(Redazione) - Fisiologia dei significati in poesia - 24 - Irrigidimento della critica
di Giansalvo Pio Fortunato Negli ultimi interventi, a cui è seguita una breve pausa, ho cercato di fornire una svolta molto più schiettamente analitica alla mia ricerca in poesia, convinto che l’applicazione della fenomenologia comportamentale possa essere parzialmente esaustiva ai fini di una tematizzazione esperienziale del poetico. Il grande mistero, in fondo, è proprio questa riluttanza dei poeti – me compreso – a riconoscere una fisiologia del significante, che va letta nell’accezione con cui questa rubrica è stata concepita. Il significante è da intendersi come ciò che significa ; certamente non come la materialità della parola (poetica e non). Il me che iniziava questa rubrica, quasi due anni fa, era sprovvisto di ogni rudimento linguistico e analitico di linguaggio: dunque, il me che osservava il poetico come un’azione macroscopica, assimilabile alle istanze merleau-pontyane, che si facevano via via sempre più strada nella mia formazione fenomenologica e che coglieva, qui...