(Redazione) - Una costante follia - 04 - I rimasti
di Anna Polin Restare non significa conservare tutto, ma reinventare un luogo. Vito Teti Dentro ai muri di casa sono appese tanka tibetane e oggetti di chiara provenienza asiatica, ma fuori, a due passi dall'entrata, c'è il negozio di Antonia, l'unico del paese. È una bottega di alimentari. La schiacciata è buona e si può prendere anche il caffè. Si va da Antonia per il pane, ma spesso ci si ferma a parlare. A fianco c'è spesso un gatto dal nome improbabile: si chiama Killer, ma è molto poco assassino. Resta ore davanti alla porta di casa sperando che qualcuno gli apra. È un randagio obbligato, un casalingo negato. Nei paesi delle aree interne i corrieri si comportano in modo imprevedibile. Telefonano chiedendoti di scendere agli incroci per recuperare un pacco, trattano come commercianti per lasciare la merce in posti comodi, oppure la consegnano nella casa sbagliata. Poi succede che, mentre cammini, qualcuno che non hai ancora conosciuto ti c...