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(Redazione) - Specchi e labirinti - 37 - Dialogo d'amore tra poeti

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  di Paola Deplano DIALOGO D’AMORE TRA POETI ROBERT BROWING Eppure la tenerezza è tutto. Dolce amore puro, ho conosciuto i tuoi versi prima della tua carne. E ti scrissi: “I love your verses with all my heart, Miss Barrett”. Quando ti ho vista la prima volta nei tuoi occhi puri c’era la vita in fiamme. Lo specchio lo guardavamo insieme. ELISABETH BARRETT BROWING L’avevo capito da subito ma ti ho risposto così freddamente distante: “I thank you Mr. Browing from the bottom of my heart”. Non volevo farti male ero vecchia per te e pure malata. Invece protetta dal tuo abbraccio salvata dal dolore. Lo specchio lo guardavamo insieme. Questo dialogo poetico è tratto da Ultima fermata Spoon River di Paola Deplano (Edizioni Progetto Cultura, 2020).

(Redazione) - Poesia è genere letterario? Una piccola riflessione in omaggio a Flavio Ermini e Gabriele Frasca - nota critica di Sergio Daniele Donati

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La poesia non si lascia facilmente ridurre a un genere letterario tra gli altri. Questa affermazione, sostenuta con estrema competenza, lucidità e radicalità da Flavio Ermini e Gabriele Frasca, invita a ripensare il suo statuto non in termini di categoria formale o prodotto estetico codificato, bensì come esperienza viva del linguaggio, un atto che pone in relazione l’essere umano con il mondo, il soggetto ,con il fondamento, e che si confronta con ciò che sfugge a ogni definizione esaustiva. Flavio Ermini, in particolare, ha sviluppato questa tesi in modo sistematico e coerente.  Nel numero 93 di Anterem (2013), dedicato proprio a «La poesia non è un genere letterario », e poi in Perché la poesia. L’esperienza poetica del pensiero (Anterem, 2022). Ermini sostiene in questi saggi, tra le altre immense tesi, che la poesia non sia un ornamento estetico della finitudine umana né un semplice prodotto letterario classificabile. È invece «una forma di vita che mette in relazione esser...

(Redazione) - La Parola che Genera: Mito, Rito e Poesia come "forme di presenza" - un saggio di Sergio Daniele Donati

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  I – Breve premessa filosofica: La Parola come Essere e Trasformazione Nella riflessione filosofica, da Platone che nel   Cratilo esplora il linguaggio come legame tra nomi e essenze – a Heidegger, che vede la parola come dischiusura dell’essere (nel suo concetto di Dasein e Sprache ), la parola non è mero strumento comunicativo, ma essenza che dischiude l’essere. Come logos , essa genera mondi, media tra il sensibile e l’intelligibile, e ritualizza l’esistenza umana contro il nulla. In questa luce, il linguaggio si rivela forza ontologica: non descrive il reale, ma lo plasma, lo custodisce e lo rinnova, attraversando culture e epoche in un eterno ritorno di presenza. II - Introduzione: La Parola come Rito La parola nasce come gesto che trasforma il reale. Prima di diventare mero discorso informativo, agisce come presenza attiva: accompagna, orienta e ricompone l’esistenza. Nelle culture antiche, non solo quelle mediterranee, ma anche africane, asiatiche e indigene il lingu...

(Redazione) - "Approdo e pensiero" - a proposito della raccolta "Diario dell’approdo" (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024) di Fernando Della Posta - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Foto di P. Borzelli Diario dell’approdo (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024),  raccolta di  Fernando Della Posta , si configura come un itinerario poetico che assume la figura del viandante contemporaneo quale centro mobile di esperienza e di interrogazione.  Non vi è nella raccolta un punto d’arrivo definitivo, ma una costellazione di approdi provvisori, deviazioni, riprese, che obbligano a ridefinire continuamente la propria geografia interiore.  La scelta dei mari lunari come impalcatura simbolica, poi, non risponde a un intento ornamentale: introduce, perciò, una sospensione che dilata la percezione dei luoghi reali, trasformandoli in dispositivi conoscitivi, in zone di frizione dove la coscienza si misura con la propria precarietà.  L’intera raccolta si muove dunque tra un orientamento sempre possibile e un disorientamento mai del tutto dissolto, come se il cammino stesso fosse la condizione necessaria per comprendere.  L’incipit con Primo giorn...

(Redazione) - Metricamente (Prontuario di sopravvivenza metrica) - 05 - Sulla Canzone e dintorni

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  Di Ester Guglielmino Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir’ mi rimembra) a lei di fare al bel fiancho colonna; herba et fior’ che la gonna leggiadra ricoverse co l’angelico seno; aere sacro, sereno, ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse: date udïenza insieme a le dolenti mie parole extreme. S’egli è pur mio destino e ’l cielo in ciò s’adopra, ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda, qualche gratia il meschino corpo fra voi ricopra, et torni l’alma al proprio albergo ignuda. La morte fia men cruda se questa spene porto a quel dubbioso passo: ché lo spirito lasso non poria mai in piú riposato porto né in piú tranquilla fossa fuggir la carne travagliata et l’ossa. Tempo verrà anchor forse ch’a l’usato soggiorno torni la fera bella et mansüeta, et là ’v’ella mi scorse nel benedetto giorno, volga la vista disïosa et lieta, cercandomi; et, o pietà!, già terra in fra le...