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SPECIALE: Conversazione davanti a un fiume (Cristina Daglio e Sergio Daniele Donati)

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Cristina : ci eravamo lasciati sotto una pergola, ora mi piace immaginare di incontrarci lungo un fiume con un termos, una tovaglia e una torta e due zaini colmi di libri. Vorrei chiederti cosa leggiamo? Intendo non solo cosa stai leggendo, ma anche il come lo fai, qual è la tua strumentazione e cosa cerchi. Penso che a volte si parta troppo preparati, altre completamente incoscienti a cosa si sta andando incontro e che a volte ciò che leggiamo lo restituiamo a seconda di ciò che riusciamo a scorgere. E qui le parole aiutano fino a un certo punto, possono anche fuorviare. Oppure aprire nuovi mondi e modi di condivisione del sapere. Sergio : il fiume, Cristina, è già di per sé per me memoria e simbolo della parola , di quel flusso di coscienza che pare non aver mai fine, salvo momenti di grazia, nella nostra mente, sempre abitata da un dire (a noi stessi? agli altri?), da una narrazione che mai ha fine. Allora prima di dirti quali autori e quali opere ho portato nel mio zaino, poiché

SPECIALE: Conversazione sotto il pergolato (la "poesia" per Cristina Daglio e Sergio Daniele Donati)

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CRISTINA: Sabato sera al Nuovo Armenia non ti ho riconosciuto e allora facciamo finta che ci siamo dati appuntamento al bar All’Angolare per poter stare tutto il pomeriggio sotto il pergolato coi tavolini d’epoca e le restrizioni puriste nelle consumazioni e parlare. Ci hai fatto caso che è sempre più difficile sedersi ad ascoltare poesia e a parlare di lei senza che qualcuno poi non ti dia il suo libro da leggere (e se possibile scrivi due righe?). Una volta non era così. Quando io mi sono affacciata al mondo degli scriventi si andava a sentirli, si prendevano appunti e poi si tornava a casa con qualcosa su cui riflettere, mille letture nuove e magari qualche indirizzo con cui poi iniziare uno scambio epistolare. Quasi mai si prendeva la parola se non per fare domande, ora invece il trend è quello di fare un intervento parallelo, di quelli che sia chi ascolta sia chi è relatore guardano pensando “e la domanda qual è?” Abbiamo perso la lentezza dei gesti, io per prima, non mi tiro f