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(Redazione) - “La densità del reale” - nei dintorni di “Pietre e miraggi” (Pequod, 2025) di Luigi Palazzo - estratto con nota critica di Sergio Daniele Donati

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Luigi Palazzo , poeta salentino nato nel contesto di una tradizione letteraria meridionale emerge con Pietre e miraggi (peQuod, 2025 ) come una figura liminale, sospesa tra il radicamento tellurico del Sud e l'erranza esistenziale del ritorno. I l volume si articola in due sezioni: Polvere e campane (pp. 11-27) e Andante ritorno (pp. 29-48), precedute da una dedica materna (" A mia madre / che vince sull’assenza ", p. 7) e da un epigrafe di Giuseppe Alessandro Rizzo (" Come ogni altro luogo del resto, / ogni posto diventa il ritorno per qualcuno, / non più vuoto di ricordi ", p. 9). Con un totale di circa quaranta testi, prevalentemente in verso libero, Palazzo orchestra un discorso poetico che intreccia l'archeologia del paesaggio pugliese con l'introspezione lirica, dove il " miraggio " simboleggia l'illusione effimera del progresso e la " pietra " l'inesorabile peso della storia. Notevole esito, per chi si accinge ad u...

(Redazione) - Estratto da "Prima dell’estate e del tuono" di Luca Pizzolitto (peQuod, 2025 – con prefazione di Gianfranco Lauretano) - con nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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Leggendo la magnifica ultima raccolta di  Luca Pizzolitto dal titolo " Prima dell’estate e del tuono " (peQuod, 2025 – si segnala a rafforzarne la bellezza la stupenda prefazione di Gianfranco Lauretano), si ha la netta impressione che essa rappresenti un punto di non ritorno nella poesia del poeta, in cui sacro, silenzio e mistero della parola divengono gli assi centrali di un particolare movimento a spirale (verso il centro) che si può percepire leggendo l'intera opera.  Il titolo stesso evoca un senso di profonda  sospensione,  di attesa di una qualche rivelazione, descritta a tratti coi suoi effetti esplosivi, e altrove con una delicatezza che commuove. Quella di Pizzolitto  è qui una poesia da un lato sobria e poco enfatica, che non cade mai nei tranelli di una lirica meramente autocelebrativa, e dall'altro fatta anche di ritmi apparentemente sincopati , in cui pause e ripetizioni, accentuate da una netta carenza di interpunzione, hanno un ruolo centrale...

"Poesia per l'autonomia di pensiero della donna" - nota di lettura di Annamaria Ferramosca sulla raccolta "Errata Complice" (PeQuod 2024) di Stefania Giammillaro

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Stefania Giammillaro “ Tragica e liberatoria ” sono gli aggettivi con cui mi sento di definire questa nuova poesia di Stefania Giammillaro; una scrittura poetica drammatica e profondamente etica nel suo messaggio, con cui l'autrice cerca di ricomporre la ferita inferta da un rapporto “ errato ” con l'uomo, facendo colare sulle pagine versi di sapore classico che evocano, a tratti, i toni della tragedia greca. E però il lessico del dramma sapientemente si mescola con quello di una cifra personale dall'andamento intessuto di astrattezza, ma pure colmo di senso. I testi rivelano che l'errore commesso nell'alterato rapporto amoroso è ascrivibile ad entrambi i soggetti coinvolti ma, come sempre accade, è la donna che ne sa uscire vincente, per la sua capacità di rivedere l'instabilità dei propri moti interiori, riconoscendo la propria responsabilità di “errata complice” e di aprirsi ad un nuovo e più lucido percorso di libertà. Un achtung poetico dunque, che la p...

Estratto da “Prodigi” (peQuod 2023) di Anna Ruotolo - con nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Un vero piacere - e onore - poter pubblicare un estratto dall'opera di Anna Ruotolo " Prodigi " (Pequod ed., 2023). Una raccolta densa e piena di spunti interpretativi possibili, in cui un richiamo a un tu che si può immaginare allo stesso tempo sia impersonale che personale, quasi per paradosso , gioca un gioco centrale.  Le ripetizioni, le anafore, le epanalessi, poi, creano spesso un  effetto di marcatura e sottolineatura , tipico di quelle figure retoriche, ma che nell'abile uso della poeta appaiono anche avere il ruolo di controcanto o, quantomeno di una lontana eco.  «Dopo l’amore dopo l’amore dopo l’amore accontèntati di ritrovare te che giace in te» ad esempio è un esordio di poesia in cui il triplice richiamo all'amore non ha solo la funzione di rimarcare, ma pare essere e creare un gioco di rimandi per il quale al lettore resta un piacevole senso di stupito stordimento.  Pare di trovarsi in una valle e sentire i suoni di ritorno di una scherzo...