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Visualizzazione dei post da gennaio, 2023

(Redazione) - 15 - Dissolvenze - Api

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A cura di Arianna Bonino Digitando Norkutei di Šilalės su Google, non si trova praticamente niente. Fa parte dell’ufficio dei ricordi (quasi) smarriti, Norkutei. Se non fosse stato per Antanas Kmieliauskas, non saprei nemmeno dell'esistenza di Norkutei. Antanas fa il nome di lei in una breve intervista e lo fa per ricordare che nacquero nello stesso anno (il 1932) e che le loro storie, pur non incontrandosi mai, si incrociano e, in qualche modo, si somigliano. Ci sono cose che ­– non si sa bene come e per quale misteriosa via e destino –, ma è chiaro che si parlano, che sono astri di una stessa imperscrutabile costellazione, visibile solo da molto lontano, da molto dopo, e solo da chi guarda il cielo degli eventi con la coda dell’occhio, di sbieco. Antanas viene a sapere che, come lui, anche Norkutei era nata nel 1932 quando inizia a lavorare ad un’opera commissionatagli per commemorarla. Norkutei e Antanas, due lituani nati nel 1932. Non si incontrano, ma sono insieme. Non si tocc

(Redazione) - Cinque poesie contemporanee sulla Shoah ( a cura di Paola Deplano )

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A cura di Paola Deplano SEI MILIONI  Si crepano maschere d'argilla sui miei volti e lo sguardo si perde su un orizzonte assente; avanzano lenti i passi del silenzio e ardono i fuochi sacri della memoria. In alto sei milioni di voci evanescenti, celate dai fumi della storia, osservano e sostengono una tenacia bambina. Per loro solo canto nenie antiche, canti d'elevazione nella notte senza stelle. Sergio Daniele Donati, Il canto della Moabita, Ensemble Ed. 2021 CORRISPONDENZE #2 Nel corridoio, scarpe fuori stagione in fila prima di collocarle nel ripostiglio. D’improvviso mi riporta l’immagine alla Shoah, magazzini di vestiti e oggetti ammassati, foto, capelli, documenti, tutto consegnato nei lager negli incubi nella cenere. Dopo quel buio senza stelle vennero altre oscurità a inghiottire occhi: triste consapevolezza della terra che seppellì nel silenzio un grido di mani sui fili spinati. Inedito di Davide Zizza CAMMINO PIANO Cammino piano mentre il cielo scuro fuma occhi di p

(Redazione) - Il cinema della Memoria a cura di Stefania Lombardi

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Ariel Viterbo , la cui testimonianza è contenuta all’interno del libro “Memorie di Lucy Kalika” , scrive, a proposito del citato libro: “ La vera memoria si costruisce con i libri, con libri come questo”. Nel libro, infatti, tutto è raccontato con dovizia di particolari e sembra di vivere le vicende in prima persona con la protagonista. Molti film hanno trattato di Olocausto e di Shoah. Nei film abbiamo diverse licenze narrative e la costruzione è più sul piano emozionale. Si poteva evitare? E se fosse andata diversamente? Alcuni film, modello “ what if” rispondono catarticamente, riscrivendo la storia. Accade così in “ Bastardi senza gloria ” di Tarantino. Con Tarantino dobbiamo immaginare. Come scrissi nel 2009 in un mio blog, immaginiamo una classica trama a intreccio con tre storie parallele che si intersecano e con dei piani meditati dai protagonisti che si sovrappongono tra loro. Si sovrappongono ma i rispettivi piani di tutti quanti conducono a un unico cinema. Immagi

Interpunzioni

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Il punto è sempre detto  prima che si manifesti, perché la sua essenza è nel silenzio. La virgola sorge  durante la crescita dell'ansia che causano i nostri eppure. Il punto e virgola,  lo capirete anche voi,  è follia, terrore puro: ci parla dell'angoscia della fine  mentre ancora stiamo  creando un'ipotesi  di sopravvivenza. Testo - inedito 2023 - e immagine di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - Presentazione di "Wilde World - Una tavola rotonda su Oscar Wilde", a cura di Laura Giovannelli e Pierpaolo Martino (Pisa - ETS, 2022)

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Questo volume miscellaneo di saggi a firma di studiosi italiani e stranieri costituisce un battesimo emblematico per la collana InCarnations. Studi e prospettive sull’Ottocento britannico , edita da ETS e diretta da Elisa Bizzotto, Laura Giovannelli, Pierpaolo Martino e Gino Scatasta.  La collana esordisce con un’opera dedicata a Oscar Wilde, icona ‘incarnata’ e globalizzata della fin de siècle . Il nucleo germinale del progetto inerente a Wilde World. Una tavola rotonda su Oscar Wilde risale all’ottobre 2019, in occasione di una giornata di studi organizzata dalla Italian Oscar Wilde Society presso l’Università di Bologna. L’idea iniziale si è poi sviluppata grazie a ulteriori collaborazioni a livello nazionale e internazionale. I nove interventi raccolti nell’impianto definitivo del volume (a firma di Gino Scatasta, Michael F. Davis, David Weir, Alice Condé, Michele Stanco, Pierpaolo Martino, Graham Price, Riccardo Cassarino e Maggie Rose, Sara Pini) testimoniano la varietà degli ap

(Redazione) - Nota di lettura sulla silloge "La malagrazia" di Margherita Ingoglia (A&B editore, 2022)

