Post

Visualizzazione dei post da 2022

(Redazione) - Riflessioni non recensioni - 11 “Senthooram" (A Mango tree)” - Senthooram (Un albero di mango)

Immagine
A cura di Stefania Lombardi   Scritto e diretto da: Manjunathan Subramanian Lingua: Tamil (1) Sottotitoli: inglese Anno: 2018 ____ Per la prima volta in questa rubrica si parla di un corto sconosciuto in Italia. Lo faccio semplicemente perché è bello. Nessun’altra ragione. Il corto di 17 minuti parla alle nostre origini, alle nostre radici, al nostro legame ancestrale con la natura e di cui gli alberi ne sono simbolo e vita. Gli alberi con le loro radici nel passato e le loro fronde rivolte al futuro, alle future genti, sono passato, presente e futuro al contempo. Sono la Storia. Senthooram è un albero di mango centenario. Senthooram è anche una donna non più giovane che, con l’albero centenario, condivide nome, sorte, destino, vita. Sono profondamente legati e interdipendenti. All’inizio del corto Senthooram è la “old lady” senza nome trascinata fuori dalla propria abitazione, nella notte, da un bimbo, figlio di uno degli scagnozzi di un politico. Questa storia è anche politica e con

La funzione di una penna

Immagine
Foto di Sergio Daniele Donati La vedo vagare, planare sulle acque dei significati alla ricerca d'un suono. Eppure suono e significato   sono i generali di due schiere opposte, ferme su un campo di grano, arso dall'astro del desiderio di dire . Ecco la funzione d'una penna; aprire un varco tra flutti confliggenti e permettere a un popolo muto d'arrivare ad una pacifica sponda ove ribadire una narrazione  antica ed eterodiretta. Chi scrive si muove sempre tra Scilla e Cariddi e, se tace, è perché solo nel Silenzio si mormora la preghiera che placa le ire di Poseidone. (Testo inedito di  Sergio Daniele Donati)

Mani color indaco

Immagine
Mani color indaco dipingono un firmamento sospeso  a un timido sguardo ocra. L'Osservatore canta l'impaccio e descrive i passaggi fragili di piedi umani  sulle pietre della comprensione. Se ci accontentassimo di osservare  la bellezza e declinassimo l'invito stonato a recitar Leggi a noi sconosciute, quelle stesse mani si poserebbero sulle nostre nuche infanti e ci ridarebbero memoria d'un canto d'elevazione. Cristallina una voce allora - forse la nostra stessa - ci ricorderebbe  che non esiste alcuna Legge che non debba decantare  nel recipiente d'un silenzio  d'attesa e materno; là, ove avviene la gestazione di stelle lontane. Noi siamo la Voce che canta, prima del suo primo vagito, la nascita d'un figlio il cui Nome non conosciamo ancora. Foto e testo inedito (2022) di Sergio Daniele Donati

Un inedito di Marilina Giaquinta

Immagine
Un sistema passa sempre da uno stato ordinato a uno stato disordinato perché l’entropia cresce. Sempre. Un sistema allo stesso tempo per un principio di inevitabilità se non è sottoposto a sollecitazione a un qualunque intervento tende - e torna - al suo equilibrio. Sempre. Ci vuole un sistema tuttavia lontano dall’equilibrio per costringere l’energia a trasformarsi e a compiere lavoro. Sempre. Lontano dall’equilibrio è il sistema dell’amore lontano deve stare perché ci muta e ci compie e ci conserva e ci muove e non ci disperde nello spazio vuoto della fine. NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE Catanese di nascita e di vita, laureata in Giurisprudenza e in Scienze della P.A., è dirigente superiore della Polizia di Stato in quiescenza. Dopo aver collaborato, come borsista, con il professore Massimo D’Antona, allora titolare della cattedra di Diritto del Lavoro, ha superato il concorso per Commissario, occupandosi, per più di venti anni, di immigrazione, tenendo corsi e conferenze in materia di immig

Fluido

Immagine
  Foto di Sergio Daniele Donati Profuma di belledinotte la notte di chi non s'affanna. Sia l'aurora promessa d'un canto senza aggettivi; la nenia della roccia, del cedro e d'un firmamento che lento muore. (Sergio Daniele Donati - inedito 2022)

