna. Sia l'aurora promessa d'un canto senza aggettivi; la nenia della roccia, del cedro e d'un firmamento che lento muore. (Sergio Daniele Donati - inedito 2022)

Dialoghi poetici coi Maestri - 44. Chandra Livia Candiani

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  La pelle è sempre in prima linea come i cappotti le madri i villaggi, è un confuso conoscitore di mondi è serbatoio e cemento trasale fa barriera è distendibile e delicatamente resistente sanguina respira. Nuca mani e piedi spalle petto fianchi conoscono il mondo senza l’assedio della narrazione stormiscono e scompensano il pensiero. La pelle è educazione sentimentale ogni parola un branco che preme i pori e ne fa porte sul cielo vuoto dell’interno, dove soffia la memoria l’aria del tempo. Per primo viene il tatto quando mettiamo una parola al mondo. Invecchiando la pelle diventa più sottile perché aumenta il desiderio di mistero, diminuisce la paura di attacco. È nuda su questa terra, si sbriciola nel passaggio. In lei la vita umana si consuma e poi si spegne o forse vola fuori di lei, la lascia. Chandra Livia Candiani Tratto da La domanda della sete 2016-2020 (Einaudi, 2020) Ho visto pelli farsi barriera contro le scorie d'un mondo asmatico. Altre assorbivano il soffio d'u

Un pensiero debole

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Foto dal web - uccelli nella nebbia Stanno là - nella selva  d'un pensiero debole - un cristallo azzurro, un coro d'uccelli nella nebbia e un borbottio di magma. La natura strappa i lembi all'ego di Narciso e solletica la memoria di ciò che è stato prima della nascita.  Foto dal web - uccelli nella nebbia  

(Redazione) - Specchi e labirinti - 11 - Irina, Alessia e Livia: una storia vera

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  di Paola Deplano Il moderno concetto di Principe Azzurro si potrebbe definire in pochi tratti paradigmatici ed essenziali: dev’essere un bell’uomo, dai modi fini ed eleganti, avere un discreto stipendio ed una buona posizione sociale, essere serio ed affidabile, uno senza vizi e dipendenze di sorta, in ottima salute e possibilmente sportivo. Uno come Mathias Schepp , insomma, l’ingegnere svizzero che Irina Lucidi sposa, dopo una breve frequentazione, perché aspetta un bambino, anzi due: le gemelle Alessia e Livia, che saranno rapite e uccise a sei anni dal padre, quale atroce vendetta contro la moglie che si è voluta separare. Tutto ciò – e anche altro – è narrato nel romanzo di Concita De Gregorio dal titolo Mi sa che fuori è primavera , edito da Feltrinelli nel giugno 2015. A pensarci bene, non si tratta di un romanzo ma, come avverte la controcopertina “è opera romanzesca che ha tratto ispirazione da fatti realmente accaduti”. Concita De Gregorio ha infatti messo la sua eccellen

Poesie brevi # 2

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Scolora verso l'indaco Scolora verso l'indaco il pensiero nell'ora in cui vibrano tele di ragno, come cetre. Dove poggio i piedi non è il mio mondo - anche se ne porta traccia. La mia terra è il deserto dei miraggi, là dove ho imparato a camminare a spirale, per non esser accecato dal sole. Mi chiedi da dove io venga? Vengo da una crepa d'una storia antica, vengo con mani impolverate e ginocchia sbucciate a pregare il mondo di venerare le stelle ch'io ho dovuto dimenticare. Le tue domande Le tue domande mi serrano la mascella e irrorano le praterie dei miei silenzi. Non ti crucciare se non rispondo, mi innamora il timbro delle tua voce e taccio, come tace la notte il raggio di sole. Confessione Parlai d'inciampo e balbuzie molto prima che il cuore s'infiammasse dell'inutilità della parola. E - per la prima volta - conobbi allora quanto è spaventevole il silenzio che precede la creazione. Scrittura La scrittura è alle volte l'ultima fine arma di chi è

(Redazione) - Come avviene la produzione editoriale di un libro (di Valentina Bandiera)

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La letteratura italiana è molto variegata e scrittori, poeti e saggisti che, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno saputo catturare il cuore del lettore.  La produzione libraria italiana è alla base di ogni trasformazione e, grazie anche alla tecnologia, sta favorendo la proliferazione della letteratura.  Ci sono molte case editrici che diffondono la produzione poetica, narrativa e saggistica.  Le piccole, o le medie e grandi case editrici si impegnano nella circolazione della letteratura, ma una buona casa editrice non deve permettere che l’autore sborsi un centesimo per la pubblicazione di un’opera.  Essa deve scommettere su uno scrittore, senza fini di lucro.  Chi si avvale della politica EAP non è certamente un buon editore.  Inoltre, una casa editrice deve avvalersi di un buon editor che guida l’autore nel perfezionamento del proprio testo.  La premessa della riuscita di un buon testo è effettuare uno scrupoloso editing ed una scrupolosa correzione di bozze. L’editor ch