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(Redazione) - Dissolvenze - 57 - Ruggero Ruggieri: l’ontologia della traccia e il teatro clandestino delle ombre nella nuova silloge fotografica “Showcase”

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di Arianna Bonino « Le parole nere sulla carta bianca sono l'anima messa a nudo .» Ho incontrato questa frase di Maupassant anni fa, leggendo il suo ultimo romanzo, Notre cœur e l’ho riletta l’anno scorso, scritta a mano da Ruggero Ruggieri con inchiostro nero su carta bianca sulla prima pagina della mia copia di La notte mi viene a cercare .  In quella silloge notturna di Ruggieri il nero non è assenza, ma densità di materia, lampo luminoso di pece, incisione bruciante. Angoli e scintille che già mi parlavano, mi richiamavano a chiedermi dove io fossi, chi, verso dove il tempo della notte riesca a portarmi. Sono gli interrogativi costanti di un viaggio in cui lo sguardo dello spettatore rivoluziona e ruota in equilibrio satellitare reciproco con quello di chi scatta e, ancora, con gli occhi chi è colto dal lampo del ritratto. Forse, in fondo a tutto, specchio infinito.  Chi sono, chi sei? Fin dai suoi primi lavori, assale e solleva ad ogni pagina fotografica di Ruggieri quest...

(Redazione) - Amerinda - 09 - La poesia è anticapitalista, i poeti un po’ meno

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di Antonio Nazzaro «Tutta la poesia è ostile al capitalismo / può diventare secca e dura non / perché sia povera ma per / non contribuire alla ricchezza ufficiale…». Così scriveva Juan Gelman nel 1965 nella sua silloge Cólera Buey (Colera del bue), pubblicata a Cuba. Spesso si richiama questa citazione per definire la poesia come se avesse un intrinseco anelito di libertà. D'altronde, creare qualcosa fuori dalle leggi del mercato oggigiorno è considerato, per molti, un atto di ribellione contro il sistema. Nel saggio Notizie delle attività liriche (tre metafrasi) – inserito nella raccolta Zig Zag (scritta tra il 1989 e il 1997 da Hans Magnus Enzensberger, pubblicata in Italia da Einaudi e qui citata nell'edizione spagnola di Anagrama del 1999) – il poeta e intellettuale sottolinea un aspetto fondamentale al riguardo: «[…] In controtendenza rispetto al progresso, nella nostra società industrializzata è quasi impossibile trovare qualcuno che non conosca a memoria almeno un ver...

(Redazione) - Anfratti - 19 - Schmalkalden (Smalcalda, lungo le strade dell‘io)

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  A cura di Alessandra Brisotto Case di Smalcalda, Turingia (Foto A. Brisotto) 12 luglio 2026 Lega di Smalcalda. Oggi si sono riaccese le trattative apertesi il 27 febbraio 1531 fra l'elettore Giovanni di Sassonia, il langravio Filippo d'Assia, il duca Ernesto di Lüneburg, Filippo di Grubenhagen, i conti di Mansfeld e di Anhalt e le città di Strasburgo, Ulm, Costanza, Memmingen, Reutlingen, Biberach, Lindau, Isny, Magdeburgo e Lubecca. Si sono riaccese nei miei pensieri, come una breccia temporale che mi sottrae per un paio d’ore da ciò che sono adesso. La città è quasi deserta. Qualche passante ne conferma la vitalità che, nonostante il silenzio e la solitudine, traspare ovunque dalla perfezione dei restauri, dei colori riaccesi da una fiamma recente, tutt‘altro che deleteria, dalla pulizia delle strade e stradicciole, vicoli e vicoletti, delle piazzette che si intersecano e sfidano a vicenda in bellezza. In questa casa si sono svolte le riunioni dei principi protestanti...

