(Redazione) - Anfratti - 19 - Schmalkalden (Smalcalda, lungo le strade dell‘io)
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| A cura di Alessandra Brisotto |
Lega di Smalcalda.
Oggi si sono
riaccese le trattative apertesi il 27 febbraio 1531
fra l'elettore Giovanni di Sassonia, il
langravio Filippo d'Assia, il duca Ernesto di Lüneburg, Filippo di
Grubenhagen, i conti di Mansfeld e di Anhalt e le città di
Strasburgo, Ulm, Costanza, Memmingen, Reutlingen, Biberach, Lindau,
Isny, Magdeburgo e Lubecca.
Si sono riaccese nei
miei pensieri, come una breccia temporale che mi sottrae per un paio
d’ore da ciò che sono adesso.
La
città è quasi deserta. Qualche passante ne conferma la vitalità
che, nonostante il silenzio e la solitudine, traspare ovunque dalla
perfezione dei restauri, dei colori riaccesi da una fiamma recente,
tutt‘altro che deleteria, dalla pulizia delle strade e
stradicciole, vicoli e vicoletti, delle piazzette che si intersecano
e sfidano a vicenda in bellezza.
| In questa casa si sono svolte le riunioni dei principi protestanti tedeschi durante il Sacro Romano Impero. Smalcalda, Turingia (Foto A. Brisotto) |
È
domenica mattina.
I
circa 20.000 abitanti della cittadina paiono essersi dileguati nel
nulla. Smalcalda si lascia perlustrare, ammirare, attraversare quasi
compiaciuta del proprio fascino e nel contempo insinuando nell’animo
di chi conosce gli eventi del passato, una certa irrequietezza, una
brezza di timore reverenziale.
Chiudo
gli occhi.
Finalmente
posso udire i principi scendere con imponenza dai loro cavalli,
incontrarsi dopo un lungo viaggio consumato e consumante attraverso
la foresta della Turingia, per discutere e infervorirsi, bevendo la
birra del luogo con disinvoltura regale e sbattendo brutalmente i
calici sui tavolacci di legno dell’osteria.
La
sensazione che pervade nell’intera città è quella di potersi
ritrovare ad ogni svolta, ogni vicolo scansato, ogni piazzetta
fantasma, davanti a un cavaliere armato di tutto punto, oppure a
Carlo V in persona, recatovisi finalmente dopo centinaia d’anni
d’assenza, per controllare la situazione attuale e rendere omaggio
al popolo invisibile di Smalcalda.
Impercettibile
è la storia dimenticata, è chi qui ci è passato, lasciando tracce
visibili o invisibili, silenziose o frastornanti a seconda della
conoscenza del visitatore.
Immergendosi
nelle vicende storiche della città si scorgono gruppi di donne
affrettarsi in un formicolio di faccende domestiche, commercianti
dagli occhi scintillanti, uomini storditi dalla violenza dei tempi,
cani che si abbeverano sulle rive del fiume Stille
(silenzio), cavalli e cavalieri sui
cavalli, enormemente cavalieri, tanfo di fogne all’aperto e spirito
d’oltranza che di tutto ciò vive.
Giunta
all’angolo di una strada laterale scorgo il parcheggio dove ho
lasciato la macchina.
Il
clangore, il vocio e le antiche vesti riprendono il proprio posto
nella storia. Alcune sventolano ancora appese al sole che pure è lo
stesso sole di 700 anni fa.
Ciò
che resta è il desiderio di andare oltre, oltre la soglia del
silenzio, dell’invisibile che è stato, che mi attende lungo le
strade dell’io.
Salgo in macchina e parto.
| Case di Smalcalda, Turingia (Foto A. Brisotto) |

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