(Redazione) - Dissolvenze - 58 - Neque miraberis
di Arianna Bonino

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In
questo disegno il Maestro Baldassarre Franceschini (detto il
Volterrano) ritrasse uno scherzo della natura che, ancora oggi,
qualcuno può ammirare nell'oscuro angolo di un intricato giardino
segreto. Si tratta di un frutto detto bizzarria,
in quanto tale agrume presenta frutti stranissimi e imprevedibili,
con una profumata buccia bitorzoluta, in parte gialla e in parte
arancione, trattandosi di una mostruosità formata talvolta
dall'alternarsi di spicchi di limone cedrato e di arancia. Sui rami
della bizzarria
possono altresì crescere limoni cedrati e di arance amare che non
presentano questa "fusione" speciale, il che rende la
pianta ancor più stravagante. E, ancora, sullo stesso ramo, può
accadere di trovare un limone che, aperto, rivelerà nel suo cuore
una piccola arancia amara perfettamente formata che, una volta
aperta, moltiplicherà lo stupore per l'inattesa dolcezza dei suoi
spicchi.
Pietro
Nati, medico e naturalista fiorentino, "squittinato" per
l'Arte dei Medici e Speziali, nel 1672 venne nominato prefetto
dell'Orto Botanico di Pisa da Cosimo III, Granduca di Toscana.
A
lui si deve la stesura di un opuscoletto delizioso che descrive
questo curioso e odoroso agrume. Si tratta del trattatello intitolato
Florentina Phitologica
Observatio de malo limonia citrata-aurantia Florentiae vulgo la
Bizzarria, stampato
nel 1674.
Ecco,
se non avete una vostra bizzarria
sottomano, nata per caso per scardinare le regole del vostro hortus
conclusus, quel luogo
selvaggio che si schiude dietro una porticina nascosta dall'edera e
dalle felci, al trecentesimo passo di un sentiero di sassi e muschi,
oltrepassato un labirinto di rovi e spini e risolto l'enigma della
salamandra a guardia del varco, allora potete optare per un'altra
soluzione.
Però,
fate attenzione, perché l'antica pianta da cui tutto nacque,
scoperta per caso secondo alcuni nel 1630, secondo altri nel 1644, ma
pur sempre in un luogo certo, e cioè nel giardino di Villa
Panciatichi di Torre degli Agli, ormai non si trova più lì.
La
si credeva andata perduta per sempre in tempo di guerra, a causa dei
bombardamenti.
Ma,
prodigiosa fenice multiforme e variopinta, ecco ricomparire
cinquant'anni fa questa rara chimera periclinale, infine trapiantata
nel giardino di Boboli, dove tuttora potrete ammirarla.
Se
invece preferite non mettervi in viaggio e continuare a leggere di
cose impensabili eppur vere, potete bearvi nella finezza che il belga
Adriaen Haelwegh diede al disegno del Volterrano con la sua
impressionante incisione al bronzo. La si trova sfogliando le pagine
esperidate del Nati, in quell'incantesimo di scorze, di spicchi, di
foglie:
..."Neque
miraberis si, praeter vulgatas foliorum varietates; quas impar
humorum dissimilium permixta dedit societas; nouis denique formis
ipsorum semper quamplurima, vel tumida turgescant in bullulas; vel
contracta rugentur in crispas; aut pronam in partem convoluta
reflectantur, aut in supinam replicentur; aut in latus
distorqueantur, aut carinata incuruentur; aut mille in alios figura
variantis abeant aspectus; quos si me iudice; disparilis fibrarum
contextus ad facilem, optimumque rei vmbratilis explicatum non aeque
concordium mire potissimum digessit..."

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