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La promessa

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Foto di Sergio Daniele Donati Mi chiedi di ritirare la mia più antica promessa e di lasciare un nuovo segno su ardesie umide e opache. Ma la mia pietra è l'ossidiana  e non so ritirare  la parola scritta col coltello sulla corteccia dell'ulivo antico; né conosco le formule per diluire l'indaco e l'azzurro del cielo. Certe promesse non appartengono alla bocca che le pronuncia, né alla mano sbucciata  che le scalpella sulla pietra.  Certe promesse appartengono  al fiore di ciliegio che quando cade  irrora una terra bruna  di promesse rosa di ritorno. Mi chiedi di ritirare la mia promessa e di cancellare un nome - l'unico che conosco capace di trasformare  in ebano pregiato  alberi maestri  di navi naufraghe - e di tornare a essere Nessuno, proprio ora che lento si apre sul mondo il mio terzo occhio.
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Biglie

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  Foto di Sergio Daniele Donati Giocavo a biglie da piccolo; si scontravano prive d'intenzione, e cozzavano tra loro ridendo  senza giudizio alcuno. Giocavo con le parole da piccolo; ne avevo sempre in tasca. Ilari e piene di spinta, impedivano ad altri detti di mettere radici, pericolose  per una mente bambina. Cozzi di biglie, tarantelle di parole, - invisibili reti di salvataggio per un piede funambolo non ancora adulto - m'alzarono lo sguardo alle stelle, là dove altre biglie  - e parole ben più antiche - m'insegnarono... insomma quel bambino  qualcuno doveva ben salvarlo.
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(Redazione) Riflessioni, non recensioni - 03 Su "Excalibur", 1981

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A cura di Stefania Lombardi Anno: 1981. Regia di John Boorman. Con Nicholas Clay, Helen Mirren, Nigel Terry, Nicol Williamson, Liam Neeson, Corin Redgrave. Piccola nota di colore: ci sono Patrick Stewart e Gabriel Byrne prima che diventassero noti Parte personale/emotiva Sono particolarmente legata a questo film che vidi a scuola, da bambina, in una delle meravigliose ore di laboratorio congiunto in cui si univano due o più classi nelle attività: segnale dell’intensa e proficua collaborazione tra le docenti. Ne rimasi folgorata. Innanzitutto, per la fotografia e le atmosfere. Poi anche per le musiche; e mi resi conto di amare i Carmina Burana. Ricordo che cercai i libri da cui la storia fu tratta, non pensavo ad altro. Anche da adulta, nonostante i molti film visti, resto dell’idea che sia uno dei migliori film mai prodotti sul tema. In questo film storia e leggenda si fondono assieme in un tutt’uno vivendo di simboli, di archetipi, di universale. Tutta un’altra dimensione, ovvero: la
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Due poeti allo specchio (Federica Gallotta e Sergio Daniele Donati)

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Sergio Daniele Donati - Autoscatto Mi scruta di lontano l’occhio ebete del Ciclope e non ho un nome evanescente da offrire alla sua storia. Per questo mi lascia libero tra flutti e pensieri e mi esorta - il Ciclope - a unire le nostre miopie monoculari per un abbraccio al mondo. (Sergio Daniele Donati - Inedito 2022) Federica Gallotta - Foto di Officina Visiva Nessuno ho detto: è stato nessuno fosse stato Qualcuno o almeno ci fosse stato qualcuno a testimone. Ma il dolore è un fatto privato, ho provato il caldo del sangue io solo. E dall’occhio al naso al labbro e mi sono anche assaggiato. Rinnegare il nome, il nome saputo dal padre: ora serve a più poco. Ha un volto che io non vedo. La voce, la ricordo. (Federica Gallotta - Inedito 2022) ____ Brevi note bio-bibliografiche Federica Gallotta è nata il 13 luglio 1990 a Tarquinia, in provincia di Viterbo, e vive nel capoluogo, dove nel 2017 si è laureata in Filologia Moderna all'Università degli Studi della Tuscia. Sempre nel 201
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Chagall

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Io non ho verità né parole per il mondo più vere - e blu - dei blu di Chagall. E non ho speranze, da donare al mondo, tracce di sacro  più sacre dei tratti - sacri -  del pennello di Chagall. Tutto ciò che mi abita, ciò che non è stato  da me detto, la parola impossibile  - per me - a dirsi, il sogno che ogni notte  sogno tra i sogni è su una tela lontana; sognata prima di me dal sognante sguardo  di Chagall.
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Farsi campo (rivisitando Lacan)

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Possiamo porre solo le domande di cui conosciamo già la risposta , ¹ eppur ci piace percepirci immersi in un tiepido dubbio, perché del socratico detto dimentichiamo ogni istante che la chiave è contenuta nelle prime due parole.  La morte e il dubbio  sono sempre atti di fede: senza fede nella morte  chi mai potrebbe sopportare la vita che vive? ² ____ ¹ affermazione di Jaques Lacan in una conferenza del 1972 alla Sorbonne. Ovviamente la stessa andrebbe rivista nel contesto dell'intero pensiero esposto dal grande pensatore in quella circostanza. ² sempre di Jaques Lacan alla medesima conferenza
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Due poeti allo specchio (Agnese Coppola e Sergio Daniele Donati)