Dialoghi poetici coi Maestri - 44. Chandra Livia Candiani

Immagine
  La pelle è sempre in prima linea come i cappotti le madri i villaggi, è un confuso conoscitore di mondi è serbatoio e cemento trasale fa barriera è distendibile e delicatamente resistente sanguina respira. Nuca mani e piedi spalle petto fianchi conoscono il mondo senza l’assedio della narrazione stormiscono e scompensano il pensiero. La pelle è educazione sentimentale ogni parola un branco che preme i pori e ne fa porte sul cielo vuoto dell’interno, dove soffia la memoria l’aria del tempo. Per primo viene il tatto quando mettiamo una parola al mondo. Invecchiando la pelle diventa più sottile perché aumenta il desiderio di mistero, diminuisce la paura di attacco. È nuda su questa terra, si sbriciola nel passaggio. In lei la vita umana si consuma e poi si spegne o forse vola fuori di lei, la lascia. Chandra Livia Candiani Tratto da La domanda della sete 2016-2020 (Einaudi, 2020) Ho visto pelli farsi barriera contro le scorie d'un mondo asmatico. Altre assorbivano il soffio d'u

Un pensiero debole

Immagine
Foto dal web - uccelli nella nebbia Stanno là - nella selva  d'un pensiero debole - un cristallo azzurro, un coro d'uccelli nella nebbia e un borbottio di magma. La natura strappa i lembi all'ego di Narciso e solletica la memoria di ciò che è stato prima della nascita.  Foto dal web - uccelli nella nebbia  

(Redazione) - Specchi e labirinti - 11 Irina, Alessia e Livia: una storia vera

Immagine
  A cura di Paola Deplano Il moderno concetto di Principe Azzurro si potrebbe definire in pochi tratti paradigmatici ed essenziali: dev’essere un bell’uomo, dai modi fini ed eleganti, avere un discreto stipendio ed una buona posizione sociale, essere serio ed affidabile, uno senza vizi e dipendenze di sorta, in ottima salute e possibilmente sportivo. Uno come Mathias Schepp , insomma, l’ingegnere svizzero che Irina Lucidi sposa, dopo una breve frequentazione, perché aspetta un bambino, anzi due: le gemelle Alessia e Livia, che saranno rapite e uccise a sei anni dal padre, quale atroce vendetta contro la moglie che si è voluta separare. Tutto ciò – e anche altro – è narrato nel romanzo di Concita De Gregorio dal titolo Mi sa che fuori è primavera , edito da Feltrinelli nel giugno 2015. A pensarci bene, non si tratta di un romanzo ma, come avverte la controcopertina “è opera romanzesca che ha tratto ispirazione da fatti realmente accaduti”. Concita De Gregorio ha infatti messo la sua e

Poesie brevi # 2

Immagine
Scolora verso l'indaco Scolora verso l'indaco il pensiero nell'ora in cui vibrano tele di ragno, come cetre. Dove poggio i piedi non è il mio mondo - anche se ne porta traccia. La mia terra è il deserto dei miraggi, là dove ho imparato a camminare a spirale, per non esser accecato dal sole. Mi chiedi da dove io venga? Vengo da una crepa d'una storia antica, vengo con mani impolverate e ginocchia sbucciate a pregare il mondo di venerare le stelle ch'io ho dovuto dimenticare. Le tue domande Le tue domande mi serrano la mascella e irrorano le praterie dei miei silenzi. Non ti crucciare se non rispondo, mi innamora il timbro delle tua voce e taccio, come tace la notte il raggio di sole. Confessione Parlai d'inciampo e balbuzie molto prima che il cuore s'infiammasse dell'inutilità della parola. E - per la prima volta - conobbi allora quanto è spaventevole il silenzio che precede la creazione. Scrittura La scrittura è alle volte l'ultima fine arma di chi è

(Redazione) - Come avviene la produzione editoriale di un libro (di Valentina Bandiera)

Immagine
La letteratura italiana è molto variegata e scrittori, poeti e saggisti che, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno saputo catturare il cuore del lettore.  La produzione libraria italiana è alla base di ogni trasformazione e, grazie anche alla tecnologia, sta favorendo la proliferazione della letteratura.  Ci sono molte case editrici che diffondono la produzione poetica, narrativa e saggistica.  Le piccole, o le medie e grandi case editrici si impegnano nella circolazione della letteratura, ma una buona casa editrice non deve permettere che l’autore sborsi un centesimo per la pubblicazione di un’opera.  Essa deve scommettere su uno scrittore, senza fini di lucro.  Chi si avvale della politica EAP non è certamente un buon editore.  Inoltre, una casa editrice deve avvalersi di un buon editor che guida l’autore nel perfezionamento del proprio testo.  La premessa della riuscita di un buon testo è effettuare uno scrupoloso editing ed una scrupolosa correzione di bozze. L’editor ch

Ignorar le stelle

Immagine
  Mi chiedi d'ignorar le stelle e di sporcarmi le dita di fanghi poco nobili. Ne gioverà la penna , dici, ma di quello strumento ignori l'inchiostro. Tra i cieli io osservo la decomposizione del creato e la mia; la disgregata parola e il collasso luminoso di defunte galassie.  Il firmamento è uno spettacolo macabro e nasce da un rifiuto la nostra adorazione di cadaveri di stelle. La colla d'ogni ansia e affanno cola dalle pareti della grotta in cui nascondiamo ogni nostro sogno di bellezza. 

