Battiti
Cercavo un'apertura,
un varco di giada
nella dittatura della parola,
un dire che dicesse (senza dirlo)
del desiderio di non dire più.
Poi tornavo agli alfabeti nascosti,
alle conte dei respiri,
ai computi ossessivi degli incagli
e dei luoghi in cui la parola
si fa canto di sirena
per un Odisseo inesistente.
Allora ero altrove,
privato d'intenzione,
e tu eri la compagna
di un gioco eternamente bambino.
Mi contavi i battiti di ciglia
perché il mio cuore allora,
lo sai, era inaccessibile
anche a me stesso.
Testo - inedito 2026 -
di Sergio Daniele Donati

Commenti
Posta un commento