Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta La bella Otero

"La bella Otero" - una poesia inedita di Raffaele Floris - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Raffaele Floris La bella Otero Tutto ebbe inizio tra i sentieri brulli di Valga. Lei — soltanto una bambina costretta a fare i conti con la fame, la povertà, senza neppure un padre — era Augustina, violentata quando aveva dieci anni. Non si perse per strada, anzi, accese la sua rabbia. Fuggì con un compagno e nei locali fumosi dell’ Alfama cominciava la sua seconda vita. Leggendaria, come Parigi, come l’ossessione per lei, per le sue curve: Carolina ballava in décolleté , con l’eleganza gitana e una cascata gioielli, le sete da regina e la bellezza fatale, appassionata. Schiava mai. L’abbiamo conosciuta in cartolina sulle specchiere di Villa Amarena, la Bella Otero: aveva quarant’anni. Guidogozzano, lui non muore mai. Poi fu il declino. Al tavolo da gioco gettò via tutto, uomini, fortune, tesori sconfinati: non rimase più niente. In un modesto bilocale che profumava forse di lisciva si spense il mito. Lei, con le sue mani nodose e quello sguardo che sfioriva, aveva il sangue del...