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(Redazione) - Una costante follia - 03 - Senza specchi

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di Anna Polin Senza specchi “L’altro è la mia domanda.” — Edmond Jabès Siamo sempre in mezzo agli altri. Anche quando si ha l’impressione di essersi allontanati da tutto. Anche quando si cambia cultura, geografia, territorio. Si cambia luogo, lingua, o soltanto indirizzo e a volte rimangono addosso immagini che non reggono. Volti, strade, frammenti che sembravano pieni e che poco alla volta iniziano lentamente a svuotarsi. Non scompaiono, perdono consistenza come parole consumate dall’uso. Forse basta questo. Che l’altro e il luoghi conosciuti non siano più una funzione, né un riflesso, né una conferma. Solo una presenza. In quello svuotarsi, qualcosa si sposta. Non il mondo, ma il modo in cui gli altri e gli oggetti appaiono. All’inizio è quasi impercettibile. Una conversazione qualunque, una presenza familiare, un gesto già visto mille volte. Qualcuno che versa dell’acqua, che appoggia una chiave sul tavolo, che entra in una stanza senza annunciare nulla. Gesti minimi, che prima scor...

(Redazione) - Una costante follia - 02 - Poesia è vita che accade

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  Di Anna Polin Non faccio analisi critiche, non ne sono capace.  Non parlo di metrica, endecasillabi e altre cose che gestisco male.  La sola cosa che riesco a fare è parlare del vivere, perché è l’unica poesia che conosco.  Cerco quel punto in cui la parola sbatte contro ciò che non si può controllare e si frantuma in versi.  Parlo dell’essere vivi, pieni di piccoli gesti che creano un senso apparente, perché ciò che anima l’ordinario ha radici straordinarie. Sto sul filo della vita come accade a chi ascolta.  Starei volentieri zitta.  Ho imparato che tra parlare e tacere a volte non c’è differenza. Si segue la parola che arriva e la si lascia andare.  È un filo di vento, nulla davvero accade.  Ma c’è un’altra parola che brucia e reimposta i programmi, non chiede permesso, connette all’istante e dura per sempre, anche se poi la dimentichiamo.  Ognuno di noi è filo di vita e parola che brucia: coesistenza di presenza e dimenticanza....

(Redazione) - Una costante follia - 01 - Rasa

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  Di Anna Polin Un amante fatto di luce roccia nuda peregrinazione senza vento La luce asciutta dell’Himalaya, gli spazi d’alta quota che bruciano la mente sono un impatto che apre una visione ineluttabile. In particolare il Kashmir, così irraggiungibile nella sua essenza perché pieno di contrasti, regala, a chi lo desidera, il rigore della costanza. Credo che solo mantenendo una direzione ci si appropri di un’intensità del vivere tanto nascosta quanto ordinaria . Questa rubrica porterà inevitabilmente il profumo dell’incontro con altre culture, non ho intenzione di fare un trattato sulle differenti filosofie orientali, non ne ho la competenza, cercherò piuttosto di raccontare del modo in cui la poesia sia intimamente connessa a tutto ciò ed è proprio per questo che ho deciso di chiamare questa rubrica: una costante follia. L’attrazione irrimediabile per gli aspetti inspiegabili dell’esistenza è comune ai grandi viaggi, alla poesia e alla spiritualità libera da ogni convenzio...