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(Redazione) - "Dalla Linea Lombarda alla Via Lombarda - Oggetti, paesaggio, coscienza e trasformazioni di una tradizione poetica (1952–oggi)" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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DALLA LINEA LOMBARDA ALLA VIA LOMBARDA Oggetti, paesaggio, coscienza e trasformazioni di una tradizione poetica (1952–oggi) Saggio critico di Sergio Daniele Donati Questo saggio ricostruisce il percorso della Linea lombarda a partire dall’antologia di Luciano Anceschi del 1952, ne esamina le premesse formali e ne segue gli sviluppi fino alla «via lombarda» di Giorgio Luzzi e alle esperienze successive. La formula non designa una scuola né un’identità regionale, ma una costellazione di affinità problematiche: attenzione alle cose e al paesaggio, contenimento dell’enfasi lirica, tensione etica e controllo linguistico. Dopo l’analisi dei sei autori originari — Vittorio Sereni, Roberto Rebora, Giorgio Orelli, Nelo Risi, Renzo Modesti e Luciano Erba — il percorso si estende a Giovanni Raboni, Giancarlo Majorino, Tiziano Rossi, Maurizio Cucchi, Guido Oldani, Franco Buffoni e Fabio Pusterla. Elio Pagliarani e Giampiero Neri sono considerati termini di confronto. La conclusione valuta la pers...

(Redazione) - "La pietra che trasmette: Even, av e ben nella tradizione e nella poesia del Novecento" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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Il saggio indaga il simbolo della pietra nella poesia del Novecento attraverso il modello ebraico di even ( אֶבֶן ), la pietra come segno di trasmissione fra le generazioni. La lettura paronomastica che scompone even in av ( אָב , «padre») e ben ( בֵּן , «figlio»), con la lettera bet come cerniera, viene collocata nella sua posizione filologica: derash di circolazione moderna, che dispone di precedenti verificabili nel Targum al Salmo 118,22 e nella formula biblica delle «pietre di memoriale per i figli d’Israele». Su questa base si leggono quattro testi: Kamen’ e il manifesto Utro akmeizma di Mandel’štam, dove la pietra è fondamento di un’eredità scelta; Sono una creatura e San Martino del Carso di Ungaretti, dove è il corpo muto del lutto; Shemà di Levi, dove il comando di scolpire nel cuore e di ripetere ai figli incontra la maledizione dell’interruzione; Engführung di Celan, dove le pietre bianche segnano il luogo senza nome. Il Novecento poetico ne risulta come stagion...