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"Poesia come vita, morte, metamorfosi" - a proposito di "Un astro piccolo piccolo" di Cinzia Coppola (Delta ed., 2025) - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Con Un astro piccolo piccolo (Delta ed., 2025), Cinzia Coppola ci consegna una poetica fondata su un’idea dinamica, un territorio in cui vita e morte non si oppongono ma si compenetrano, generando un campo di tensione che, a ben vedere, attraversa l’intera raccolta. La vita, non solo poetica, è presentata nella raccolta, difatti, come un processo di trasformazione continua, un movimento che non procede per linearità ma per scarti, deviazioni, ritorni inattesi. L’identità non è mai per al poeta, dunque, un blocco compatto: si espande, si restringe, si dissolve e si ricompone, come se la soggettività fosse costantemente esposta a un flusso che la supera e la ridisegna. La morte, in questo quadro, non può essere solo un evento conclusivo, ma diviene una condizione che accompagna l’esistenza fin dal suo inizio, un’ombra che non paralizza ma rende più acuto il gesto del vivere. La metamorfosi diventa così il dispositivo centrale della raccolta: il soggetto si identifica con elementi ...

(Redazione) - “Anafore in dialogo” – a proposito della raccolta di Antonio Bux “Venere in pixel” (Marietti1820, 2025) – nota critica di Sergio Daniele Donati

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Antonio Bux , nato a Foggia nel 1982, si impone come una delle voci più perturbanti e innovative della poesia italiana contemporanea, con una produzione ampia che intreccia introspezione esistenziale, ibridazioni scientifiche e digitali, e un dialogo costante con l'alterità, declinato in diverse formulazioni e lessici. Autore di raccolte quali Trilogia dello zero (2012), Naturario (2016), Sasso, carta e forbici (2018), La diga ombra (2020), Diario dell’intruso (2022), Gemello falso (2022) e Mappe senza una terra (2023), Antonio Bux ha ottenuto riconoscimenti e menzioni in importanti premi come lo Strega Poesia, il Viareggio, il Carducci e il Prestigiacomo (vincitore under 40), confermando la sua capacità di esplorare confini liminali tra il personale e l'universale. Con Venere in pixel (Marietti1820, 2025), il poeta raggiunge un apice di questa ricerca: un poema lungo strutturato in sei sezioni numerate in romano (da I a VI), che si snoda come un flusso polifonico, fram...

Per "L’antologia ragionata" (Collana Gialla, Pordenonelegge-Samuele editore) a Mario Santagostini - nota critica di Rossella Pretto

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  Per L’antologia ragionata (Collana Gialla, Pordenonelegge-Samuele editore) a Mario Santagostini Parti dai dati. Senza sapere nulla. Un gioco, magari, perché leggere Santagostini ti piace anche per gli esperimenti a cui chiama. Meglio: che innesca in te. Senza che ci sia la di lui volontà. Partiamo allora dall’inizio e quindi dalla prima apparizione di un nome per ricostruire una mappa. Come non avendo letto nessuno dei libri da cui i testi sono tratti. La prima via che compare è Teodosio, che è quella che comincia da metà di via Pacini, in Citta Studi a Milano, e arriva dritta alla fine di via Palmanova, che poi diventa via Ruggero Leoncavallo. Accanto, là in fondo, vi è la ferrovia. Poco più in là il parco Trotter. Santagostini inizia da qui. Da dove viene quella giornata di pioggia quasi calda, si chiede.  E la circoscrive al luogo detto, con in più una figura: quella del padre che « aspetta la voglia di essere me stesso ». Un ricordo d’infanzia? Un ricordo, meglio, perch...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 53 - "Espressionismo viennese tra pennello e parola": Oskar Kokoschka, il pittore che dialogava con i poeti

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  di Sergio Daniele Donati Una premessa Oskar Kokoschka (Pöchlarn, 1886 – Villeneuve, 1980) incarna una delle figure più complesse e rappresentative dell’Espressionismo viennese, un movimento culturale che, tra il primo e il secondo decennio del Novecento, ha profondamente rinnovato i rapporti tra arti visive, letteratura e teatro in un contesto mitteleuropeo segnato da crisi identitarie, sessuali, sociali e politiche. Pittore, poeta, drammaturgo e incisore, Kokoschka non si limita a esercitare parallelamente pittura e scrittura: le due espressioni si intrecciano in una sinestesia artistica che rielabora in chiave soggettiva e psicologica il concetto wagneriano di Gesamtkunstwerk, trasformandolo in un organismo unitario dominato da una tensione febbrile e visionaria. Fin dagli anni formativi, la sua produzione si caratterizza per un dialogo incessante tra immagine e parola: i dipinti assumono un ritmo frammentario e quasi prosodico, mentre le poesie si strutturano attraverso immag...