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 11 Sugli epigrammi di Salvatore Quasimodo

Immagine
A cura di  Sergio Daniele Donati La scrittura epigrammatica, originariamente tipica del poetare funerario o legato a particolari eventi di spiccata importanza sociale, è una delle forme più antiche di poesia.  Veri e propri epigrammi si trovano ad esempio nei cinque libri che compongono il Pentateuco, a ben vedere.  Ovviamente in questo caso è un lavoro delicato e non facile saperli estrarre dal contesto generale della narrazione. Sono epigrammi celati, per così dire, nel testo stesso, non in composizioni isolate. L'epigramma secondo alcune definizioni si caratterizza per essere un breve componimento diretto a fissare, per lo più in modo ironico o satirico, l'interpretazione personale di un fatto, sì da indurre il lettore alla riflessione o al riso. Certo la brevità del testo è elemento necessario ma non sufficiente (esistono altre scritture che si caratterizzano per la loro concisione: haiku, certa poesia ermetica, scrittura aforistica). La parte finale della definizione appar

(Redazione) - Dissolvenze 10 - Di sale e di neve

Immagine
A cura di Arianna Bonino Boris Ryžhy è la sua faccia. Boris Ryžhy è la sua cicatrice. Non so da dove arrivi quel segno, ma gli dona una bellezza particolare, marchiando di dolore la chiarezza del volto. Non posso immaginarlo senza. Forse uno scontro con qualche sbandato; ce ne sono molti nell’adolescenza di Boris e forse non c’è quasi altro genere di frequentazioni nella sua prima giovinezza. Oppure un segno permanente di un incontro di boxe, disciplina in cui si distingueva e dietro la quale si nascondeva il poeta Boris. Una crepa su una maschera di porcellana, una fenditura asciutta, magari prodotta da qualcosa di tagliente che spinge da dentro e che, un giorno - venerdì 11 maggio 2001- esplode. Boris Ryžhy nasce a Chelyabinsk nel settembre del 1974, suo padre è un ingegnere minerario. La famiglia si trasferisce presto a Sverdlosk, dove Boris spenderà la sua esistenza. Muore ad Ekaterinburg nel 2001, nel nord della Russia. È lo stesso posto, ma il nome nel frattempo è cambiato. Il su

Dopo il tempo (Oblivion)

Immagine
Lo sai; quando torna lunga l'onda d'un dire mai espresso,  lo fa senza bussare.  Allaga e riempie e infiamma di liquidi urticanti ventricoli troppo inesperti  al cospetto del Silenzio, e tu, e io, e noi,  li ascoltiamo borbottare come magma da una ferita da aspirare con una cannula d'oro. Non mi restava che quell'ultimo passo - piegare il corpo al dolore per evitare la fuga nella parola - per ascoltare le disarmonie - seconde e settime -  della melodia che ci univa, allora. Nel delirio della febbre avevi il volto di mio padre e la voce era la tua, così barbara da innamorare.  Sei svanita tra i sudori madidi  della mia pelle; restava sullo sfondo una voce tremula d'anziano. Chiamava la mamma nello strazio, là dove risiede celata ogni bellezza  si possa immaginare. Foto e testo - inedito 2022 - di Sergio Daniele Donati

(Redazione) Riflessioni, non recensioni - 10 DOGMA (1999) - Riflessione sulle buone idee contro ogni dogma

Immagine
A cura di Stefania Lombardi Interpreti e personaggi: Ben Affleck: Bartleby / Barry Matt Damon: Loki / Larry Linda Fiorentino: Bethany Sloane Jason Mewes: Jay Chris Rock: Rufus Alan Rickman: Metatron Jason Lee: Azrael Salma Hayek: Serendipity Kevin Smith: Silent Bob Janeane Garofalo: Liz George Carlin: cardinale Ignatius Glick Alanis Morissette: Dio «Benché dopo 10 minuti diventi evidente, View Askew dichiara che questo film è, dall'inizio alla fine, una commedia surreale che non va presa sul serio. Insistere sul fatto che quanto segue sia incendiario o provocatorio significa fraintendere le nostre intenzioni ed emettere un giudizio inopportuno; emettere giudizi spetta solo e unicamente a Dio (questo vale anche per i critici cinematografici… scherziamo). Quindi, per favore, prima che pensiate che questa sciocchezza di film possa nuocere a qualcuno, ricordate: anche Dio ha un senso dell'umorismo… Prendete l'Ornitorinco. Grazie e buona visione. P.S. Porgiamo le nostre sincere