Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta poesia

Scritture - in dialogo con Glenn Gould

Immagine
  scrittura esile/scrittura esule E forse sai anche tu, Glenn, che la follia risiede nei polpastrelli delle dita o in quella docile  sensazione di freddo di chi impugna una penna, come arma contro il disordine che è regola del mondo. Il rigore, Glenn; il rigore è un mantra di cui dimentichiamo sempre qualche sillaba; ne recitiamo frammenti  incompleti e orfani, come se ripetere all'infinito "io non ricordo più" potesse provocare in noi il miracolo della memoria. E le tue note, Glenn,  le tue note,  e le mie parole sono fiocchi di neve al sole.  Lo sai bene tu;  lo so bene io, che canto da sempre l'assenza del canto, la voce roca, la balbuzie cristallina di un rigurgito neonato. Abbiamo entrambi, Glenn, abbiamo entrambi cucito l'abito di un rigore teutonico sulla follia dei nostri  reflussi acidi,  e placcato d'oro l'incapacità di dirsi oltre l'oltre,  al di là dell' aldilà. Eppure, Glenn,  al di là dell' aldilà esiste sola e inconta...

Il monito

Immagine
Ph. di Sergio Daniele Donati - Autoritratto Ho nascosto tra le steppe di un sorriso il caucasico richiamo del ritorno alla fonte.           Là, dove lo sguardo           finge di perdersi            in un orizzonte di granito           è la pelle a testimoniare           la devozione al vento.      [ I fuochi la sera  crepitano      di desideri indicibili,      celati dietro l'assenza      di un dio senza nome. ] Abbiamo tutti bisogno a volte del fischio della poiana, del volo senza suono del gufo, e di una carezza invisibile sulle nostre nuche bambine.           Ma attento a non intraprendere           la via sacra e cieca del lombrico           se non sei facile alla rinuncia, ...

(Redazione) - Poesie di Fornaretto Vieri tratte da "A carbon bianco" (Betti ed., 2025) - con nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  La poesia di Fornaretto Vieri si muove con una naturalezza complessa tra il quotidiano e il metafisico, tra la precisione del dettaglio e l’apertura vertiginosa del pensiero. È una scrittura che non teme la densità, ma la dosa con un senso innato del ritmo e dell’immagine, così che anche i passaggi più concettuali restano sempre incarnati, sempre aderenti alla materia del mondo. Nei versi di A carbon bianco la realtà non è mai semplice scenario: è un campo di forze, un luogo in cui l’esperienza sensibile si fa continuamente domanda, indizio, soglia. In Cucinando l’atto domestico diventa un laboratorio percettivo. I “f umi picareschi del tegame ” e la cipolla che “ scompagina / le geometrie dei veli ” non sono soltanto immagini culinarie: sono figure di un pensiero che si apre, che si lascia disturbare, che avverte “ qualcosa dentro ” capace di “ accendere il fuoco dell’indagine ”.  L’esitazione finale, quel “ né sai se proseguire o voltar pagina… ”, è la cifra di una poetic...

(Redazione) - Su "Imboscati" (Oligo ed., 2026) di Davide Brullo e Alessandro Dehò - nota critica di Rossella Pretto

Immagine
Sarà mistero cum gaudio o trauma ritrovarsi esistenti? Esistenti con l'aggravante dei generanti, la chance compiuta o rifiutata: questo sì uno scandalo - e lo senti nel sangue, la senti la colpa di portare alla luce, imperfetti, copie di copie alla Warhol. Non ne hai voluto sapere niente, non l'avresti tollerato, e in fondo te ne dispiace - non per te, ma per la durata che manca alla tua gente, dispersa e terminale. Ma va bene; a tutto - forse- c'è fine. E siamo qui, sul bordo della fossa, a domandare - che sia donata a noi la pace, e: ce ne scampi e liberi! Qui sul bordo o margine di un foglio, tra consumazione e consunzione (pasto e inedia), tra figliare e defogliare. E ci sia foglia come bosco per imparare a dirsi pianta, sasso o cardo. È questo che ti chiedi: che tipo di lotta sia, e perché lotta, estrema e tramortente. Dicono la notte oscura, il monte Carmelo, l'attraversamento dei regni o la povertà. E chi dice che no, la devi amare tutta questa vita a perdere, tu...