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Margherita Ingoglia ci incontra e sfida   - su questi verbi ci soffermeremo poi -  all'angolo tra due vie, né in piena luce, né in completa tenebra, con la sua nuova silloge La Malagrazia ( A&B editore 2022) , ed è un incontro che pretende - anche su questo verbo dovremmo soffermarci - il nostro cambiamento: da lettori di altrui parole a auto-lettori, da fruitori a auto-interroganti. La capacità della poeta di tessere linee espressive che si situano tra generi molto diversi tra loro (passiamo dalle ballate lunghe alle poesie composte di pochi versi) è già la prima domanda cui l'autrice ci chiede, in modo diretto e senza possibilità di fuga, di rispondere: chi è il lettore nei confronti dell'opera?  Il cambio di ritmo subitaneo, l'impossibilità di chi legge di attendersi alcunché nemmeno dagli elementi formali dell'opera, ci richiama infatti al ruolo di uno stupore bambino verso la parola che purtroppo si perde nella scrittura poetica sempre di più. Qui, invece

Tre inediti di Claudia Brigida Speggiorin

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Dice di sé l'autrice : Sono nata a Varese nella prima notte estiva di quarantasette anni fa, sotto la protezione del Giovanni Battista e il pagano influsso delle streghe di Benevento. Sarà per questo strano connubio di forze sacre e profane che sopravvive in me l’eredità spirituale del sapere contadino e, infatti, credo nella vita che si rinnova in una gemma dopo l’inverno, nel consiglio delle stelle quando la direzione è confusa, nel ciclo trasformativo di una farfalla, nella muta dei serpenti se cambiare pelle diventa necessario, nel pieno e nel vuoto delle fasi lunari, nell’attesa che governa semina e raccolto, insomma, nelle leggi della natura che, poi, sono le stesse del cuore. Credo nell'invisibile talento creativo dell'Universo, ma soprattutto credo in quello dell'uomo come parte infinitesimale di esso. Lavoro in un centro per la cura della malattia psichiatrica e per il recupero dalle tossicodipendenze, dove mi occupo di proporre e coordinare attività espressive

Il quarto Alef-Bet - 12 Caf/Lamed

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Sai bene anche tu che il padre protegge pure sé stesso dal rischio di diventar Maestro. E sai quanto delicata sia la voce interiore che insegna i primi passi a un bambino; e sai che chi ne osserva gli inevitabili inciampi sorride, si china e spalanca le braccia, lasciando al Silenzio il messaggio più antico: "Vieni; tu ce la fai". Testo inedito 2023 e foto  di Sergio Daniele Donati ©  

Due poeti allo specchio (Tommaso Urselli e Sergio Daniele Donati)

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tra uno scalino e uno scalino quante cose fatte perché devo? tante altre non trovano parola, compimento… restano sfatte sul bordo della notte e qua vivono, seminando inciampi sugli scalini di domani Tommaso Urselli (inedito 2023) Mi piace credere che  tra i tanto dileggiati puntini di sospensione risieda una voce bambina, - una cantilena o una conta -  che dice al poeta di trovar elevazione dalla balbuzie e al condannato a morte dal palo  cui è legato. Sergio Danniele Donati (inedito 2023) Foto di Sergio Daniele Donati  ©

Estratto da "La resa del grazie" di Paola Mancinelli, Giuliano Ladolfi Editore, 2019

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Aver paura di dire perché quando dici vuoi dire bene bene/dire. Ogni parola che esce dalla bocca chiama come una madre fa rumore di tavola una festa di cose nuove da scartare nel caldo feroce delle mani. Quando dici il bene fai una luce come di grazia che attraversa il corpo e ringrazia quell’onestà dichiarata: la sola cosa che ti rimane per essere veramente uomo. ______ Il cuore bambino è una montagna che si muove con sguardo di gazzella vigile, perla inconsapevole di essere perla, ma consapevole della parola che mastica come pane alla domenica. Il cuore bambino è fragilissimo varco per il vero, pietra di filosofia e grembiule orecchio finissimo, labbra che non conoscono inganno. Il cuore bambino è una mela granata che governa il mondo, buccia sottile dell’universo. Quando nello zaino mette tutte le cose che servono per l’attenzione, mette anche me e il mio dire adulto e complicato e distratto così mi offre la sua mano alzata segno antico della nostra alleanza. ______ Se io potessi m

(Redazione) - 15 - Riflessioni, non recensioni - "I giorni dell’Ira": viaggio tra giustizia e vendetta: il dovuto riconoscimento, per non dimenticare

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A cura di Stefania Lombardi Il film “I giorni dell’Ira” non è solo un film western ma anche e soprattutto un ammonimento sulle conseguenze delle etichette che possono fare tanto male fino a giungere ad atti estremi. Si è spesso partiti dalle etichette quando molte cose son precipitate. Il protagonista di questa storia è Scott “Mary” (Giuliano Gemma), etichettato come “bastardo” e socialmente ostracizzato come “netturbino”. Costantemente minacciato, evitato, insultato. Ha il rispetto – ricambiato – solo delle prostitute, essendo stata sua madre, “Mary”, una di loro. Ama, non ricambiato, la figlia del Giudice della cittadina. Tutto cambia quando in quella cittadina arriva Frank Talby. Si presenta sicuro, sa il fatto suo e offre subito a Scott un piccolo lavoretto e la promessa di raggiungerlo in saloon a lavoro concluso. Non appena Scott lo raggiunge, incontra la resistenza degli avventori e dell’oste perché a loro ripugna confondersi con uno come Scott. Uno degli avventori sfida Frank