Post

(Redazione) - La Parola che Genera: Mito, Rito e Poesia come "forme di presenza" - un saggio di Sergio Daniele Donati

Immagine
  I – Breve premessa filosofica: La Parola come Essere e Trasformazione Nella riflessione filosofica, da Platone che nel   Cratilo esplora il linguaggio come legame tra nomi e essenze – a Heidegger, che vede la parola come dischiusura dell’essere (nel suo concetto di Dasein e Sprache ), la parola non è mero strumento comunicativo, ma essenza che dischiude l’essere. Come logos , essa genera mondi, media tra il sensibile e l’intelligibile, e ritualizza l’esistenza umana contro il nulla. In questa luce, il linguaggio si rivela forza ontologica: non descrive il reale, ma lo plasma, lo custodisce e lo rinnova, attraversando culture e epoche in un eterno ritorno di presenza. II - Introduzione: La Parola come Rito La parola nasce come gesto che trasforma il reale. Prima di diventare mero discorso informativo, agisce come presenza attiva: accompagna, orienta e ricompone l’esistenza. Nelle culture antiche, non solo quelle mediterranee, ma anche africane, asiatiche e indigene il lingu...

(Redazione) - "Approdo e pensiero" - a proposito della raccolta "Diario dell’approdo" (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024) di Fernando Della Posta - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Foto di P. Borzelli Diario dell’approdo (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024),  raccolta di  Fernando Della Posta , si configura come un itinerario poetico che assume la figura del viandante contemporaneo quale centro mobile di esperienza e di interrogazione.  Non vi è nella raccolta un punto d’arrivo definitivo, ma una costellazione di approdi provvisori, deviazioni, riprese, che obbligano a ridefinire continuamente la propria geografia interiore.  La scelta dei mari lunari come impalcatura simbolica, poi, non risponde a un intento ornamentale: introduce, perciò, una sospensione che dilata la percezione dei luoghi reali, trasformandoli in dispositivi conoscitivi, in zone di frizione dove la coscienza si misura con la propria precarietà.  L’intera raccolta si muove dunque tra un orientamento sempre possibile e un disorientamento mai del tutto dissolto, come se il cammino stesso fosse la condizione necessaria per comprendere.  L’incipit con Primo giorn...

(Redazione) - Metricamente (Prontuario di sopravvivenza metrica) - 05 - Sulla Canzone e dintorni

Immagine
  Di Ester Guglielmino Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir’ mi rimembra) a lei di fare al bel fiancho colonna; herba et fior’ che la gonna leggiadra ricoverse co l’angelico seno; aere sacro, sereno, ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse: date udïenza insieme a le dolenti mie parole extreme. S’egli è pur mio destino e ’l cielo in ciò s’adopra, ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda, qualche gratia il meschino corpo fra voi ricopra, et torni l’alma al proprio albergo ignuda. La morte fia men cruda se questa spene porto a quel dubbioso passo: ché lo spirito lasso non poria mai in piú riposato porto né in piú tranquilla fossa fuggir la carne travagliata et l’ossa. Tempo verrà anchor forse ch’a l’usato soggiorno torni la fera bella et mansüeta, et là ’v’ella mi scorse nel benedetto giorno, volga la vista disïosa et lieta, cercandomi; et, o pietà!, già terra in fra le...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 51 - "La parola al limite" - a proposito di “Conseguito silenzio” di Paul Celan (Einaudi ed.) - di Sergio Daniele Donati

Immagine
  di Sergio Daniele Donati Conseguito silenzio (Einaudi ed.) di Paul Celan appartiene alla fase estrema della scrittura dell’autore, e perciò ogni testo ivi appare come il risultato di una lunga riduzione, di un progressivo avvicinamento al punto in cui la parola si misura con la propria soglia, con un limite strutturale che diviene, per chi il poeta legge, sempre creativo (che tale limite fosse creativo anche per il poeta stesso non è dato qui intuirlo). La raccolta nasce dal lascito poetico, in parte prima della pubblicazione sconosciuto in Italia,  immenso dell’artista, dunque non da un progetto unitario, ma da un insieme di presenze che condividono un medesimo clima nel quale la lingua si assottiglia, la voce si concentra, la poesia si dispone come un gesto che cerca un varco più che un discorso, una fenditura, più che una via. Il titolo eletto per l’edizione italiana non traduce letteralmente l’originale, e proprio per questo diventa in un certo un’indicazione interpret...