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Da "Midbar" (di Raffaela Fazio - Raffaelli Editore, 2019) - 01 - DABAR

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DABAR dalla raccolta MIDBAR (Raffaelli Editore, 2019) MiDBaR, deserto.  DaBaR, parola.  Il deserto come luogo della parola, che nasce nel silenzio e al silenzio ritorna, dopo aver attraversato distanze, pericoli, solitudini. Ma DaBaR è anche evento. Una parola evento che si inscrive nel tempo, accettando i rischi del divenire e cercando non una comprensione che fossilizzi il senso, ma un’accoglienza che la rinnovi. Nel deserto, che azzera l’orientamento e genera una visione sempre diversa, la parola evento inciampa di continuo su se stessa. Eppure è proprio il suo balbettare, il suo cadere e ricominciare che la rende vera e cosciente della sua povertà, bisognosa di un senso che la soccorra. Nel deserto, non si sopravvive da soli. MiDBaR è dunque il luogo sia dello svuotamento che dell’incontro, entrambi necessari a una parola che, per esistere, deve farsi cassa di risonanza dell’alterità. (Raffaela Fazio)   DABAR Ogni parola è un passo. Cambia nel dirsi e nell’ascolto come una distan

Redazione - Muto Canto - 12 - Parte seconda (PURGATORIO)

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  di Anna Rita Merico Lì dove le immagini trasmutarono Visione. Imago Dantis di Maurizio Coglia, in arte Kollias. Ascoltare l’immagine, testo di Anna Rita Merico Sensazioni suscitate dal ciclo d’immagini titolato Imago Dantis , un progetto illustrativo sulla Divina Commedia a mezzo di collage digitali di Maurizio Coglia | KOLLIAS . Parte Seconda | PURGATORIO Imago Dantis | Purgatorio |  Copertina Continua il viaggio visivo di Maurizio Coglia. Un Purgatorio di trasparenze da cui emerge immediatamente una geografia fatta di acque primordiali e confini indefiniti se non per linee di klimata pensate ad accogliere viatici dell’anima. Lasciate le frigide dell’Inferno il Viaggio procede verso il Monte Purgatorio centro della purificazione spirituale, centro d’ogni possibilità ultima di raggiungimento del Regno della Comunità Spirituale contemplante la Bellezza in una mappamundi sconosciuta ai comuni medioevali. Imago Dantis | Purgatorio | Canto I |  ‘ in sul lito diserto’ Kollias immerge

La bellezza

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  La bellezza è una pennellata di un dio burlone sulla tela  delle nostre ansie. E il vacuo avvolge di sapienza inarrivabile lo sguardo ebete di un uomo lento di parola. Siamo tradotti da una salmodia lenta nella lingua del muschio e da un canto che odora di ginepro. E mentre il poeta canta il sublime Canto alla durata  (1) io piango la mia assenza all'eterno che chiama La natura accoglie i suoni dell'inadeguatezza e crea sinfonie  dalle dissonanze del fango e dall'armonia di stelle morte. ______ Testo inedito (2024) e foto di Sergio Daniele Donati   1 - ci si riferisce all'immenso poema di Peter Handke " Canto alla durata".

Mi attarda #2

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  E forse ancora non sai che la notte m'attarda la pronuncia del tuo nome, la preghiera di un gheriglio di noce, di un cervello perfetto che si incagli  come parola sacra in mezzo a denti  ingialliti dal fumo. Ti dicono nascosto ma io con te parlo e lascio che esplodano  le tue assenze  nelle mie compulsioni. Ti dicono inesistente ma io il tuo letto sfatto lo vedo ogni mattina e ne tiro le coperte con precisione militare, perchè se tu crei mio è l'onere dell'ordine. Sei un dio caotico,  adolescente, e burlone,  e io sto qui a contare passi e giorni ché tu sei l'amico di sempre ma l'antagonista , lei no, non scherza.  Né scherzerò io con lei, quando a breve, poco prima di andarmene via  le ricorderò che d'un gheriglio mal digerito potrebbe morire pure lei.  _____ Testo inedito 2024 di Sergio Daniele Donati

Due poeti allo specchio (Enzo Cannizzo e Sergio Daniele Donati)

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era il buio radice ungulata  carezza di demone traeva a sorte  la lotteria dei risorti  il giorno del giudizio  non giungeremo al numero  urlava a gesti un venditore di lebbra  cani di silicio guidavano le ombre  già mani d’ottone schieravano  venti solari e cacciatori di litio Enzo Cannizzo - inedito 2024 dovremo allora uscire feriti da una coazione a ripetere di cristallo brecciato restituire alla parola la sua ombra rosso-terra e ripudiare finalmente la bestemmia della luce  nei ruscelli di montagna   endocarpi di noce riportavano Odisseo a Itaca Sergio Daniele Donati - inedito 2024 NOTE BIO-BIBLIOGRAFICHE ___ Enzo Cannizzo è nato a Catania nel 1970, città nella quale vive dagli anni dell’Università. Cresciuto a Grammichele, dove la Piana di Catania incontra gli Iblei, mantiene con i luoghi della prima giovinezza un ininterrotto legame. Già restauratore di carte antiche e poi libraio, dal 2010 è impegnato nella gestione del wine bar Città Vecchia all’interno del quale organizza rea

Right between the eyes ( a mio figlio)

