Post

(Redazione) - Poesia è genere letterario? Una piccola riflessione in omaggio a Flavio Ermini e Gabriele Frasca - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
La poesia non si lascia facilmente ridurre a un genere letterario tra gli altri. Questa affermazione, sostenuta con estrema competenza, lucidità e radicalità da Flavio Ermini e Gabriele Frasca, invita a ripensare il suo statuto non in termini di categoria formale o prodotto estetico codificato, bensì come esperienza viva del linguaggio, un atto che pone in relazione l’essere umano con il mondo, il soggetto ,con il fondamento, e che si confronta con ciò che sfugge a ogni definizione esaustiva. Flavio Ermini, in particolare, ha sviluppato questa tesi in modo sistematico e coerente.  Nel numero 93 di Anterem (2013), dedicato proprio a «La poesia non è un genere letterario », e poi in Perché la poesia. L’esperienza poetica del pensiero (Anterem, 2022). Ermini sostiene in questi saggi, tra le altre immense tesi, che la poesia non sia un ornamento estetico della finitudine umana né un semplice prodotto letterario classificabile. È invece «una forma di vita che mette in relazione esser...

(Redazione) - “La densità del reale” - nei dintorni di “Pietre e miraggi” (Pequod, 2025) di Luigi Palazzo - estratto con nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
Luigi Palazzo , poeta salentino nato nel contesto di una tradizione letteraria meridionale emerge con Pietre e miraggi (peQuod, 2025 ) come una figura liminale, sospesa tra il radicamento tellurico del Sud e l'erranza esistenziale del ritorno. I l volume si articola in due sezioni: Polvere e campane (pp. 11-27) e Andante ritorno (pp. 29-48), precedute da una dedica materna (" A mia madre / che vince sull’assenza ", p. 7) e da un epigrafe di Giuseppe Alessandro Rizzo (" Come ogni altro luogo del resto, / ogni posto diventa il ritorno per qualcuno, / non più vuoto di ricordi ", p. 9). Con un totale di circa quaranta testi, prevalentemente in verso libero, Palazzo orchestra un discorso poetico che intreccia l'archeologia del paesaggio pugliese con l'introspezione lirica, dove il " miraggio " simboleggia l'illusione effimera del progresso e la " pietra " l'inesorabile peso della storia. Notevole esito, per chi si accinge ad u...

(Redazione) - Poesie inedite di Carla Ghisani - con nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  La poesia di Carla Ghisani si offre come un attraversamento ininterrotto, un movimento che non procede per blocchi separati ma per onde successive, in cui emozione, immagine e pensiero si richiamano a vicenda. Fin dall’inizio si avverte una voce che abita una soglia: il corpo, la memoria e la visione non sono piani distinti, ma strati di uno stesso paesaggio interiore che si espande e si contrae come un respiro irregolare.  Ogni testo nasce da un’urgenza di contatto, da un gesto che tenta di trattenere ciò che scivola via, da un ascolto che si affina proprio mentre il mondo si incrina.  In questo movimento, il lessico costruisce una geografia molto precisa. Il corpo è costantemente chiamato in causa attraverso parole che ne disegnano la vulnerabilità e la tenuta: piedi, occhi, ciglia, membra, polpastrelli, timpani, cuore, ossa.  Non sono dettagli anatomici decorativi, ma punti di pressione, luoghi in cui si imprimono urti, memorie, ritorni mancati. Il corpo divent...

(Redazione) - "Il varco luminoso di una figura in fuga" - breve nota critica su “La Chimera” di Dino Campana - di Sergio Daniele Donati

Immagine
L’analisi della poesia La Chimera di Dino Campana, collocata nella sezione “La Notte” dei Canti Orfici (1914), richiede un approccio integrato che coniughi rigore formale, ascolto percettivo e contestualizzazione storico-biografica. Il presente piccolo studio procede seguendo la struttura del testo, la qualità delle immagini, la progressione ritmica e la relazione tra apparizione e movimento, evitando opposizioni binarie, che non renderebbero onore al testo, e privilegiando la continuità tra percezione sensoriale, forma poetica ed esperienza esistenziale. Abituarsi infatti troppo spesso a sezionare ogni analisi critica, significa, almeno in parte, correre il rischio di perdere del testo proprio il suo centro (soprattutto di un testo simile): il suo essere necessariamente flusso, non insieme di componenti. Tale metodo si giustifica ancora di più la, si diceva sopra, con la specificità della scrittura campaniana, in cui ogni immagine emerge da una percezione iperesteticae a volte sin...

(Redazione) - Cinque poesie di Annamaria Ferramosca - con nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  I TESTI sembra che cadano dall’alto le parole della poesia - mi dici - come da un tremito di stelle sembra un bruciare di schegge fossili lampi di una memoria che trasmigra hanno esili braccia come leve di luce a sollevare le pietre dell'umano non vanno per salti ma per larghissimi voli sulla nostra laguna sconsolata a intercettare un centro innocente la forma fetale del cuore è vero un pulviscolo di parole invade l’universo   lo informa   lo plasma se resti in ascolto puoi avvertire le onde d’urto nel bosco il colpo secco della corteccia il tuffo della rana di Basho un chiamarsi tra loro - pianissimo - delle cose e quella nostra stramba contentezza nell'ascoltare Da Andare per salti , Arcipelago Itaca, 2017 *** alberi non sappiamo di avere accanto mappe di salvezza dispiegate nei rami gli alberi sono bestie mitiche invase dall’istinto   fieri suggerimenti restarci accanto non per generosità ma per pienezza -- intorno l’aria splende in rito di pur...