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"Un corpo mitico da abitare" - a proposito di "Gli Atleti" (Interno Libri, 2024) di Vanni Schiavoni - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  ph. di Daniele Ferroni Gli Atleti , Interno Libri 2024 (prefazione di Valerio Grutt) di Vanni Schiavoni, chiude con potenza la Trilogia delle radici (2006-2024): dal territorio salentino di Salentitudine , al sangue familiare di Guscio di noce . Il tema centrale in questa raccolta non è più indagine privata: è immersione corale nel mito che diventa carne, bronzo, spada. Grutt lo definisce «libro bianco, di marmo e di sale», mediterraneo, antico e futuro, scritto con «intimo furore epico e abilità metrica». Ogni verso è, infatti, scolpito, monumentale eppure in movimento perpetuo, come onde che riportano a galla tesori sommersi. La struttura è una quadriga perfetta: Prologo (primavera 1999, tra regnanti spodestati e orizzonti provvisori), quattro ritratti poetici – L’atleta di Lussino (Apoxyómenos di Lisippo), Il fabbricante di Sicione (Lisippo stesso), Il prodigio di Pella (Alessandro Magno), Il campione di Taranto – e Commiato . Non una raccolta, quindi, ma un’unica navigaz...

(Redazione) - "Bub von Knabensdorf - Nullus" - 03 - a cura di Alessandra Brisotto

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  A cura di Alessandra Brisotto Bub von Knabensdorf  nasce nel secolo scorso, la data esatta risulta incerta, in una cittadina della Turingia da una nobile famiglia tedesca decaduta.  In seguito al suo atteggiamento scontroso, diretto e non raramente offensivo, perde un posto di lavoro dopo l’altro, cade in disgrazia e si ritrova a vivere sulla strada.  Le avventure di  Nullus , appellativo che gli viene attribuito fin dalla nascita, le scrive egli stesso in un  taccuino  alquanto consunto che reca sempre con sé. “Il mio tesoro inestimabile”, lo definisce.  Alcuni capitoli, tradotti dal tedesco all’italiano ne narrano le vicende in ordine sparso, non cronologico.  Il signor von Knabensdorf vive a Francoforte sul Meno, ora qui ora là, a seconda delle stagioni.  Il più delle volte si può incontrare nel quartiere di Sachsenhausen. (la curatrice - Alessandra Brisotto) CAPITOLO III La villa Villa “von Knabensdorf” (1822), Eisenach – Architett...

(Redazione) - Le quattro stagioni di Jonathan Rizzo - PRIMAVERA

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  Jonathan Rizzo ritratto da Dino Ignani __________ I - E LA PRIMAVERA TRIONFAVA Le persone corrono, le stagioni passeggiano. Azzoppati a guardarsi piedi infagottati negli specchi vitrei occhi d'uomini in frantumi. Fermi per un turno a tirare i dadi in prigione contro il muro. Giocatore raro, non perde mai una mano. La tartaruga più antica del mondo fresca come il segreto del tempo si rigenera in fiore nel farsi seme giallo sul terreno smosso e senza chiedere il permesso al parassita intossicato, pedone dal sole a scacchi, ad ogni batter di ciglia rende il mondo un piccolo vicolo ad imbuto nel giallo che si fa intenso schizzo per i matti. Solo l'iettatori prìncipi sugli scudi di quei giorni scuri privi di princìpi di cui discuti se te ne curi, nei loro occhiali neri rimanevano immuni alla primavera che trionfava col fare dei puri nei suoi sorrisi leggeri, nei suoi profumi sicuri. Non è chiesto al mondo di essere dei duri, indi per cui sorridi sciocco che...

Mio figlio è diverso

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  Mio figlio è diverso — diverso da sé — e dai suoi occhi cola una certezza liquida  che a me manca. È figlio del cielo e della roccia; io della sabbia e del muschio. Ci guardiamo timidi, a volte, con l'infinita carezza della distanza.

(Redazione) - Attorno a Henri Michaux: note a margine (sui contorni di un'epoca) - di Sergio Daniele Donati

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Introduzione. Per una fenomenologia dell’oltre: poesia, visione, corpo Nel corso del Novecento europeo, la poesia e le arti visive hanno progressivamente abbandonato la funzione rappresentativa per assumere un ruolo epistemico: non più strumenti per descrivere il mondo, ma dispositivi per attraversarlo, deformarlo, superarlo. Tale mutamento non riguarda soltanto le forme, ma investe la concezione stessa dell’opera, che cessa di essere un oggetto e diventa un’esperienza, un processo, un campo di forze. In questa prospettiva, le poetiche di René Daumal, Tristan Tzara, Paul Klee, Oskar Kokoschka e Henri Michaux (poeta, scrittore, pittore fondamentale per la comprensione della sua eopoca) delineano una costellazione coerente, benché non dichiarata, che lega la parola al gesto, il segno alla percezione, il corpo alla visione. Ciò che accomuna questi autori non è assolutamente un manifesto comune, né un programma estetico unitario, ma una tensione verso l’invisibile, verso ciò che eccede la ...

Lo iato di cristallo

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  La vorresti cava — screziatura di silenzio, iato di cristallo — ma è opaca e gutturale la parola che inciampa nel suo docile a capo . ______ Foto e testo - inedito 2026 - di Sergio Daniele Donati  

Il mio salmo

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  Ricami e cuci  nell'ordito folle dei miei pensieri isole di silenzio ove naufraga non detta e fragile una piccola preghiera. _____ Testo - inedito 2026 - e foto di Sergio Daniele Donati 

(Redazione) - L’infinito al negativo Keats e Leopardi: due traiettorie opposte verso l’assoluto (una nota critica...e un dialogo a tre) - di Sergio Daniele Donati

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Nel breve volgere di mesi, tra il 1818 e il 1819, due giovani poeti segnati dalla malattia e dalla consapevolezza precoce della morte scrivono due testi brevi che rappresentano forse il culmine della riflessione romantica sull’infinito. John Keats compone il sonetto When I have fears that I may cease to be mentre il fratello Tom muore di tubercolosi – la stessa malattia che lo strapperà alla vita a soli venticinque anni nel 1821. Giacomo Leopardi, chiuso nella biblioteca paterna di Recanati, scrive L’infinito , idillio che nasce da un’esperienza reale di contemplazione su un colle limitato da una siepe. Entrambi i testi nascono dalla medesima urgenza esistenziale: il confronto drammatico tra il desiderio umano di assoluto e la finitezza corporea e temporale. Eppure, proprio da questa prossimità emerge una divergenza radicale che costituisce il cuore di questo confronto: mentre Leopardi utilizza il limite fisico come varco per conquistare un infinito fecondo e consolatorio, Keats proi...