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(Redazione) - "Il Libro, il Nome, L'Infinito" (Jorge Luis Borges e la fascinazione cabalistica)" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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  IL LIBRO, IL NOME, L’INFINITO Jorge Luis Borges e la fascinazione cabalistica di Sergio Daniele Donati "E dimmelo tu, Jorge Luis, che dialogo può avere un occhio ipovedente con un altro che rifiuta di vedere" (1) ______ (1) - da un mio dialogo immaginario "in fieri" con il grande poeta argentino. https://www.leparoledifedro.com/2026/11/redazione-il-libro-il-nome-linfinito.html 1. Una fascinazione documentata L’interesse di Jorge Luis Borges per la Cabala attraversa una parte ampia e riconoscibile della sua opera. Compare nei saggi, nelle conferenze, nei racconti e nelle poesie: il libro assoluto, il Nome divino, le lettere come elementi di una combinatoria, il cosmo inteso come testo da decifrare.  Questi motivi si intrecciano con le ossessioni più costanti dello scrittore argentino: l’infinito, la biblioteca, il labirinto, la ripetizione, la molteplicità dei livelli di lettura. Definire Borges «cabalista» chiede cautela. La sua conoscenza della tradizione mist...

(Redazione) -"Sul golfo oscillano maschere - cinque poesie di Fabio Barissano", con nota critica di Sergio Daniele Donati

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Napoli e il suo golfo tornano in tutte e cinque queste poesie di Fabio Barissano , e tornano da luoghi precisi: il mare, i vicoli, il litorale, una chiesa sul promontorio, le stazioni, un parco sotto la pioggia. Ogni luogo, tuttavia, viene presto riempito d’altro, e il paesaggio finisce per servire a misurare il tempo, la propria fragilità, la possibilità di trovare una direzione.  La scrittura di Fabio Barissano sta in un territorio di mezzo, tra la concretezza delle cose e la loro deriva simbolica, tra la vicenda di un singolo e una memoria più larga, dove affiorano frammenti di classicità, tracce religiose, depositi di storia mediterranea. In questo pare di poter percepire un ossimorico tuffo nel passato della modernità o, forse, una fusione dei tempi lineari così come, spesso troppo semplicisticamente, li viviamo. Il titolo, « Sul golfo oscillano le maschere », dona al lettore, in un certo qual senso, la chiave d’ingresso.  Oscillare è quello che fa l’acqua, e oscillare è...

(Redazione) - Nei dintorni di "La parte arida della pianura" (Pietre Vive ed., 2026) di Nino Iacovella - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  __ La parte arida della pianura , nuova raccolta di Nino Iacovella pubblicata da Pietre Vive nel 2026, si presenta come un libro attraversato da una domanda insistente: quale forma può assumere la poesia quando il mondo appare ferito nella sua struttura materiale, sociale e morale? Nino Iacovella affida questa interrogazione a una scrittura che procede per quadri, scene, nuclei narrativi e improvvise accensioni liriche. La raccolta possiede una precisa architettura interna: dall’esperienza della pandemia e dalla memoria delle origini umane si passa al paesaggio della pianura, alla diagnosi della vita contemporanea, alla rilettura della Storia, alla violenza che attraversa i corpi e infine all’esperienza concreta della disabilità. Il percorso si chiude nella grotta di Lascaux, immagine remota e insieme domestica dell’arte come traccia lasciata da esseri umani esposti al freddo, alla perdita e alla necessità di proteggersi. La pianura del titolo diventa così uno spazio geografic...

(Redazione) - Nel verso del tempo: piccolo breviario di poesia - 09 -“Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”

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Doppio ritratto di Francesco Petrarca e Laura de Noves , 1510 circa, scuola veneziana. Di Ester Guglielmino Erano i capei d’oro a l’aura sparsi che ’n mille dolci nodi gli avolgea, e ’l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi; e ’l viso di pietosi color’ farsi, non so se vero o falso, mi parea: i’ che l’esca amorosa al petto avea, qual meraviglia se di sùbito arsi? Non era l’andar suo cosa mortale, ma d’angelica forma; e le parole sonavan altro, che pur voce humana. Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch’i' vidi: e se non fosse or tale, piagha per allentar d’arco non sana. [Francesco Petrarca, Rerum vulgarium fragmenta, XC] “ Gli uomini preferiscono le bionde ” recitava un famoso film degli anni Cinquanta, la regia era di Howard Hawks e come interpreti femminili spiccavano Marilyn Monroe e Jane Russell , che derivarono dalla pellicola una popolarità indiscussa e duratura. Neanche a dirlo, la bionda era caratterizzata come la p...