Post

Poesie inedite di Tania Chimenti - con nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
I testi qui raccolti costituiscono un ciclo di inediti di Tania Chimenti che si colloca, per densità espressiva e per nitidezza di sguardo, in una zona intermedia fra la poesia diaristica e la meditazione filosofica sul quotidiano.  Non si tratta di un canzoniere unitario nel senso tradizionale, bensì di una sequenza di nuclei lirici autonomi, legati da un medesimo temperamento: l’osservazione minuziosa del dettaglio banale che, per eccesso di fedeltà al reale, si rovescia in allegoria della condizione contemporanea. Gli animali e gli oggetti che popolano questi versi – pinguini, pesci dell’abisso, cavalli disegnati nelle pieghe dei pantaloni, sgabello Ikea, monopattino, tapparella abbassata – assolvono una funzione di rivelazione. La fedeltà dei pinguini, «automí silenziosi / lavoratori stanchi / in fila davanti alla timbratrice», non è solo un’immagine ironica del lavoro salariato: è il ritratto di una esistenza che ha interiorizzato la devozione all’azienda fino a diventare auto...

(Redazione) - "IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO: forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

Immagine
  IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO Forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale _____ Il saggio esamina Genesi 1,1–2,4a come matrice formale e concettuale per una riflessione sulla parola poetica. L’analisi distingue la configurazione letteraria del racconto sacerdotale, le interpretazioni sviluppate in tradizioni rabbiniche e mistiche, e la ricezione del paradigma cosmogonico nella letteratura occidentale. La tesi è che la Genesi non fondi una genealogia lineare della poesia, ma offra un modello di linguaggio creatore che gli autori successivi possono riprendere, trasformare o contestare. Il confronto con Dante, Milton, Blake, Ungaretti, Luzi, Celan e Szymborska è trattato come insieme di casi differenziati, non come prova di un’influenza uniforme. Si precisano inoltre i limiti dell’analogia fra parola divina e parola poetica: nel quadro teologico biblico la prima istituisce l’essere; la seconda configura esperienze e mondi di significato senza coin...

(Redazione) - Parole per prendersi cura - "Lettura introspettiva e poesia" di Stefania Calesini

Immagine
  Inizio oggi - un po’ emozionata - con questo articolo la mia collaborazione a Le Parole di Fedro , lieta della fiducia datami dal Grande Capo Redattore e felice di entrare nella variegata famiglia di questo blog. Parole per prendersi cura è il titolo che ho dato agli articoli che scriverò a spot, e che avranno a che fare con la parola, quando la parola è un atto connesso col prendersi cura , prendersi cura di sé, di una parte di sé, dell’altro. La radice etimologica della parola cura (ku, kau. Kav) cura riporta al significato di osservare, guardare. È un atto di attenzione consapevole i . E la parola, letta, scritta, detta, taciuta, è stata ed è una delle sfide della mia vita. Sono ora, anche, un’Autrice ii , veste che comunque non può essere distinta da tutto il resto, da quello che è il mio sentire e pensare quotidiano, da quello che mi ha portato ad essere autrice e da cosa è accompagnato . Prima di essere autrice sono stata, sin da molto piccola, lettrice, e la lettura (e i...

(Redazione) - "La parola esposta all’altro Dialogismo e interlocuzione poetica in Michail Bachtin e Paul Celan" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

Immagine
Dopo avere esplorato le relazioni con Jaques Lacan -  ma anche con Derrida, Blanchot, Lacoue-Labarthe -  (potete leggerlo qui ), vi proponiamo un secondo intervento di analisi celaniana , questa volta in relazione alle preminenti figure di   Michail Bachtin e   Osip Mandel’štam. Con questo saggio, infatti,  ci si propone un confronto teorico fra il pensiero dialogico di Michail Bachtin e la concezione della poesia elaborata da Paul Celan . Un’influenza diretta di Bachtin su Celan richiederebbe riscontri documentari specifici, e il saggio ne prescinde: l’accostamento assume, quindi, la forma di una convergenza critica, ancorata a un termine intermedio documentato, Osip Mandel’štam , che Celan tradusse e di cui riprende l’immagine del messaggio in bottiglia . Le questioni condivise sono l’alterità costitutiva della parola, l’indirizzo al destinatario, la responsabilità dell’ascolto e la persistenza della memoria nella lingua. Due questioni costi...