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(Redazione) - Amerinda - 07 - La guerra? Non finisce mai (Poesia argentina e Malvinas: Un’antologia 1833 – 2022 - Parte Terza)

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di Antonio Nazzaro Per chiudere questo breve viaggio nella poesia argentina, attraverso il libro: Poesía argentina y Malvinas: Una antología (1833-2022), Ediciones de la FaHCE, 2022, dedicata alla poesia scritta sulla guerra delle Malvinas, incontriamo le voci di due poeti di origine mapuche, Viviana Ayilef e Martín Raninqueo. I due autori presentano nei loro testi un ponte poetico che unisce fatti storici diversi e distanti dalla guerra delle Malvinas, ma uniti dal comune denominatore della violenza che perdura nel tempo e che resta sempre dentro di chi l’ha vissuta e di chi ne accetta la memoria. La guerra è un fatto avvenuto ma è anche un evento che non smette di accadere. Questo si legge molto bene nella poesia di Viviana Ayilef che riprende il tema della maternità: “ le madri sono il sostegno e la memoria di quel figlio morto ma presente all’ora del pranzo: «Un piatto in tavola / il bicchiere per l’acqua / il posto vuoto. / Così trascorrono i loro giorni anche le Madri delle Malvi...

"Il corpo della parola" - metamorfosi linguistica e nichilismo terapeutico nell’autoantologia di Gio Ferri "Poesie Scelte" (1964-2014) (Anterem, 2024) - nota critica di Sergio Daniele Donati

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L’autoantologia Poesie scelte (1964-2014) di Gio Ferri , pubblicata da Anterem nel 2024 come ventisettesimo volume della collana Itinera, non costituisce una mera retrospettiva cronologica, bensì la rappresentazione di un unico organismo linguistico in metamorfosi continua: dalla parola militante come strumento di riscatto sociale alla contrazione nichilista del corpo poetico protesico, passando per la putrefazione solipsistica e la fecondazione cosmica. Tale traiettoria rivela Ferri come uno degli eredi più radicali dell’avanguardia italiana, capace di spingere oltre i limiti formali del Gruppo 63 una ricerca biologica e cosmologica della lingua, in cui metrica, lessico e sonorità non fungono da ornamenti stilistici ma da dispositivi epistemologici di rivolta contro la mercificazione del linguaggio e contro la morte della poesia stessa. La coerenza di questo percorso non è data da una progressione lineare, bensì da una dialettica interna che trasforma ogni fase in nutrimento della s...

(Redazione) - Anfratti - 15 - Accartocciato

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A cura di Alessandra Brisotto Il sole si sparpaglia sulla superficie del fiume, come il sale nel mare, si mescola ad esso ma non ne modifica il sapore, come fa il sale nel mare, rimbalza dalla superficie frizzante di barche e canoe e mi raggiunge sulla panchina. Accartocciato. È una fresca giornata di marzo, dopo la neve, la pioggia nuvolosa e le nuvole piovose, dopo il grigiore dell’inverno, che è ancora inverno, ma travestito da ometto ridanciano e giocherellone, da stagione buffa che pizzica la pelle con i raggi-stufetta elettrica e le ombre-termosifoni freddi, in bilico tra la gioia spaventosa e la tristezza solenne che si addice alle temperature rigide. Accartocciato. Alla mia destra una coppia estrae da un cartoccio due panini lussuriosi. Lei indossa calze a pois, una minigonna e un giacchino. Tutto è nero. Lei no. È bionda e molto truccata. Il rossetto è rosso bacino bacetto. Mi domando a come riuscirà a ingoiare un tale panino senza sbavarlo o sporcare la minigonna di maionese ...

"Un corpo mitico da abitare" - a proposito di "Gli Atleti" (Interno Libri, 2024) di Vanni Schiavoni - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  ph. di Daniele Ferroni Gli Atleti , Interno Libri 2024 (prefazione di Valerio Grutt) di Vanni Schiavoni, chiude con potenza la Trilogia delle radici (2006-2024): dal territorio salentino di Salentitudine , al sangue familiare di Guscio di noce . Il tema centrale in questa raccolta non è più indagine privata: è immersione corale nel mito che diventa carne, bronzo, spada. Grutt lo definisce «libro bianco, di marmo e di sale», mediterraneo, antico e futuro, scritto con «intimo furore epico e abilità metrica». Ogni verso è, infatti, scolpito, monumentale eppure in movimento perpetuo, come onde che riportano a galla tesori sommersi. La struttura è una quadriga perfetta: Prologo (primavera 1999, tra regnanti spodestati e orizzonti provvisori), quattro ritratti poetici – L’atleta di Lussino (Apoxyómenos di Lisippo), Il fabbricante di Sicione (Lisippo stesso), Il prodigio di Pella (Alessandro Magno), Il campione di Taranto – e Commiato . Non una raccolta, quindi, ma un’unica navigaz...