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Alef- Bet (in tre versi)

Kof  di Sergio Daniele Donati

 

Al Maestro e all'Allievo,
all'infinito e a ciò che principia
alla corteccia dell'eucalipto
e alla bacca sacra del ginepro.

Alef
Davanti a me,
infinito silenzio;
sino alla prima parola.
Bet
Sia benedetta
ogni dimora
e le sue parole.
Ghimel
La forza di quella domanda
creò spirali centrifughe
dentro casa; un silenzio felice.
Dalet
Ti si chiede di svanire
e sostenere il povero
dietro la porta del sogno
He
Un intervallo di quinta giusta
tra il Silenzio del Creato
e il brusio della Vita
Vav
Ti prego ascolta
ora il canto:
"e fu – sarà".
Zain
E tacere del bello
che dimora
sulla lama del coltello.
Het
Lo chiederà a te il cambiamento,
e tu sorridi a chi non ha coraggio,
né un passo bambino verso la Porta di Fuoco
Tet
Di nove argille si compone il creato.
L'ultima sigla il patto e dona i ritmi
alle danze delle donne, d'estate.
Iod
Sono piccole e sottili e strette.
Fiamme d'ambra
nei sogni dei nostri figli.
Kaf 
Prende, trattiene e assimila
altrui parole e silenzi
la corona della saggezza.
Lamed
Tra il trono e l'abisso
il cuore del Maestro insegna
passi di ritorno.
Mem
Sovrano di rame, ti prego, distilla
gocce materne e carezze per la nuca di mio figlio
dalle melme acide dell'abisso.
Nun
Non costringerò in tre versi l'odore di mirto
dei tuoi lenimenti e il suono d'argento
delle tue nenie di consolazione
Sameck
Fa' ben attenzione.
Il diadema nella città d'oro
sostiene chi vacilla.
Ayin
Quell'occhio non l'ho più visto.
Restano tracce di memoria sotto le unghie;
quell'occhio non m'ha più visto.
Pei
È dolce la via della parola;
nasce da un inciampo
e termina in un sorriso.
Tzade
Del Giusto commuove sempre
il passo ignaro di ritorno
verso la sua bottega di calzolaio.
Kof 
È imitazione del Sacro ogni nostra parola e
cammina lento, su teste di simulacri,
il sacerdote del Silenzio.
Resh
Sono sacre le cortecce
del principio del ritorno,
del ricordo del futuro.
Shin
Non chiedermi dei fuochi al tramonto, sul monte.
Chiediti perché non canto mentre ascolto
i crepitii della vita.
Tav
Viene per ultimo
il soffio d'un silenzio senza fine;
il velo che copre ogni nostro tremore.







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Commenti

  1. È una meraviglia, questo Alef-beth in tre versi! Grazie Sergio, davvero. E l'accompagnamento musicale è perfetto

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  2. Grazie infinite Sergio. Tutto molto suggestivo. Credo che la sottrazione e la sinteticità amplifichino la suggestione

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  3. "e tu sorridi a chi non ha coraggio"

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