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(Redazione) - "Nominare per restare: la poesia come gesto di cura in Anna Ruotolo" - doppia nota critica di Sergio Daniele Donati

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La poesia di Anna Ruotolo nasce a nostro avviso in una zona in cui la parola non sembra delimitare un perimetro, né dare ordine all’apparente caos del senso. La sua funzione sembra essere tuttavia la cura e la custodia. Custodisce ciò che si affaccia quando la vita si assottiglia e ciò che si apre quando la vita ricomincia; e lo custodisce mantenendone intatte e, anzi, amplificandone le potenzialità. E non è forse di ogni atto creativo la finalità di cura di un apparente caos? Ne parliamo oggi cercando di mettere in relazione due sue opere che a nostro avviso sono in dialogo tra loro in modo diretto. Dei settantaquattro modi di chiamarti (Raffaelli ed., 2011) e Prodigi (Pequod, 2023) di Anna Ruotolo, di cui oggi parleremo, non sono dunque per noi due libri separati, bensì due movimenti di un’unica partitura: il primo è un accompagnamento verso il grande altrove, il secondo disegna i contorni di una rinascita (della poeta? del lettore?). Il primo custodisce una vita che si ritira; il...

Estratto da “Prodigi” (peQuod 2023) di Anna Ruotolo - con nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Un vero piacere - e onore - poter pubblicare un estratto dall'opera di Anna Ruotolo " Prodigi " (Pequod ed., 2023). Una raccolta densa e piena di spunti interpretativi possibili, in cui un richiamo a un tu che si può immaginare allo stesso tempo sia impersonale che personale, quasi per paradosso , gioca un gioco centrale.  Le ripetizioni, le anafore, le epanalessi, poi, creano spesso un  effetto di marcatura e sottolineatura , tipico di quelle figure retoriche, ma che nell'abile uso della poeta appaiono anche avere il ruolo di controcanto o, quantomeno di una lontana eco.  «Dopo l’amore dopo l’amore dopo l’amore accontèntati di ritrovare te che giace in te» ad esempio è un esordio di poesia in cui il triplice richiamo all'amore non ha solo la funzione di rimarcare, ma pare essere e creare un gioco di rimandi per il quale al lettore resta un piacevole senso di stupito stordimento.  Pare di trovarsi in una valle e sentire i suoni di ritorno di una scherzo...