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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sergio Daniele Donati

(Redazione) - “Il largo e la muta” - nota critica a "La pazienza delle meduse" di Carla Ghisani (Interno Libri Edizioni, 2026) di Sergio Daniele Donati

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  Cenni alla struttura La pazienza delle meduse è la seconda raccolta di Carla Ghisani dopo Prove di volo (Les Flâneurs, 2022), e nasce già come un corpo che sa di dover mutare. Si apre con un testo senza titolo e senza numero di pagina che fissa il gesto d’avvio — «Così mi avvito su me stessa / come un’erba, come la serpe / sotto il sasso, mi abbraccio» — e si chiude a p. 118 con un altro rettile, quando «si è concluso il ciclo del serpente, / nella muta della pelle ci aspettano i nove anni del cavallo». Fra il ripiegamento iniziale e la muta finale corrono otto sezioni: cinque «Incipit» datati (1978, 1982, 1985, 1986, 1990) e tre senza anno (VI Dell’amore e di altre strane creature , VII Di necessità umane , VIII Di mali sottili, guerre e pace ). La data in testa a ogni blocco non è ornamento cronologico, ma il punto da cui la memoria prende la rincorsa; e ogni rincorsa, senza eccezione, approda al corpo. Nella sezione del 1985 l’infanzia contiene già l’adulta — «Adulta, non e...

Poesie inedite di Tania Chimenti - con nota critica di Sergio Daniele Donati

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I testi qui raccolti costituiscono un ciclo di inediti di Tania Chimenti che si colloca, per densità espressiva e per nitidezza di sguardo, in una zona intermedia fra la poesia diaristica e la meditazione filosofica sul quotidiano.  Non si tratta di un canzoniere unitario nel senso tradizionale, bensì di una sequenza di nuclei lirici autonomi, legati da un medesimo temperamento: l’osservazione minuziosa del dettaglio banale che, per eccesso di fedeltà al reale, si rovescia in allegoria della condizione contemporanea. Gli animali e gli oggetti che popolano questi versi – pinguini, pesci dell’abisso, cavalli disegnati nelle pieghe dei pantaloni, sgabello Ikea, monopattino, tapparella abbassata – assolvono una funzione di rivelazione. La fedeltà dei pinguini, «automí silenziosi / lavoratori stanchi / in fila davanti alla timbratrice», non è solo un’immagine ironica del lavoro salariato: è il ritratto di una esistenza che ha interiorizzato la devozione all’azienda fino a diventare auto...

(Redazione) - "IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO: forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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  IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO Forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale _____ Il saggio esamina Genesi 1,1–2,4a come matrice formale e concettuale per una riflessione sulla parola poetica. L’analisi distingue la configurazione letteraria del racconto sacerdotale, le interpretazioni sviluppate in tradizioni rabbiniche e mistiche, e la ricezione del paradigma cosmogonico nella letteratura occidentale. La tesi è che la Genesi non fondi una genealogia lineare della poesia, ma offra un modello di linguaggio creatore che gli autori successivi possono riprendere, trasformare o contestare. Il confronto con Dante, Milton, Blake, Ungaretti, Luzi, Celan e Szymborska è trattato come insieme di casi differenziati, non come prova di un’influenza uniforme. Si precisano inoltre i limiti dell’analogia fra parola divina e parola poetica: nel quadro teologico biblico la prima istituisce l’essere; la seconda configura esperienze e mondi di significato senza coin...

(Redazione) - "La parola esposta all’altro Dialogismo e interlocuzione poetica in Michail Bachtin e Paul Celan" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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Dopo avere esplorato le relazioni con Jaques Lacan -  ma anche con Derrida, Blanchot, Lacoue-Labarthe -  (potete leggerlo qui ), vi proponiamo un secondo intervento di analisi celaniana , questa volta in relazione alle preminenti figure di   Michail Bachtin e   Osip Mandel’štam. Con questo saggio, infatti,  ci si propone un confronto teorico fra il pensiero dialogico di Michail Bachtin e la concezione della poesia elaborata da Paul Celan . Un’influenza diretta di Bachtin su Celan richiederebbe riscontri documentari specifici, e il saggio ne prescinde: l’accostamento assume, quindi, la forma di una convergenza critica, ancorata a un termine intermedio documentato, Osip Mandel’štam , che Celan tradusse e di cui riprende l’immagine del messaggio in bottiglia . Le questioni condivise sono l’alterità costitutiva della parola, l’indirizzo al destinatario, la responsabilità dell’ascolto e la persistenza della memoria nella lingua. Due questioni costi...