(Redazione) - Anfratti - 21 - L'utilità della bellezza

 
A cura di Alessandra Brisotto

Il traffico chiassoso giace sulla strada vuota.
Una fila effettiva di auto, moto e biciclette intona un cantico metallico.
La senti?
La senti la canzone soffocata della terra?
Li senti i sogni taciti in quella camera da letto al terzo piano, alla fine di questa strada?
Guarda, guarda meglio... una minuscola candela arde ancora su quel tavolo disordinato, tra piatti sporchi, bicchieri oleosi, puliti di vita e allegri.
Un pezzo di pane.
Silenzioso o inservibile
Senti la mano dell'operaio edile che cavalca la gru, là in alto?
Lo senti il suo respiro polveroso? I suoi movimenti ballerini nell'aria sospesa sull'indifferenza della città?
Il sorriso delle finestre accatastate l'una sull'altra che non hanno ancora riflesso e ripreso nessun essere umano?
Solo il cielo innoquo, un paio di nuvole e forse l'operaio edile nella giostra-cabina là in alto vedono e sentono se stessi e le voci sparse in lontananza.
Qualcosa cresce là sotto.
Qualcosa di silenzioso o inservibile?

La senti?
La tua casa.







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