(Redazione) - Su "Christopher" (Interlinea ed., 2025) di Matteo Bianchi - nota critica di Rossella Pretto

Immagine
Matteo Bianchi, Foto-di-Alessandro-Canzian Si dovrebbe avere ali di farfalla, alla Blanche Dubois, per creare un’ora d’incanto e riuscire a pagarsi il rifugio di una notte. Con lo stesso disperato bisogno, si dovrebbe reggere lo strazio di quanto si perde per resistere a una vita ingorda (o accanita ) che espone inesorabilmente chi si consegna - il faro che illumina per un breve istante e poi ti lascia il tempo di un rimpianto, la dissipazione dell’esserci. In passato, i teatrini / del cuore non scritturavano ombre / ma angeli e demoni in carne e ossa / e da tutte le parti, nella fossa / di chi rammenta, nelle quinte ingombre // di macerie, nei cessi, nel foyer / annerito dagli incendi ferveva / l’incauta vita , direbbe Giovanni Raboni.  E Christopher risponde: Once perky red, the wall outside the “Chez Madame Arthur” theatre, now houses dead flies and faded photos behind cracked glass . Le sue farfalle sono morte, le foto sbiadite dietro vetri infranti. Si deve starci, in Kronos d...

L'angelo stanco

Immagine
  Quadro di Vladimir Lubarov Poesia ispirata a un quadro di Vladimir Lubarov Portava un angelo sulle spalle; un angelo stanco di stare a guardia dell'indicibile. Portava un angelo sulle spalle; e con lo sguardo sfiorava delicato una terra gelata e senza suono. Tutto era silenzio; tutto era silenzio eccetto il battito; tutto era silenzio eccetto il battito del cuore di un angelo stanco. ________ Testo  - inedito 2026 -  di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - A proposito di Terra nullius (Anterem ed., 2026) di Doris Emilia Bragagnini - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Terra nullius (Anterem ed., 2026) di Doris Emilia Bragagnini si presenta come un territorio poetico da attraversare più che da descrivere, una geografia interiore che non si lascia cartografare, nel perimetrare, ma che si rivela per stratificazioni, per gocciolii, per affioramenti intermittenti. Siamo più vicini al piano poetico dell’intuizione che della illuminazione totale dell’oggetto, quindi. La definizione che accompagna il volume — « Terra nullius: la terra di nessuno. La terra dell'assenza e del vuoto. Dell'inconscio e dell'abbandono. E della libertà. » — non costituisce un semplice apparato paratestuale, ma diviene per il lettore, a ben vedere, una dichiarazione di poetica che indica che il vuoto non è privazione, bensì condizione generativa. Ci dice anche – e soprattutto – che l’assenza non è mancanza, ma spazio di possibilità; che la parola, per nascere, deve attraversare il silenzio. La bella nota critica di Laura Caccia che chiude il libro conferma questa tr...

(Redazione) - Poesie inedite di Marco Candela - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Sei testi inediti, brevi e intensi, firmati da Marco Candela. Non formano una raccolta organica, ma un blocco compatto di voce poetica matura, originale e profondamente coinvolgente. Il centro di gravità è uno solo: la cura di sé come atto quotidiano, luminoso e necessario, capace di trasformare la vita di tutti i giorni in poesia viva, autentica e irresistibile. In E lettroshockterapia il tono è cinico e lucidissimo, ma anche straordinariamente efficace: la sala d’attesa, il paziente che si autodiagnostica, il farmacista che “spaccia” il principio attivo. In pochi versi Candela smonta con maestria l’intero meccanismo della psichiatria contemporanea e lo rende insieme tragico, grottesco e memorabile. Una vera botta di poesia. La luna e i gusci vuoti cambia registro con eleganza e leggerezza: la luna che esce dall’uovo come pulcino o come frittata è un’immagine gustosa, fresca, piena di ironia tenera. Sembra un gioco, eppure nasconde una frecciata dolcissima sulla poesia stess...