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Scala blues

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Il y a une note en plus  dans la gamme blues,  greffée au chant  avec nonchalance,  comme si c’était un hasard,  — une simple inflexion —  un vacarme métallique de chaînes,  une fatigue sourde de racines ______ C'è una nota in più nella scala blues,  innestata nel canto  con noncuranza,  come fosse un caso,  — una semplice inflessione — un fragore metallico di catene,  una fatica sorda di radici. _______ Testo e traduzione dal francese  di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - "Dalla Linea Lombarda alla Via Lombarda - Oggetti, paesaggio, coscienza e trasformazioni di una tradizione poetica (1952–oggi)" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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DALLA LINEA LOMBARDA ALLA VIA LOMBARDA Oggetti, paesaggio, coscienza e trasformazioni di una tradizione poetica (1952–oggi) Saggio critico di Sergio Daniele Donati Questo saggio ricostruisce il percorso della Linea lombarda a partire dall’antologia di Luciano Anceschi del 1952, ne esamina le premesse formali e ne segue gli sviluppi fino alla «via lombarda» di Giorgio Luzzi e alle esperienze successive. La formula non designa una scuola né un’identità regionale, ma una costellazione di affinità problematiche: attenzione alle cose e al paesaggio, contenimento dell’enfasi lirica, tensione etica e controllo linguistico. Dopo l’analisi dei sei autori originari — Vittorio Sereni, Roberto Rebora, Giorgio Orelli, Nelo Risi, Renzo Modesti e Luciano Erba — il percorso si estende a Giovanni Raboni, Giancarlo Majorino, Tiziano Rossi, Maurizio Cucchi, Guido Oldani, Franco Buffoni e Fabio Pusterla. Elio Pagliarani e Giampiero Neri sono considerati termini di confronto. La conclusione valuta la pers...

(Redazione) - Dissolvenze - 59 - Un sorriso

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di Arianna Bonino La guerra è un male, inquantoché produce un numero di malvagi più grande di quelli che distrugge. Immanuel Kant (Per la pace Perpetua) Alla fine degli anni '30, di fronte alla minaccia incombente dell'invasione nazista, i grandi musei d'Europa iniziarono a predisporre piani segreti di evacuazione. Jacques Jaujard, allora direttore dei Musei Nazionali francesi, comprese prima di molti altri la gravità della situazione e organizzò con largo anticipo una titanica operazione di salvataggio per sottrarre i capolavori dell'umanità al saccheggio e ai bombardamenti imminenti. Mancavano sei giorni allo scoppio della seconda guerra mondiale quando Jaujard, all'epoca curatore anche del Louvre, mise in pratica una felice intuizione: interdisse ai visitatori l'ingresso al museo, con la scusa di lavori urgenti, come si poteva leggere sul cartello fatto affiggere all'ingresso. E in effetti di lavori si trattava e senza dubbio urgenti, dato che era il 25 a...

(Redazione) - Fisiologia dei significati in poesia - 24 - Irrigidimento della critica

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  di Giansalvo Pio Fortunato Negli ultimi interventi, a cui è seguita una breve pausa, ho cercato di fornire una svolta molto più schiettamente analitica alla mia ricerca in poesia, convinto che l’applicazione della fenomenologia comportamentale possa essere parzialmente esaustiva ai fini di una tematizzazione esperienziale del poetico. Il grande mistero, in fondo, è proprio questa riluttanza dei poeti – me compreso – a riconoscere una fisiologia del significante, che va letta nell’accezione con cui questa rubrica è stata concepita. Il significante è da intendersi come ciò che significa ; certamente non come la materialità della parola (poetica e non). Il me che iniziava questa rubrica, quasi due anni fa, era sprovvisto di ogni rudimento linguistico e analitico di linguaggio: dunque, il me che osservava il poetico come un’azione macroscopica, assimilabile alle istanze merleau-pontyane, che si facevano via via sempre più strada nella mia formazione fenomenologica e che coglieva, qui...

(Redazione) - "La pietra che trasmette: Even, av e ben nella tradizione e nella poesia del Novecento" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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Il saggio indaga il simbolo della pietra nella poesia del Novecento attraverso il modello ebraico di even ( אֶבֶן ), la pietra come segno di trasmissione fra le generazioni. La lettura paronomastica che scompone even in av ( אָב , «padre») e ben ( בֵּן , «figlio»), con la lettera bet come cerniera, viene collocata nella sua posizione filologica: derash di circolazione moderna, che dispone di precedenti verificabili nel Targum al Salmo 118,22 e nella formula biblica delle «pietre di memoriale per i figli d’Israele». Su questa base si leggono quattro testi: Kamen’ e il manifesto Utro akmeizma di Mandel’štam, dove la pietra è fondamento di un’eredità scelta; Sono una creatura e San Martino del Carso di Ungaretti, dove è il corpo muto del lutto; Shemà di Levi, dove il comando di scolpire nel cuore e di ripetere ai figli incontra la maledizione dell’interruzione; Engführung di Celan, dove le pietre bianche segnano il luogo senza nome. Il Novecento poetico ne risulta come stagion...