(Redazione) -"Sul golfo oscillano maschere - cinque poesie di Fabio Barissano", con nota critica di Sergio Daniele Donati
Napoli e il suo golfo tornano in tutte e cinque queste poesie di Fabio Barissano , e tornano da luoghi precisi: il mare, i vicoli, il litorale, una chiesa sul promontorio, le stazioni, un parco sotto la pioggia. Ogni luogo, tuttavia, viene presto riempito d’altro, e il paesaggio finisce per servire a misurare il tempo, la propria fragilità, la possibilità di trovare una direzione. La scrittura di Fabio Barissano sta in un territorio di mezzo, tra la concretezza delle cose e la loro deriva simbolica, tra la vicenda di un singolo e una memoria più larga, dove affiorano frammenti di classicità, tracce religiose, depositi di storia mediterranea. In questo pare di poter percepire un ossimorico tuffo nel passato della modernità o, forse, una fusione dei tempi lineari così come, spesso troppo semplicisticamente, li viviamo. Il titolo, « Sul golfo oscillano le maschere », dona al lettore, in un certo qual senso, la chiave d’ingresso. Oscillare è quello che fa l’acqua, e oscillare è...