(Redazione) - "Bub von Knabensdorf - Nullus" - 07 - a cura di Alessandra Brisotto

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  A cura di Alessandra Brisotto Bub von Knabensdorf  nasce nel secolo scorso, la data esatta risulta incerta, in una cittadina della Turingia da una nobile famiglia tedesca decaduta.  In seguito al suo atteggiamento scontroso, diretto e non raramente offensivo, perde un posto di lavoro dopo l’altro, cade in disgrazia e si ritrova a vivere sulla strada.  Le avventure di  Nullus , appellativo che gli viene attribuito fin dalla nascita, le scrive egli stesso in un  taccuino  alquanto consunto che reca sempre con sé. “Il mio tesoro inestimabile”, lo definisce.  Alcuni capitoli, tradotti dal tedesco all’italiano ne narrano le vicende in ordine sparso, non cronologico.  Il signor von Knabensdorf vive a Francoforte sul Meno, ora qui ora là, a seconda delle stagioni.  Il più delle volte si può incontrare nel quartiere di Sachsenhausen. (la curatrice - Alessandra Brisotto) CAPITOLO VII RESURREZIONE Era una sera come tante altre, in cui mi annoiav...

La Dea che ride

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  Finzioni di senso,   costellazioni e sinapsi,   un passo lento   verso la sordità;   e poi stasi e stupore   e quel fremito d'ansia   per l’inciampo ripetuto   dell’attesa parola. La si vorrebbe sacra   e si presenta   al campo giochi   della scrittura corsiva   con le ginocchia sbucciate   e un sorriso ancora sdentato. La pensiamo vestita   di lini bianchi, la Dea, ma lei ride   e parla la lingua   di una bimba   con le gote sporche   di terra e cioccolato. _____ Testo, inedito 2026, di Sergio Daniele Donati 

Convessa

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  Mi chiedevo la ragione di un affanno, del richiamo all’assorbimento terrigno. E fu terra su terra quel lasciare al cieco lavorio da lombrichi la tara di un’esistenza inerte e convessa. _____ Testo inedito 2026 di Sergio Daniele Donati 

Il silenzio del ritorno

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  Era un lampo senza tuoni,   un’icona senza suoni,   una metafora senza senso,   il tuo dio senza creato;   e tu guardavi ebete   nell’ora dell’oblio,   del tuo passo di ritorno. ____ Testo, inedito 2026,  di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - Una costante follia - 04 - I rimasti

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  di Anna Polin Restare non significa conservare tutto, ma reinventare un luogo. Vito Teti Dentro ai muri di casa sono appese tanka tibetane e oggetti di chiara provenienza asiatica, ma fuori, a due passi dall'entrata, c'è il negozio di Antonia, l'unico del paese.  È una bottega di alimentari.  La schiacciata è buona e si può prendere anche il caffè. Si va da Antonia per il pane, ma spesso ci si ferma a parlare.  A fianco c'è spesso un gatto dal nome improbabile: si chiama Killer, ma è molto poco assassino. Resta ore davanti alla porta di casa sperando che qualcuno gli apra.  È un randagio obbligato, un casalingo negato. Nei paesi delle aree interne i corrieri si comportano in modo imprevedibile.  Telefonano chiedendoti di scendere agli incroci per recuperare un pacco, trattano come commercianti per lasciare la merce in posti comodi, oppure la consegnano nella casa sbagliata.  Poi succede che, mentre cammini, qualcuno che non hai ancora conosciuto ti c...

Liste

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Liste di coscrizione eterne, chiamate empie  a doveri inconsistenti. "Uccidi il servo della parola", urlava il sergente. [DIETRO AL SIPARIO Silenzio nel campo da me stesso limitato, lobi senz'accesso a un mugugno sgraziato] Chi conosce la lingua del sogno resiste al risveglio a ogni attività di traduzione e il cielo resta un testimone reticente della morte del desiderio. _______ Testo (inedito 2026) di Sergio Daniele Donati 

A volo d'aquila

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  Sembra indifferenza gelida quel volo solitario nell'etere della consapevolezza.  La penna dell'aquila da sotto riflette memorie antracite ma l'aria sul suo becco profuma di muta eternità. _______ Testo, inedito 2026,  di Sergio Daniele Donati 

