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Visualizzazione dei post con l'etichetta Le stagioni di Jonathan Rizzo

(Redazione) - Le quattro stagioni di Jonathan Rizzo - ESTATE

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  Jonathan Rizzo ritratto da Dino Ignani __________ I - Poesia filosofica sull'amore di Giuseppe e Bruna L'estate incede indecente. Cenere resta, palmi in fiamme svuotate, come labbra che ardevano credute sacre. Interrog-arsi sul senso delle nostre vite, quel che ne rimane dalle ombre stanche, cedute amiche. Sul sussulto soffio al vento poche parole sole, sono ancora viva, e le posso contare care. __________ II -  Quelle belle delle bolle Sapone coreografia trasparente nella leggiadra piazza di luce di fine estate. Corre un bambino felice, rincorre senza mai afferrarle. Il vento le porta per le strade tra la gente senza annunciarle. Volti adulti ritrovano il tempo trascorso dal moto ondulato al volo grazioso. Io cuore di penna mi lascio trasportare mangiandole con gli occhi, affamato come un uomo in amore davanti ai giorni a marcire. La madre poi richiama il figlio mentre scorre tra le onde nell'oceano di bolle. Ci svegliamo dal canto l'asfalto le rompe, di volte in vol...

(Redazione) - Le quattro stagioni di Jonathan Rizzo - PRIMAVERA

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  Jonathan Rizzo ritratto da Dino Ignani __________ I - E LA PRIMAVERA TRIONFAVA Le persone corrono, le stagioni passeggiano. Azzoppati a guardarsi piedi infagottati negli specchi vitrei occhi d'uomini in frantumi. Fermi per un turno a tirare i dadi in prigione contro il muro. Giocatore raro, non perde mai una mano. La tartaruga più antica del mondo fresca come il segreto del tempo si rigenera in fiore nel farsi seme giallo sul terreno smosso e senza chiedere il permesso al parassita intossicato, pedone dal sole a scacchi, ad ogni batter di ciglia rende il mondo un piccolo vicolo ad imbuto nel giallo che si fa intenso schizzo per i matti. Solo l'iettatori prìncipi sugli scudi di quei giorni scuri privi di princìpi di cui discuti se te ne curi, nei loro occhiali neri rimanevano immuni alla primavera che trionfava col fare dei puri nei suoi sorrisi leggeri, nei suoi profumi sicuri. Non è chiesto al mondo di essere dei duri, indi per cui sorridi sciocco che...

(Redazione) - Le quattro stagioni di Jonathan Rizzo - INVERNO

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  Jonathan Rizzo ritratto da Dino Ignani __________ I - FOLKLORE ELBANO Sembra il primo giorno di sole dell’anno. Solo l’orizzonte distratto a perdita d’occhio, nella musica a festa che riempie il cielo del vino in tasca a sgonfiare la testa. Ma sopra ogni cosa la luce che benedice e porta in dono la pace. Ispira respiro dopo una lunga attesa, assenza senza fiato ansimando bianco immoto d’inverno. Ma oggi al tramonto lasco anche lui nella sua danza, gonna gitana, niente più conta, come la notte con la luna in complice frasca che se ne infischia sulla riga orizzontale del cruciverba nel 38 orizzontale. La tavolozza scivola. Colora libera ogni bambola. Si veste di petali di rosa, miagola ed incendia la favola. Chiamala se hai bisogno di un nome, di una regola, aquila. I nomi come i confini, servono solo per gli uomini soli. La nostra parola è libertà L’orchestra concederà musica fino a quando semmai l’alba ci scoverà altera, povera anima severa. Trovandoci savi e cani come corpi nud...

(Redazione) - Le quattro stagioni di Jonathan Rizzo - AUTUNNO

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  Jonathan Rizzo ritratto da Dino Ignani __________ I. -  FORMICAIO, FORMICHE E FORMICHIERE Fare buio celere nei meriggi spenti d'autunno mentre lenti passi sotto nuvole gravide di memorie grigie e stanchezze sudicie arrancare. Il finestrino è un diversivo omaggio col biglietto. L'umanità non ha prezzo, è fuori mercato. Rallenti, uccelli neri volano bassi. Un uomo in sedia a rotelle tira fuori pendula la salsiccia per orinare sul bordo della via. Il cane di fianco fido fida guardia guarda me seduto osservatore in movimento inchiostro che scalpita e ribolle. Ribelle stacco. Passeggio controluce artificiale di città e cittadini, formicaio, formiche e formichiere. Svolgimento. La Polizia di Stato lo ha braccato, fermato, circondato, intimato, accalappiato. Lui, ruote/cane/pene, appare affatto intimorito. Ride sprezzante piuttosto, ai musi duri intessuti scuri di chi lo circondi a tenaglia per oltraggio al pudore ed alla sua sopita veglia. Particolare : Pedig...