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(Redazione) - "Screenshots come reliquie" - a proposito di "Lui" (Connessioni Ed., 2025) di Viviana Viviani - nota critica di Sergio Daniele Donati

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C’è un’intimità che nasce solo negli spazi stretti: tra un messaggio e l’altro, tra un accesso e un silenzio, tra una foto inviata e una trattenuta.  Lui (Connessioni Ed., collana “Scavi Urbani” - diretta da Matteo Fais ) di Viviana Viviani vive esattamente lì, in quella zona di confine dove la parola digitale diventa carne e la carne diventa attesa.  Il libro procede per frammenti numerati, ma non per fratture: ogni numero è quindi un battito, un impulso, un piccolo cedimento.  La protagonista parla come si parla quando si è soli davanti a uno schermo che sembra ascoltare più di chiunque altro.  Viviana Viviani ha una capacità rara: rendere poetico ciò che normalmente consideriamo banale.  Un profilo vuoto diventa una stanza illuminata, un meme sull’ansia diventa un presagio, un cuore blu inviato al mattino cambia la temperatura del giorno.  La lingua è in questa raccolta volutamente semplice, in rifiuto di ogni forma di lirismo posticcio, ma si tratta ...