Post

Per "L’antologia ragionata" (Collana Gialla, Pordenonelegge-Samuele editore) a Mario Santagostini - nota critica di Rossella Pretto

Immagine
  Per L’antologia ragionata (Collana Gialla, Pordenonelegge-Samuele editore) a Mario Santagostini Parti dai dati. Senza sapere nulla. Un gioco, magari, perché leggere Santagostini ti piace anche per gli esperimenti a cui chiama. Meglio: che innesca in te. Senza che ci sia la di lui volontà. Partiamo allora dall’inizio e quindi dalla prima apparizione di un nome per ricostruire una mappa. Come non avendo letto nessuno dei libri da cui i testi sono tratti. La prima via che compare è Teodosio, che è quella che comincia da metà di via Pacini, in Citta Studi a Milano, e arriva dritta alla fine di via Palmanova, che poi diventa via Ruggero Leoncavallo. Accanto, là in fondo, vi è la ferrovia. Poco più in là il parco Trotter. Santagostini inizia da qui. Da dove viene quella giornata di pioggia quasi calda, si chiede.  E la circoscrive al luogo detto, con in più una figura: quella del padre che « aspetta la voglia di essere me stesso ». Un ricordo d’infanzia? Un ricordo, meglio, perch...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 53 - "Espressionismo viennese tra pennello e parola": Oskar Kokoschka, il pittore che dialogava con i poeti

Immagine
  di Sergio Daniele Donati Una premessa Oskar Kokoschka (Pöchlarn, 1886 – Villeneuve, 1980) incarna una delle figure più complesse e rappresentative dell’Espressionismo viennese, un movimento culturale che, tra il primo e il secondo decennio del Novecento, ha profondamente rinnovato i rapporti tra arti visive, letteratura e teatro in un contesto mitteleuropeo segnato da crisi identitarie, sessuali, sociali e politiche. Pittore, poeta, drammaturgo e incisore, Kokoschka non si limita a esercitare parallelamente pittura e scrittura: le due espressioni si intrecciano in una sinestesia artistica che rielabora in chiave soggettiva e psicologica il concetto wagneriano di Gesamtkunstwerk, trasformandolo in un organismo unitario dominato da una tensione febbrile e visionaria. Fin dagli anni formativi, la sua produzione si caratterizza per un dialogo incessante tra immagine e parola: i dipinti assumono un ritmo frammentario e quasi prosodico, mentre le poesie si strutturano attraverso immag...

(Redazione) - Dissolvenze - 52 - Phōsphóros (sonetto enigmatico)

Immagine
  di Arianna Bonino Fotografia di Antoine D’Agata (da Imsomnia, Images en Manoeuvres, 2003) -  link Phōsphóros (sonetto enigmatico) Se manca l’atmosfera, è pari al nero la strana superficie fatta d’ombra ma, attento, questa Terra non è sgombra da lumi che diradano il mistero. Se credi di ridurre al grado zero la vista di qualcosa che s’adombra ricordati che il corpo che l’ingombra lascia passar pur sempre un po’ di vero. Persino il trapassato che salmodia magnetico ed elettrico è uno spettro, detto pur anche a ciò che il vivo irradia. Inutile che fai il demonio a quattro: di lui si sa che ogni chiaror ripudia ma stando al nome suo di luce ha scettro. Che sia fatto d’elettro? Ti mente chi ti dice: “è solo argento”, c’è anche dell’oro in quel componimento.

(Redazione) - A proposito di "Sono il poeta" (Il Convivio Editore, 2025) di Luca Alvino - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  La raccolta Sono il poeta (Il Convivio Editore, 2025) di Luca Alvino, di cui oggi parleremo, si presenta come un organismo compatto, costruito attraverso una lunga sequenza di sonetti che fanno ovviamente della regolarità metrica un principio di coesione e, allo stesso tempo, un campo di risonanze interiori. La scelta di una forma “chiusa” diventa per chi la legge nella raccolta un luogo di concentrazione pura , un perimetro entro il quale la voce poetica si dispone con disciplina, lasciando che la misura del verso accolga e ne organizzi la vibrazione emotiva. Fin dal testo d’apertura, l’ i o si definisce attraverso immagini che si espandono in molte direzioni, come in « Sono il cielo quando è blu cobalto, / il giubilo che non hai mai avuto »¹, dove la metamorfosi non cerca un’identità univoca ma una gamma di stati, una pluralità di possibilità che la poesia accoglie e trasforma. Anche in questo moto espansivo il contraltare della forma “chiusa” ha un senso profondo, poiché, la...

Lux Aeterna #3

Immagine
  Ascoltando Lux Aeterna di Györghy Ligeti C'è una crepa nel ghiaccio; prima  di ogni cosa un solco tenace.  Il suono gutturale di un sordo comando: vibrino le membrane                   [L a tenuta fonica                    è una maschera di silenzio                    prolungato verso l'eternità                              Per favore sostieni                    il mio nascondimento                    dentro il seme] Ti sia tolto il nome e ridata l'argilla. Non ho mescolato polvere e respiro dalla penombra di un gesto, ma da dietro le palpebre di un mondo ancora da creare. Testo - inedito 2026 - di Sergio Daniele Donati L...

(Redazione) - Fisiologia dei significati in poesia - 22 - Verso l’immaginazione

Immagine
  di Giansalvo Pio Fortunato La penultima tappa di questo viaggio entro l’analitica in poesia ha cercato di smontare l’idea di un’universalità assoluta del linguaggio poetico, ricalcando due elementi fondamentali: l’empiricità del soggetto poetante e la conseguente contestualizzazione del senso nell’empiricità del soggetto poetante . Due elementi, questi, che forniscono una critica negativa rispetto a tutto quel pre-impostato costrutto che vorrebbe nel poetico la trascendenza di un senso alienante che si palesa tramite nascondimenti e disvelamenti imprevisti e tramite quello stato di choc, che tanto contribuisce ad irrobustire la sacralità dell’atto poetico. Se non fosse stato chiaro fino ad adesso, è mia ferma convinzione (con tutti i limiti da discutere) che nel poetico e nella poesia non vi sia assolutamente nulla di sacro. A meno che, naturalmente, non si intenda per sacro la multiforme capacità del linguaggio di generare sensi, che non si riconducono alla sola denotazione rap...