Silenzi al silenzio

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  Un effetto d'inchiostro  diluito in acqua  l'impatto della mia coscienza  con l'altrui parola. Aggiungevo silenzi al silenzio  per non dover dire del grumo terrigno  della mia balbuzie, e sul mondo - il mio - calava un velo di pietà  e consolazione urticante. __________ Testo inedito (2026) di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 57 - Il deserto che parla: genealogia della parola nel deserto. Neher, Jabès e la radice che li precede (Midbar / Davar / Dever — ד־ב־ר)

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  di Sergio Daniele Donati La radice ebraica ד־ב־ר ( dalet–bet–resh ) – se ne è già parlato su queste pagine – costituisce uno dei nuclei semantici più complessi e stratificati dell’intero lessico biblico. Non solo, questo discorso, che ha radici millenarie, non interessa solo l’ermeneutica e l’esegesi biblica, ma è in grado di illuminare ogni discorso attorno alla parola, specie se poetica, in relazione al silenzio. Essa genera, con una coerenza che non è quindi mai puramente fonetica o meramente inerente i radicali. Tre termini che sembrano divergere e invece si richiamano, se seguiamo una particolare linea interpretativa, derivano da quella radice: davar (דבר), parola, cosa, costrutto evento; midbar (מדבר), deserto; dever (דבר), peste, flagello, piaga. La filologia qui non ci consegna, badate bene, una semplice famiglia di vocaboli, ma una vera e propria costellazione ontologica, in cui il dire/fare/costruire, il luogo (del silenzio, un non-spazio desertico) e la ferita, o la...

Essenze (Essences)

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ESSENZE Sulla linea blu resta intatta   una grigia intenzione inespressa.   I punti ruotano sul loro asse;   così il nome regale che tu donavi   alla tua fluorescente attitudine. ESSENCES Sur la ligne bleue demeure intacte   une grise intention inexprimée.   Les points tournent autour de leur axe;   ainsi le nom royal que tu donnais   à ton attitude fluorescente. _____ Testo e traduzione in francese di Sergio Daniele Donati 

Cartographies (Cartografie)

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  Il y a un rayon de blé mûr   entre tes sourcils,   et la main que je pose,   timide et maladroite,   sur ton soupir,   porte encore les traces   d’anciennes cartographies. _______ C’è un raggio di grano maturo   tra le tue sopracciglia   e la mano che poso,   timida e impacciata,   sul tuo sospiro   porta ancora le tracce   di cartografie antiche. _______ Testo francese e traduzione in italiano di Sergio Daniele Donati.

(Redazione) - Dissolvenze - 56 - People mover

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  di Arianna Bonino Fotografia di Antoine D’Agata (da Virus, 2020) People mover Immobile sulla scala mobile in ascesa, sospesa in attesa le dita assuefatte sul nastro il tuo tatto tutt’a un tratto tu, intatto, intruppato nel gruppo in discesa, presa inattesa ettometrica resa, riarmata all’attacco dal tacco che tocca ed attracca sul solido approdo, richiusa in difesa.

(Redazione) - Anfratti - 18 - Il cane fedele

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  A cura di Alessandra Brisotto Di Francoforte fanno parte case anzianotte, ristrutturate, risalenti all’inizio del ‘900, grattacieli slanciati, giovanotti spavaldi, con l’aria di voler sopraffare il mondo sottostante, che tutto sommato li sorregge, condomini datati, costruiti negli anni ’90, integratisi armoniosamente con avi e discendenti. Alcune case esotiche, erette forse per ritrovare un pezzo di patria e di identità-diversità nel paese straniero, guizzano ora qui ora lì con non poca esuberanza.  Infine, pullulano le case invisibili, quelle bassissime, talmente modeste e sommesse da non poter essere scorte se non dai propri abitanti. Sono le dimore dei cosiddetti “senza tetto”, che semmai dovrebbero venir chiamati “lo spettacolo continua”, costituite da una logora coperta e un mucchietto di stoffe, cianfrusaglie personali, stelle implose, pesantissime nane bianche, simboli di case e palazzi da conservare in una mano. Ci si accorge di esse dal...