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Tre poeti allo specchio (di Sergio Daniele Donati, Davide Zizza e Felicia Buonomo)

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Lettera dopo il nuovo anno Marina, la neve è invisibile, e noi siamo ubriachi, rintanati in cupole, sognando l’Hagia Sofia – la liberazione. Ti penso, per queste distanze assuefatte a vecchie memorie sfondate e mitiche – ma il tempo ha denti da luccio che feriscono solo a guardarli, e addirittura a pensarli. Mangerò terra per sentirmi ancora; ti giunga il mio bacio da questa silenziosa tormenta. Davide Zizza ____ Osip, vorrei dirti delle chiacchiere nella sala d'aspetto – un margine di insofferenza da cui cado. Sbucciano la pazienza e la esplodono – Quando ti penso ho la misura del sempre. Ripercorro la disperazione della perdita di me – che in te si trova nella dimensione della mancanza. Troverai una me che gattona in una stanza buia e poi l'età adulta del trauma. Ho scovato una sala d'aspetto di un medico che non mi salverà. Il pronto soccorso della mia tristezza continua ad accogliere. Ma lo so, caro amore, che la ferita non è appartenenza e vicinanza di noi. La sutura:

Felicia Buonomo - Quattro poesie tratte da "Cara Catastrofe" (Miraggi Edizioni, 2020)

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Foto di Felicia Buonomo Mi parli del tempo che distrugge, della ribellione che non c'è, della dignità frantumata sotto il peso di parole rabbiose. Fai l'elenco delle mie colpe con la stessa voce di chi urlava “Barabba!”. Mi ricordi che anche il figlio di Dio è fatto di carne che sanguina e muore. E che nessuno aspetterà, per me, il terzo giorno. Mi siedo al banco degli imputati. La mia parola contro la tua. Mancanza di prove di felicità – dichiaro. La verità, nient'altro che la verità: il dolore è l'unico sentimento che mi lega a te. È tutto quello che ho da dire, Vostro onore. Quando ti abbraccio non sento l'amore che non ricevo ma il disprezzo che non ti dono. Ti sento precipitare nel pozzo delle infinite possibilità per cui mi implori. Implorare è sempre stata la tua costante. Nel bene e nel male. Finché morte – mia, per mano tua – non ci separi. Esatta come il dolore dei pezzi che perdo, sicura come le lacrime che non comprendi. Non ho paura di morire, lasciare

Due inediti di Felicia Buonomo

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Foto di Felicia Buonomo Inediti e foto sono di Felicia Buonomo e vengono pubblicati su sua gentile concessione RISIKO Mi acquieto mentre ti prepari a guerre dal possessivo sbagliato. Mentre dimentichi il conto delle mille (mie) vite assassinate. Dormo contando i popoli vinti sul campo, luce fioca nel buio delle tue conquiste. Risiko ha regole che da sempre non comprendo. Gioco per afferrare la logica di chi non sa comprendere - nemmeno di fronte a un morto. CAVERNA Come desiderio di bambina che non teme di andare incontro. Eppure ferma sul precipizio delle fiducie tradite. Da sempre improvviso i tentativi di vita. Sapere la luce, mi insegni. Come il bene, il lutto e ogni cosa certa del cosmo. Del buio ho fatto caverna. Protegge da freddo e nemici. Anche dall'amore, rispondi. ________________________________ Felicia Buonomo è nata a Desio (MB) nel 1980. Nel 2007 inizia la carriera giornalistica, occupandosi principalmente di diritti umani. Alcuni dei suoi video-reportage esteri son