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  Poesia delicata/poesia dedicata Ci misi anni, sai, ad alzare lo sguardo dall'asfalto e a fissarlo sulle iridi di un maestro che sorrise e mi disse:  "finalmente, Sergio, è lì che si deve posare". Allora non sapevo ancora  che lo sguardo è guida delle nostre intuizioni e che non dobbiamo nascondere il nostro amore per la vita dietro le timidezze della mani. Il mio folle coraggio  fu di accettare un maestro; il tuo non so quale sarà, forse un rap urlato in bagno o saper dire a qualcuno "ho bisogno di aiuto, e vorrei tanto piangere". E forse piangeremo assieme che di crescere non si finisce mai e fa tanto male non sapere più chi si sia. Sì, io scrivo poesie, e tu ne ridi, non comprendi come possa  affidare a una penna la scalata di questo Everest che cerchi di far da solo  - e ti irrita e so quanto  il passo lento  di questo vecchio che non ti lascia cadere solo ma rotola assieme a te. Ma se sapessi quante volte ho affidato all'inchiostro la preghiera per il

(Redazione) - Specchi e labirinti - 29 - Arrivederci (un racconto)

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  di Paola Deplano Agosto. Guido veloce, nella strada dritta che costeggia il mare, alle due del pomeriggio. Devi prendere l'aereo e, come al solito, hai fatto tardi. Sei bellissima. Dai finestrini aperti entra l'aria infuocata che ti sconvolge i capelli. Non ti piace l'aria condizionata, come non piace a me, quindi finestrini aperti in una macchina che sfreccia verso l'aeroporto. Canti a squarciagola sopra l'ultimo di Gianna Nannini che mi hai regalato per il mio compleanno. Piace a te, non a me. Pazienza.  A caval donato... Lo ascolto solo quando in macchina ci sei tu, per farti piacere. Vorrei dirti tante cose, ma sto zitto. Mi mancherai. Non ci siamo mai separati. Io vivo per te. Ti volti e mi sorridi. Come somigli a tua madre. Ce ne sono state altre, ma nessuna come lei. Nessuna coi suoi occhi e il suo sorriso. Cioè: i tuoi occhi, il tuo sorriso. Avevi dieci anni quando un uomo brutto col camice le disse: - Lei ha un tumore. Le restano sei mesi. - Calmo, tranq

Estratto dalla raccolta di Alessia Bettin "Appese a un chiodo ma vive" (Puntoacapo ed., 2024) - con nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Le idee e le opinioni attorno a cosa sia la funzione della poesia sono tante quante sono le penne che poesia scrivono. E, in questo perenne stimolo e richiamo a degli eterni eppure che sfuggono a tale definizione, ci si sente a volte spersi e pare quasi che il senso critico, questa divinità crudele sul cui altare tutti noi ci immoliamo, si faccia freddo e distante. Ma se c'è una cosa che la fortuna mi ha donato è di aver incontrato dei maestri che hanno saputo donarmi una regola aurea che vuole che io, affannosamente, sappia cercare e trovare  qualità anche in linee poetiche molto diverse da quelle che io stesso adopero. Io non l'avrei mai scritta così , mi diceva quel vecchio poeta di cui non farò il nome, ma, dio mio, quanto è bella.  Leggere la raccolta di Alessia Bettin   Appese a un chiodo ma vive (Puntoacapo ed., 2023), ed apprezzarne la fine qualità sin nei midolli è stato per me proprio un po' questo; un profondo esercizio di estraniamento da me stesso, dalla mia

Poesie inedite di Gisella Blanco - con nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Foto di Dario Ignani Quando il pensiero diviene poesia o al contrario, quando il tratto poetico conduce con delicatezza il lettore verso la ri-flessione e la ri-elaborazione dei suoi stessi vissuti, io credo che il verso abbia svolto appieno una delle sue primarie funzioni, ovvero quella di non risiedere solo nello humus emozionale, che è certo il nutriente  di ogni buona scrittura, ma di permetterne la coltivazione (per continuare con una agricola metafora) perchè appunto quell'impulso emozionale divenga pensiero. La poesia, lo sostengo da sempre, non dovrebbe solo smuovere ma anche saper far rifletter e permettere al lettore di  crescere in un percorso di autocoscienza che il verso stesso dovrebbe guidare. È sicuramente questo il caso dei magnifici inediti di Gisella Blanco che siamo onorati e felici di poter pubblicare su Le parole di Fedro oggi.  Già nella poesia d'esordio dal titolo Disastro si delinea il percorso che sopra cercavo di descrivere.  La poeta parte da un a

A proposito della antologia poetica "Prima del Sempre" (Puntoacapo ed., 2024) di Mauro Germani - nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Apparirà banale a dirsi ma non si può affrontare la lettura di una antologia poetica di un autore con la stessa attitudine che normalmente si tiene con una raccolta dello stesso poeta.  Perchè ogni antologia è, per definizione stessa, opera di rivisitazione che l'Autore fa del suo intero percorso poetico e contempla spesso la rielaborazione, lo scarto, la modifica di testi da lungo tempo lasciati sedimentare.  Ancor maggior cautela occorre poi nello svolgere una nota di lettura ad un'antologia densa di stimoli e richiami come quella di Mauro Germani dal titolo decisamente evocativo Prima del sempre (Puntoacapo ed., 2024). L'opera è complessa perché tra le diverse sezioni che la compongono si coglie appieno une evoluzione stilistica battente, che corre sul filo di una precedente maggiore vicinanza alla narrativo o, quantomeno, alla prosa poetica, per poi giungere alla struttura stretta di un verso che spesso si caratterizza per una estrema incisività e rifiuto di appoggi a