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Ho immaginato con te la danza verso un nostro comune Mito; là avremmo potuto davvero ascoltare il rapsodo o parlare di Proserpina,  o d'un vello d’oro. Ho anche pensato di trascinarti ridendo nei deserti dei miei padri ad ascoltare la lira d’un re ancora bambino e vederlo poi scagliare pietre sulla fronte del gigante. Ma poi mi sono ricordato che ci zittisce entrambi la stasi d’uno stendino e che non c’è fil di lino più tenace, tra scritture diverse, dei tratti incerti della quiete. Allora perdonami, Agnese, se con te scelgo di condividere un dialogo fatto d’un esitante e sottile silenzio, e se, per te, immergo le mie mani vissute nella sorgente silenziosa d'ogni parola. (Sergio Daniele Donati - Inedito 2022) Lascio il mito al labirinto del Minotauro e al filo teso di Arianna tra storia e amore. Mi sono incatenata alla rupe la poesia è un ' aquila che divora, nella notte cemento di silenzi mi sazia la sete di Alejandra. È lì che il silenzio ingravida occhi di ve
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Da Posthelthwaite al principe Alberico: Oscar Wilde visto da Vernon Lee (di Elisa Bizzotto)

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( Tratto da Violet del Palmerino. Aspetti della cultura cosmopolita nel salotto di Vernon Lee: 1889-1935 , a cura di Serena Cenni, Sophie Geoffroy e Elisa Bizzotto, Firenze: Consiglio Regionale della Toscana, 2014, pp. 153-174 ). Fu in occasione di un party a Londra, nella casa di famiglia della poetessa Mary Robinson, amica e poi compagna di Vernon Lee, che la scrittrice incontrò per la prima volta Oscar Wilde, nel giugno 1881. Il salotto dei Robinson era frequentato dall’avanguardia artistica e intellettuale dell’epoca, il cosiddetto Victorian Bloomsbury Group, che annoverava importanti figure del Preraffaellitismo e dell’Estetismo come Ford Madox Brown, sua figlia Lucy con il marito William Michael Rossetti, William Sharp, William Allingham, Theodore Watts-Dunton, Edmund Gosse. Lee, reduce dall’esordio letterario dell’anno precedente con Studies of the Eighteenth Century in Italy, opera pionieristica su musica e teatro italiani del rococò e del neoclassico, fece dunque il proprio de
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Nel deserto della parola

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Li ho percorsi tutti i luoghi dell'oblio dove la parola prende  la forma del cardo e diventa spina e sangue; non solo per il pavido.  E ho camminato su pietre aguzze, sostenuto da un solo silenzio, da una tenace visione: il luogo da percorrere nel silenzio, - ove si secca ogni dire - non è la mia dimora. La terra e gli inchiostri  che mi avevi promesso erano lontani, ma tenevo già pronte  nelle tasche della sacca le mie pergamene e i miei pennini: il luogo dove scriverò del silenzio percorso, là sarà la mia dimora.
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Dialoghi poetici coi Maestri - 29. Paul Celan

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MANDORLA di Paul Celan Nella mandorla – cosa sta nella mandorla? Il nulla. Nella mandorla sta il nulla. Lì sta e sta. Nel nulla – chi sta? Il re. Lì sta il re, il re. Lì sta e sta. Ricciolo ebreo, non diventare grigio. E il tuo occhio – per dove sta il tuo occhio? Il tuo occhio sta davanti al nulla. Sta verso il re. Così sta e sta. Ricciolo d'uomo, non diventare grigio. Mandorla vuota, blu regale. MANDORLA di Sergio D. Donati Sono sei milioni di gocce, Paul, e scivolano lontano - sempre più lontano. Ci concediamo mille e una volta - come nelle fiabe notturne dei nostri cugini - l'onore assurdo - crepa in un ghiaccio ossimorico, luce nella cecità omerica - di ricordarne i nomi. Ma sono gocce, e scivolano, lontano dai nostri segreti, e il loro attrito sulle nostre pelli, figlie di plumbei camini  e del silenzio che strazia, lascia ustioni - e numeri - in eterna memoria. Non so cosa ci sia  nella mandorla, Paul, ma conosco il dolore acido che mi causa quando sfiora q
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Due poeti allo specchio (Mattia Cattaneo e Sergio Daniele Donati)

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Mattia Cattaneo - Autoritratto una voce di pianto nelle ganasce della notte tentando di dirti le parole che avevo in testa le ombre erano troppo bellicose per potersi guardare indietro ma tu avresti gridato lungo i corridoi un tempo di plastica caduto a brandelli il bianco non fa obiezioni. (Mattia Cattaneo - Inedito 2022) ____ Sergio Daniele Donati - Autoritratto C'è una malizia - e una sapienza antica - nel saper celare i segni del passato nel vuoto pneumatico dei corridoi dell'infanzia. Non sai quante volte ho chinato lo sguardo per non gridare il desiderio che qualcuno mi dicesse: "Urla, ti ascolto". (Sergio Daniele Donati - Inedito 2022) ____ Brevi note bio-bibliografiche Mattia Cattaneo Nato a Trescore Balneario (BG) il 31-07-1988, Mattia Cattaneo abita a Treviolo (BG) ed è laureato in Scienze della comunicazione. Lavora come assistente educatore presso una cooperativa . Ha tenuto alcuni laboratori teatrali per le scuole primarie. Collabora con l’att
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