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Cinque poesie di Annamaria Ferramosca - con nota critica di Sergio Daniele Donati

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  I TESTI sembra che cadano dall’alto le parole della poesia - mi dici - come da un tremito di stelle sembra un bruciare di schegge fossili lampi di una memoria che trasmigra hanno esili braccia come leve di luce a sollevare le pietre dell'umano non vanno per salti ma per larghissimi voli sulla nostra laguna sconsolata a intercettare un centro innocente la forma fetale del cuore è vero un pulviscolo di parole invade l’universo   lo informa   lo plasma se resti in ascolto puoi avvertire le onde d’urto nel bosco il colpo secco della corteccia il tuffo della rana di Basho un chiamarsi tra loro - pianissimo - delle cose e quella nostra stramba contentezza nell'ascoltare Da Andare per salti , Arcipelago Itaca, 2017 *** alberi non sappiamo di avere accanto mappe di salvezza dispiegate nei rami gli alberi sono bestie mitiche invase dall’istinto   fieri suggerimenti restarci accanto non per generosità ma per pienezza -- intorno l’aria splende in rito di pur...

(Redazione) - "Il piccolo prodigio" - a proposito di "D’amore, chiodi e silenzi" (Puntoacapo Editrice, 2025) di Michele Carniel - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  D’amore, chiodi e silenzi (Puntoacapo Editrice, 2025) di Michele Carniel è senza dubbio una delle raccolte più intense, necessarie e commoventi apparse in Italia negli ultimi anni. E, dicendolo, sono ben cosciente di uscire dai crismi accademici di una recensione asettica per entrare in “giudizio epiteliale e personale” che però non è, a mio avviso, privo di valore perché richiama ad un rapporto, forse più diritto (e diretto), con la poesia che proprio la lettura di questa raccolta mi ha ri-donato. Michele Carniel, classe 1978, san donatese (del Piave) doc, già autore di prove notevoli come Tra il Piave e la luna e La strategia del respiro , qui raggiunge una maturità poetica impressionante, consegna ndo al lettore, quasi fosse un testamento, un libro compatto, viscerale, quasi insostenibile per la sua bellezza dolente, eppure impossibile da abbandonare. Il titolo stesso – tre parole semplici, tre lame – racchiude il cuore pulsante dell’intera silloge: l’amore come ferita ...

(Redazione) - “La materia inquieta del verso” - a proposito di "Dissolvenze e sussurri" (La Valle del Tempo, 2025) di Antonio Spagnuolo - nota critica di Sergio Daniele Donati

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La poesia di Antonio Spagnuolo richiede una lettura ravvicinata, interna, e non solo per la lunga militanza poetica e per il peso indiscutibile dell’autore nel panorama contemporaneo. Ciò avviene soprattutto  perché a livello di tessitura poetica la sua scrittura si presenta come una materia mobile (e nobile), densa, attraversata da vibrazioni che trasformano ogni immagine in un processo. Con Dissolvenze e sussurri (La Valle del Tempo, 2025) il poeta costruisce un organismo espressivo in cui colore, corpo e memoria agiscono come forze dinamiche, capaci di generare continui slittamenti sinestetici percettivi. Il verso si muove, stratifica, apre varchi, e la parola diventa un luogo di trasformazione; pertanto, la lettura deve seguire la logica interna di queste metamorfosi, anzi forse dell’idea di metamorfosi stessa. Fin dalle prime pagine, la direzione del libro si chiarisce attraverso l’immagine di cui al verso « Affonda nel cobalto ogni idea » in Bluesky/word (p. 9), dove il co...

(Redazione) - "Screenshots come reliquie" - a proposito di "Lui" (Connessioni Ed., 2025) di Viviana Viviani - nota critica di Sergio Daniele Donati

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C’è un’intimità che nasce solo negli spazi stretti: tra un messaggio e l’altro, tra un accesso e un silenzio, tra una foto inviata e una trattenuta.  Lui (Connessioni Ed., collana “Scavi Urbani” - diretta da Matteo Fais ) di Viviana Viviani vive esattamente lì, in quella zona di confine dove la parola digitale diventa carne e la carne diventa attesa.  Il libro procede per frammenti numerati, ma non per fratture: ogni numero è quindi un battito, un impulso, un piccolo cedimento.  La protagonista parla come si parla quando si è soli davanti a uno schermo che sembra ascoltare più di chiunque altro.  Viviana Viviani ha una capacità rara: rendere poetico ciò che normalmente consideriamo banale.  Un profilo vuoto diventa una stanza illuminata, un meme sull’ansia diventa un presagio, un cuore blu inviato al mattino cambia la temperatura del giorno.  La lingua è in questa raccolta volutamente semplice, in rifiuto di ogni forma di lirismo posticcio, ma si tratta ...

(Redazione) - Amerinda - 06 - La guerra? Non finisce mai (Poesia argentina e Malvinas: Un’antologia 1833 – 2022 - Parte Seconda)

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  di Antonio Nazzaro A mo’ di prefazione Da quando il soffio dei venti di guerra si è fatto urlo, chi scrive queste poche righe, si è ritrovato a scoprirsi pacifista. Forse per l’incapacità davanti all’orrore di prendere partito. Questo non significa stare dalla parte sbagliata — come accadde per l’Italia e gli italiani fascisti — ma semplicemente vedere la guerra come un delitto di lesa umanità. Questa seconda parte di questo viaggio nella guerra delle Malvinas passa per la voce di tre poetesse. Diverse scelte poetiche, diverse visioni e canti eppure unite dalla speranza disperata e da una guerra che non finisce. Non termina dopo l’ultimo sparo, ma continua ad uccidere e quasi per assurdo a dare una speranza di un’altra vita. La poesia di Prilutzky Farny si immerge nel mito — come altri testi dell'antologia —non nasconde un forte senso nazionalista. Tuttavia le sue amazzoni non sono donne prigioniere, secondo i topos del XIX secolo, ma di donne che si liberano degli uomini. C'...