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(Redazione) - A proposito di “Sopravvivenza in acqua” (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Alba Gnazi - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Ci sono libri che non cercano di raccontare un lutto, ma di abitare, come se la lingua fosse l’unico luogo in cui la perdita potesse ancora respirare.  Sopravvivenza in acqua  (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Alba Gnazi appartiene a questa famiglia di opere: non un diario del dolore, non un memoriale, ma un movimento continuo tra immersione e riemersione, dove la voce poetica si lascia attraversare da ciò che resta e da ciò che continua a mancare. La raccolta procede come un corpo che ricorda: non per capitoli, ma per stagioni interne.  L’estate dell’infanzia, l’autunno della malattia, l’inverno della morte, la primavera di un ritorno che non consola ma accompagna.  Le sezioni non funzionano nella raccolta come tappe, ma appaiono essere climi emotivi, ognuno con una propria densità d’aria.  In questo senso, il libro non si legge: si attraversa, assieme e con la graziosa guida della poeta. Il lessico di Gnazi è una materia porosa, capace di tenere insieme ...

(Redazione) - A proposito di "Curênt" (Marco Saya Edizioni, 2024) di Davide Romagnoli - nota critica di Sergio Daniele Donati

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Curênt – “ Corrente ” – è la seconda raccolta poetica in dialetto milanese/ lombardo di Davide Romagnoli, pubblicata da Marco Saya nel 2024, dopo l’esordio El silensi d’i föj druâ (2018, riedito nel 2020 con prefazione di Franco Loi). Finalista a premi prestigiosi come il Città di Como e il Gozzano, il libro si impone come tappa matura di un “ canto di pianura ” personale: un flusso continuo che non si arresta neppure di fronte alla desolazione periferica, ai lutti, alle assenze, alle “seggiole infinitamente sfondate” di un hinterland milanese che Romagnoli abita e interroga con ostinata visionarietà. Romagnoli, nato a Milano nel 1988, insegnante di letteratura e autore di saggi (tra cui una monografia su Charlie Kaufman che rivela la sua attenzione al linguaggio visivo e narrativo contemporaneo), sceglie il dialetto non come esercizio nostalgico o folkloristico, ma come strumento espressivo “speciale e specifico”. È una lingua parzialmente reinventata, libera da codificazioni...

Il poeta che vorrei essere

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  Là dove stasi e caduta  cantano il canto  di una timida tacitazione, il mugugno indistinto di una parola arcaica ricorda ai miei lobi  la più antica delle promesse. _______ Foto e testo - inedito 2026 - di Sergio Daniele Donati

A proposito de “I bimbi nuotano forte” (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024) di Isabella Bignozzi - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Isabella Bignozzi fotografata da Camilla Ziglia La raccolta poetica I bimbi nuotano forte (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Isabella Bignozzi si presenta come un corpus organico e coeso, irradiato da una luminosità pervasiva che guida il lettore verso epifanie profonde e inesorabili. La lingua si snoda in un flusso ampio e controllato, intrecciando immagini in sequenze di tensione equilibrata, dove il lessico bilancia con maestria tenerezza e ardore, delineando un orizzonte interiore in cui lo spirito si fonde con la concretezza del mondo sensibile. La sintassi, fluida e avvolgente, sostiene un moto continuo che permette alle figure retoriche di affiorare con spontaneità, conferendo al volume una forma armonica e definita. Il titolo stesso, evocando l'immagine di bambini che nuotano con vigore, suggerisce un tema centrale di resilienza vitale, forse ispirato dall'esperienza dell'autrice presso il Centro Astalli di Roma, dove l'acqua simboleggia non solo purificazione e...

(Redazione) - Specchi e labirinti - 37 - Dialogo d'amore tra poeti

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  di Paola Deplano DIALOGO D’AMORE TRA POETI ROBERT BROWING Eppure la tenerezza è tutto. Dolce amore puro, ho conosciuto i tuoi versi prima della tua carne. E ti scrissi: “I love your verses with all my heart, Miss Barrett”. Quando ti ho vista la prima volta nei tuoi occhi puri c’era la vita in fiamme. Lo specchio lo guardavamo insieme. ELISABETH BARRETT BROWING L’avevo capito da subito ma ti ho risposto così freddamente distante: “I thank you Mr. Browing from the bottom of my heart”. Non volevo farti male ero vecchia per te e pure malata. Invece protetta dal tuo abbraccio salvata dal dolore. Lo specchio lo guardavamo insieme. Questo dialogo poetico è tratto da Ultima fermata Spoon River di Paola Deplano (Edizioni Progetto Cultura, 2020).

(Redazione) - A proposito di due raccolte di Salvatore Sblando - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Ci sono autori che costruiscono la propria voce come un archivio di gesti minimi, di frasi che sembrano nate per essere annotate su un taccuino di bordo, tra una fermata e l’altra.  Salvatore Sblando appartiene senza dubbio, a nostro avviso, a questa genealogia poetica: la sua poesia, infatti, non nasce per dichiarare, ma per registrare, come se ogni verso fosse un appunto urgente, un frammento di vita che non vuole essere perduto.  Nelle due raccolte – Lo strano diario di un tramviere (La Vita Felice, 2020) e Ogni volta che pronuncio te (La Vita Felice, 2014) – questa vocazione diaristica si fa struttura, ritmo, persino etica dello sguardo.  La poesia diventa per Sblando un luogo dove il quotidiano non è mai semplice superficie, ma un deposito di tensioni, di affetti, di memorie che si riaccendono nel momento stesso in cui vengono nominate. La scrittura di Sblando procede pertanto con un passo che non indulge mai nella retorica: è una poesia che nasce dal corpo...

(Redazione) - Poesia è genere letterario? Una piccola riflessione in omaggio a Flavio Ermini e Gabriele Frasca - nota critica di Sergio Daniele Donati

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La poesia non si lascia facilmente ridurre a un genere letterario tra gli altri. Questa affermazione, sostenuta con estrema competenza, lucidità e radicalità da Flavio Ermini e Gabriele Frasca, invita a ripensare il suo statuto non in termini di categoria formale o prodotto estetico codificato, bensì come esperienza viva del linguaggio, un atto che pone in relazione l’essere umano con il mondo, il soggetto ,con il fondamento, e che si confronta con ciò che sfugge a ogni definizione esaustiva. Flavio Ermini, in particolare, ha sviluppato questa tesi in modo sistematico e coerente.  Nel numero 93 di Anterem (2013), dedicato proprio a «La poesia non è un genere letterario », e poi in Perché la poesia. L’esperienza poetica del pensiero (Anterem, 2022). Ermini sostiene in questi saggi, tra le altre immense tesi, che la poesia non sia un ornamento estetico della finitudine umana né un semplice prodotto letterario classificabile. È invece «una forma di vita che mette in relazione esser...