(Redazione) - Poesie inedite di Annalisa Barletta - con nota di lettura di Sergio Daniele Donati
Le poesie di Annalisa Barletta si muovono in una zona di confine tra confessione e visione, tra corpo e astrazione, tra memoria e desiderio. La sua lingua è tesa, spesso ellittica, nutrita di immagini che non cercano la metafora come ornamento, ma come forma necessaria del pensiero. Ogni testo sembra nascere da un’urgenza intima, ma si apre subito a una dimensione più ampia, quasi archetipica, dove il privato diventa figura, gesto, destino. Di seguito, una lettura di ciascuna poesia. 1. Non dirsi niente Questa poesia inaugura subito il tono dell’intera raccolta: un dettato breve, spezzato, che procede per sottrazione. Il titolo — Non dirsi niente — è già un programma poetico: il silenzio come condizione del gesto, come luogo in cui la parola può finalmente accadere. L’incipit, «svellere il gesto», introduce un movimento di strappo, di sradicamento: il gesto non è compiuto, ma tolto, come se la poesia nascesse da ciò che manca. L’immagine della «foglia / che nidifica l’ombra» è un...