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Visualizzazione dei post da 2026

Il poeta che vorrei essere

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  Là dove stasi e caduta  cantano il canto  di una timida tacitazione, il mugugno indistinto di una parola arcaica ricorda ai miei lobi  la più antica delle promesse. _______ Foto e testo - inedito 2026 - di Sergio Daniele Donati

A proposito de “I bimbi nuotano forte” (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024) di Isabella Bignozzi - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Isabella Bignozzi fotografata da Camilla Ziglia La raccolta poetica I bimbi nuotano forte (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Isabella Bignozzi si presenta come un corpus organico e coeso, irradiato da una luminosità pervasiva che guida il lettore verso epifanie profonde e inesorabili. La lingua si snoda in un flusso ampio e controllato, intrecciando immagini in sequenze di tensione equilibrata, dove il lessico bilancia con maestria tenerezza e ardore, delineando un orizzonte interiore in cui lo spirito si fonde con la concretezza del mondo sensibile. La sintassi, fluida e avvolgente, sostiene un moto continuo che permette alle figure retoriche di affiorare con spontaneità, conferendo al volume una forma armonica e definita. Il titolo stesso, evocando l'immagine di bambini che nuotano con vigore, suggerisce un tema centrale di resilienza vitale, forse ispirato dall'esperienza dell'autrice presso il Centro Astalli di Roma, dove l'acqua simboleggia non solo purificazione e...

(Redazione) - Specchi e labirinti - 37 - Dialogo d'amore tra poeti

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  di Paola Deplano DIALOGO D’AMORE TRA POETI ROBERT BROWING Eppure la tenerezza è tutto. Dolce amore puro, ho conosciuto i tuoi versi prima della tua carne. E ti scrissi: “I love your verses with all my heart, Miss Barrett”. Quando ti ho vista la prima volta nei tuoi occhi puri c’era la vita in fiamme. Lo specchio lo guardavamo insieme. ELISABETH BARRETT BROWING L’avevo capito da subito ma ti ho risposto così freddamente distante: “I thank you Mr. Browing from the bottom of my heart”. Non volevo farti male ero vecchia per te e pure malata. Invece protetta dal tuo abbraccio salvata dal dolore. Lo specchio lo guardavamo insieme. Questo dialogo poetico è tratto da Ultima fermata Spoon River di Paola Deplano (Edizioni Progetto Cultura, 2020).

(Redazione) - A proposito di due raccolte di Salvatore Sblando - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Ci sono autori che costruiscono la propria voce come un archivio di gesti minimi, di frasi che sembrano nate per essere annotate su un taccuino di bordo, tra una fermata e l’altra.  Salvatore Sblando appartiene senza dubbio, a nostro avviso, a questa genealogia poetica: la sua poesia, infatti, non nasce per dichiarare, ma per registrare, come se ogni verso fosse un appunto urgente, un frammento di vita che non vuole essere perduto.  Nelle due raccolte – Lo strano diario di un tramviere (La Vita Felice, 2020) e Ogni volta che pronuncio te (La Vita Felice, 2014) – questa vocazione diaristica si fa struttura, ritmo, persino etica dello sguardo.  La poesia diventa per Sblando un luogo dove il quotidiano non è mai semplice superficie, ma un deposito di tensioni, di affetti, di memorie che si riaccendono nel momento stesso in cui vengono nominate. La scrittura di Sblando procede pertanto con un passo che non indulge mai nella retorica: è una poesia che nasce dal corpo...

(Redazione) - Poesia è genere letterario? Una piccola riflessione in omaggio a Flavio Ermini e Gabriele Frasca - nota critica di Sergio Daniele Donati

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La poesia non si lascia facilmente ridurre a un genere letterario tra gli altri. Questa affermazione, sostenuta con estrema competenza, lucidità e radicalità da Flavio Ermini e Gabriele Frasca, invita a ripensare il suo statuto non in termini di categoria formale o prodotto estetico codificato, bensì come esperienza viva del linguaggio, un atto che pone in relazione l’essere umano con il mondo, il soggetto ,con il fondamento, e che si confronta con ciò che sfugge a ogni definizione esaustiva. Flavio Ermini, in particolare, ha sviluppato questa tesi in modo sistematico e coerente.  Nel numero 93 di Anterem (2013), dedicato proprio a «La poesia non è un genere letterario », e poi in Perché la poesia. L’esperienza poetica del pensiero (Anterem, 2022). Ermini sostiene in questi saggi, tra le altre immense tesi, che la poesia non sia un ornamento estetico della finitudine umana né un semplice prodotto letterario classificabile. È invece «una forma di vita che mette in relazione esser...

(Redazione) - “La densità del reale” - nei dintorni di “Pietre e miraggi” (Pequod, 2025) di Luigi Palazzo - estratto con nota critica di Sergio Daniele Donati

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Luigi Palazzo , poeta salentino nato nel contesto di una tradizione letteraria meridionale emerge con Pietre e miraggi (peQuod, 2025 ) come una figura liminale, sospesa tra il radicamento tellurico del Sud e l'erranza esistenziale del ritorno. I l volume si articola in due sezioni: Polvere e campane (pp. 11-27) e Andante ritorno (pp. 29-48), precedute da una dedica materna (" A mia madre / che vince sull’assenza ", p. 7) e da un epigrafe di Giuseppe Alessandro Rizzo (" Come ogni altro luogo del resto, / ogni posto diventa il ritorno per qualcuno, / non più vuoto di ricordi ", p. 9). Con un totale di circa quaranta testi, prevalentemente in verso libero, Palazzo orchestra un discorso poetico che intreccia l'archeologia del paesaggio pugliese con l'introspezione lirica, dove il " miraggio " simboleggia l'illusione effimera del progresso e la " pietra " l'inesorabile peso della storia. Notevole esito, per chi si accinge ad u...

(Redazione) - Poesie inedite di Carla Ghisani - con nota critica di Sergio Daniele Donati

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  La poesia di Carla Ghisani si offre come un attraversamento ininterrotto, un movimento che non procede per blocchi separati ma per onde successive, in cui emozione, immagine e pensiero si richiamano a vicenda. Fin dall’inizio si avverte una voce che abita una soglia: il corpo, la memoria e la visione non sono piani distinti, ma strati di uno stesso paesaggio interiore che si espande e si contrae come un respiro irregolare.  Ogni testo nasce da un’urgenza di contatto, da un gesto che tenta di trattenere ciò che scivola via, da un ascolto che si affina proprio mentre il mondo si incrina.  In questo movimento, il lessico costruisce una geografia molto precisa. Il corpo è costantemente chiamato in causa attraverso parole che ne disegnano la vulnerabilità e la tenuta: piedi, occhi, ciglia, membra, polpastrelli, timpani, cuore, ossa.  Non sono dettagli anatomici decorativi, ma punti di pressione, luoghi in cui si imprimono urti, memorie, ritorni mancati. Il corpo divent...