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(Redazione) - Anfratti - 21 - L'utilità della bellezza

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  A cura di Alessandra Brisotto Il traffico chiassoso giace sulla strada vuota. Una fila effettiva di auto, moto e biciclette intona un cantico metallico. La senti? La senti la canzone soffocata della terra? Li senti i sogni taciti in quella camera da letto al terzo piano, alla fine di questa strada? Guarda, guarda meglio... una minuscola candela arde ancora su quel tavolo disordinato, tra piatti sporchi, bicchieri oleosi, puliti di vita e allegri. Un pezzo di pane. Silenzioso o inservibile Senti la mano dell'operaio edile che cavalca la gru, là in alto? Lo senti il suo respiro polveroso? I suoi movimenti ballerini nell'aria sospesa sull'indifferenza della città? Il sorriso delle finestre accatastate l'una sull'altra che non hanno ancora riflesso e ripreso nessun essere umano? Solo il cielo innoquo, un paio di nuvole e forse l'operaio edile nella giostra-cabina là in alto vedono e sentono se stessi e le voci sparse in lontananza. Qualcosa cresce là sotto. Qualco...

(Redazione) - “Il largo e la muta” - nota critica a "La pazienza delle meduse" di Carla Ghisani (Interno Libri Edizioni, 2026) di Sergio Daniele Donati

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  Cenni alla struttura La pazienza delle meduse è la seconda raccolta di Carla Ghisani dopo Prove di volo (Les Flâneurs, 2022), e nasce già come un corpo che sa di dover mutare. Si apre con un testo senza titolo e senza numero di pagina che fissa il gesto d’avvio — «Così mi avvito su me stessa / come un’erba, come la serpe / sotto il sasso, mi abbraccio» — e si chiude a p. 118 con un altro rettile, quando «si è concluso il ciclo del serpente, / nella muta della pelle ci aspettano i nove anni del cavallo». Fra il ripiegamento iniziale e la muta finale corrono otto sezioni: cinque «Incipit» datati (1978, 1982, 1985, 1986, 1990) e tre senza anno (VI Dell’amore e di altre strane creature , VII Di necessità umane , VIII Di mali sottili, guerre e pace ). La data in testa a ogni blocco non è ornamento cronologico, ma il punto da cui la memoria prende la rincorsa; e ogni rincorsa, senza eccezione, approda al corpo. Nella sezione del 1985 l’infanzia contiene già l’adulta — «Adulta, non e...

Poesie inedite di Tania Chimenti - con nota critica di Sergio Daniele Donati

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I testi qui raccolti costituiscono un ciclo di inediti di Tania Chimenti che si colloca, per densità espressiva e per nitidezza di sguardo, in una zona intermedia fra la poesia diaristica e la meditazione filosofica sul quotidiano.  Non si tratta di un canzoniere unitario nel senso tradizionale, bensì di una sequenza di nuclei lirici autonomi, legati da un medesimo temperamento: l’osservazione minuziosa del dettaglio banale che, per eccesso di fedeltà al reale, si rovescia in allegoria della condizione contemporanea. Gli animali e gli oggetti che popolano questi versi – pinguini, pesci dell’abisso, cavalli disegnati nelle pieghe dei pantaloni, sgabello Ikea, monopattino, tapparella abbassata – assolvono una funzione di rivelazione. La fedeltà dei pinguini, «automí silenziosi / lavoratori stanchi / in fila davanti alla timbratrice», non è solo un’immagine ironica del lavoro salariato: è il ritratto di una esistenza che ha interiorizzato la devozione all’azienda fino a diventare auto...

(Redazione) - "IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO: forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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  IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO Forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale _____ Il saggio esamina Genesi 1,1–2,4a come matrice formale e concettuale per una riflessione sulla parola poetica. L’analisi distingue la configurazione letteraria del racconto sacerdotale, le interpretazioni sviluppate in tradizioni rabbiniche e mistiche, e la ricezione del paradigma cosmogonico nella letteratura occidentale. La tesi è che la Genesi non fondi una genealogia lineare della poesia, ma offra un modello di linguaggio creatore che gli autori successivi possono riprendere, trasformare o contestare. Il confronto con Dante, Milton, Blake, Ungaretti, Luzi, Celan e Szymborska è trattato come insieme di casi differenziati, non come prova di un’influenza uniforme. Si precisano inoltre i limiti dell’analogia fra parola divina e parola poetica: nel quadro teologico biblico la prima istituisce l’essere; la seconda configura esperienze e mondi di significato senza coin...

(Redazione) - Parole per prendersi cura - "Lettura introspettiva e poesia" di Stefania Calesini

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  Inizio oggi - un po’ emozionata - con questo articolo la mia collaborazione a Le Parole di Fedro , lieta della fiducia datami dal Grande Capo Redattore e felice di entrare nella variegata famiglia di questo blog. Parole per prendersi cura è il titolo che ho dato agli articoli che scriverò a spot, e che avranno a che fare con la parola, quando la parola è un atto connesso col prendersi cura , prendersi cura di sé, di una parte di sé, dell’altro. La radice etimologica della parola cura (ku, kau. Kav) cura riporta al significato di osservare, guardare. È un atto di attenzione consapevole i . E la parola, letta, scritta, detta, taciuta, è stata ed è una delle sfide della mia vita. Sono ora, anche, un’Autrice ii , veste che comunque non può essere distinta da tutto il resto, da quello che è il mio sentire e pensare quotidiano, da quello che mi ha portato ad essere autrice e da cosa è accompagnato . Prima di essere autrice sono stata, sin da molto piccola, lettrice, e la lettura (e i...