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(Redazione) - "Una coerenza in metamorfosi" - a proposito di Adriana Gloria Marigo - una nota critica di Sergio Daniele Donati

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Leggere in sequenza Astro immemore (Prometheus, 2020), Metrica del tempo (Delta3 Edizioni, 2024)  Piccolo florario (puntoacapo, 2025) e E l’altre stelle (Edizioni A.C. Pelagus, 2025, Vol. I, con Paolo Menon) di Adriana Gloria Marigo significa assistere a una metamorfosi interna che non rompe mai la coerenza di fondo. La poesia, caratterizzata sempre da una tensione anche etica costante, si muove lungo un asse che potremmo definire così: dal paesaggio come rivelazione cosmica, al mito come grammatica del reale, fino al fiore come epifania minima e assoluta, senza dimenticarsi della funzione anche dialogica del poetico. Già in Astro immemore la natura non è sfondo ma dispositivo conoscitivo: il Lago Maggiore, i venti, le morene prealpine sono il teatro in cui la luce si fa pensiero. In Metrica del tempo la scena si amplia verso una vera teologia del nome, dove dèi, figure mitiche, pittori, musicisti e poeti vengono convocati come interlocutori di un pensiero che interroga il t...