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"Poesia come vita, morte, metamorfosi" - a proposito di "Un astro piccolo piccolo" di Cinzia Coppola (Delta ed., 2025) - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Con Un astro piccolo piccolo (Delta ed., 2025), Cinzia Coppola ci consegna una poetica fondata su un’idea dinamica, un territorio in cui vita e morte non si oppongono ma si compenetrano, generando un campo di tensione che, a ben vedere, attraversa l’intera raccolta. La vita, non solo poetica, è presentata nella raccolta, difatti, come un processo di trasformazione continua, un movimento che non procede per linearità ma per scarti, deviazioni, ritorni inattesi. L’identità non è mai per al poeta, dunque, un blocco compatto: si espande, si restringe, si dissolve e si ricompone, come se la soggettività fosse costantemente esposta a un flusso che la supera e la ridisegna. La morte, in questo quadro, non può essere solo un evento conclusivo, ma diviene una condizione che accompagna l’esistenza fin dal suo inizio, un’ombra che non paralizza ma rende più acuto il gesto del vivere. La metamorfosi diventa così il dispositivo centrale della raccolta: il soggetto si identifica con elementi ...