(Redazione) - "Un'assoluzione certa" - a proposito della raccolta "Un canto al tempo che mi assolva" (Les Flâneurs Edizioni, 2025) di Giorgia Mastropasqua - nota di lettura di Sergio Daniele Donati
Con Un canto al tempo che mi assolva (Les Flâneurs Edizioni, 2025), Giorgia Mastropasqua non ci presenta solamente una raccolta di estremo valore. La poeta apre un varco nella percezione, un punto in cui la realtà sembra inclinarsi e lasciare filtrare una luce diversa, capace di modificare la consistenza delle cose. La sua poesia nasce da movimenti che affiorano come vene d’acqua sotto la pietra, e il lettore viene subito invitato a entrare in un ritmo che si espande e si ritrae, come se ogni verso respirasse per conto proprio. È in questa soglia, dove la memoria diviene corpo e la voce diventa luogo, che il libro trova la sua prima, decisiva risonanza. La scrittura di Giorgia Mastropasqua si riconosce per la limpidezza etica, la cura vigile con cui cerca la precisione, affidando molto alla vibrazione interna delle immagini e di vissuti che sono prima della parola che li veicola . La sua poesia si muove dunque tra materia e visione, e ciò che colpisce è ...