(Redazione) - Anfratti - 19 - Schmalkalden (Smalcalda, lungo le strade dell‘io)

 
A cura di Alessandra Brisotto

Case di Smalcalda, Turingia (Foto A. Brisotto)
12 luglio 2026
Lega di Smalcalda.
Oggi si sono riaccese le trattative apertesi il 27 febbraio 1531 fra l'elettore Giovanni di Sassonia, il langravio Filippo d'Assia, il duca Ernesto di Lüneburg, Filippo di Grubenhagen, i conti di Mansfeld e di Anhalt e le città di Strasburgo, Ulm, Costanza, Memmingen, Reutlingen, Biberach, Lindau, Isny, Magdeburgo e Lubecca.
Si sono riaccese nei miei pensieri, come una breccia temporale che mi sottrae per un paio d’ore da ciò che sono adesso.
La città è quasi deserta. Qualche passante ne conferma la vitalità che, nonostante il silenzio e la solitudine, traspare ovunque dalla perfezione dei restauri, dei colori riaccesi da una fiamma recente, tutt‘altro che deleteria, dalla pulizia delle strade e stradicciole, vicoli e vicoletti, delle piazzette che si intersecano e sfidano a vicenda in bellezza.


In questa casa si sono svolte le riunioni dei principi protestanti tedeschi
durante il Sacro Romano Impero. Smalcalda, Turingia 
(Foto A. Brisotto)

È domenica mattina.
I circa 20.000 abitanti della cittadina paiono essersi dileguati nel nulla. Smalcalda si lascia perlustrare, ammirare, attraversare quasi compiaciuta del proprio fascino e nel contempo insinuando nell’animo di chi conosce gli eventi del passato, una certa irrequietezza, una brezza di timore reverenziale.
Chiudo gli occhi.
Finalmente posso udire i principi scendere con imponenza dai loro cavalli, incontrarsi dopo un lungo viaggio consumato e consumante attraverso la foresta della Turingia, per discutere e infervorirsi, bevendo la birra del luogo con disinvoltura regale e sbattendo brutalmente i calici sui tavolacci di legno dell’osteria.
La sensazione che pervade nell’intera città è quella di potersi ritrovare ad ogni svolta, ogni vicolo scansato, ogni piazzetta fantasma, davanti a un cavaliere armato di tutto punto, oppure a Carlo V in persona, recatovisi finalmente dopo centinaia d’anni d’assenza, per controllare la situazione attuale e rendere omaggio al popolo invisibile di Smalcalda.
Impercettibile è la storia dimenticata, è chi qui ci è passato, lasciando tracce visibili o invisibili, silenziose o frastornanti a seconda della conoscenza del visitatore.
Immergendosi nelle vicende storiche della città si scorgono gruppi di donne affrettarsi in un formicolio di faccende domestiche, commercianti dagli occhi scintillanti, uomini storditi dalla violenza dei tempi, cani che si abbeverano sulle rive del fiume Stille (silenzio), cavalli e cavalieri sui cavalli, enormemente cavalieri, tanfo di fogne all’aperto e spirito d’oltranza che di tutto ciò vive.
Giunta all’angolo di una strada laterale scorgo il parcheggio dove ho lasciato la macchina.
Il clangore, il vocio e le antiche vesti riprendono il proprio posto nella storia. Alcune sventolano ancora appese al sole che pure è lo stesso sole di 700 anni fa.
Ciò che resta è il desiderio di andare oltre, oltre la soglia del silenzio, dell’invisibile che è stato, che mi attende lungo le strade dell’io.
Salgo in macchina e parto.

Case di Smalcalda, Turingia
(Foto A. Brisotto)

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