(Redazione) - Su "Imboscati" (Oligo ed., 2026) di Davide Brullo e Alessandro Dehò - nota critica di Rossella Pretto
Sarà mistero cum gaudio o trauma ritrovarsi esistenti?
Esistenti con l'aggravante dei generanti, la chance compiuta o rifiutata: questo sì uno scandalo - e lo senti nel sangue, la senti la colpa di portare alla luce, imperfetti, copie di copie alla Warhol.
Non ne hai voluto sapere niente, non l'avresti tollerato, e in fondo te ne dispiace - non per te, ma per la durata che manca alla tua gente, dispersa e terminale.
Ma va bene; a tutto - forse- c'è fine.
E siamo qui, sul bordo della fossa, a domandare - che sia donata a noi la pace, e: ce ne scampi e liberi!
Qui sul bordo o margine di un foglio, tra consumazione e consunzione (pasto e inedia), tra figliare e defogliare. E ci sia foglia come bosco per imparare a dirsi pianta, sasso o cardo.
È questo che ti chiedi: che tipo di lotta sia, e perché lotta, estrema e tramortente. Dicono la notte oscura, il monte Carmelo, l'attraversamento dei regni o la povertà. E chi dice che no, la devi amare tutta questa vita a perdere, tutta farti passare senza tregua, corpo a corpo, battaglia senza quartiere o quartiere intero che sei, luogo di scontro, mistero fondo da far brillare in detonazione che rilancia su il buio a ogni trionfo, gioia scura e frastornante o ripudio che è tripudio, una morte di serpi dove “l'odore dei prati rende folli”.
Se ne chiede conto, lo fanno Alessandro Deho’ e Davide Brullo nel nuovo epistolario (con disegni originali), Imboscati (Oligo ed., 2026), un dialogo che rimette al centro la questione dell'esserci, e con colpa - in parte tramandata e sofferta, e a cui si dà vita di macchia - la macchia del bosco - o si allontana da sé come un calice a cui si debba bere comunque: coppa salvazione, coppa veleno.
Per sentirla tutta e non dire il viaggio incompleto (non così integro nello smembramento), si va per boschi o deserti - no, non per boschi come a funghi -, ci si fa bosco, si prova la testimonianza, la comunione delle stigmate, prova e dilemma tremendo come l'angelo di Rilke sulle falesie di Duino, sperando sia Muzot.
Ti domandi perché la colpa - che porti al polso a orologeria - e perché non creatura benedetta dal Padre, ma comprendi che se il Dio bambino che si immola non ti tocca - cum gaudio che sia o col bacio del trauma - nessuna grande Morte potrà esserti elargita.
E dunque: paternità?
È sentire la fame che scarnifica il figlio, dirsela tutta, imboscarsela tra gli organi e mandarlo nel mondo a sanguinare, sanguinare tu senza sangue, falconiere che non sa tenere il guanto e libera il falco perché piombi nella chiesa esplosa a dire vegetale l'ascolto della parola.
(Rossella Pretto)
DAVIDE BRULLO ha pubblicato, tra l’altro, i libri Annali (Mimesis, 2006), Nabokov (Compagnia Editoriale Aliberti, 2021), Lince (Crocetti 2022). Ha tradotto i Salmi (Aragno 2021) e Qoelet (De Piante Editore, 2025). Scrive per “Il Giornale”, “Il Venerdì di Repubblica” e dirige la rivista “Pangea”.
ALESSANDRO DEHO’ nasce nel 1975 a Romano di Lombardia. Infermiere professionale in psichiatria ed ematologia, è prete dal 2006. Vive in Lunigiana, vicino a un eremo, in una casa tra i boschi nella quale prega, accoglie, ascolta e celebra. Vive, e scrive. Collabora con “Avvenire” e “Credere”; tra i suoi libri più recenti ricordiamo Umanissime storie (Paoline 2025), A te (San Paolo 2024) e, insieme a Davide Brullo, Mistiche (Magog 2024) e Nuovo alfabeto del sacro (Aliberti 2023). www.alessandrodeho.com
ROSSELLA PRETTO (Vicenza, 1978) poetessa, traduttrice e scrittrice, ha pubblicato il poemetto Nerotonia (Samuele Editore, 2020) e il diario di viaggio scozzese La vita incauta (Editoriale Scientifica, collana S-confini diretta da Fabrizio Coscia, 2023), entrambi ispirati al Macbeth shakespeariano. Di Alice Oswald ha curato e tradotto Memorial (Archinto, 2020) e Nessuno (ETS, 2024). Ha curato l’edizione delle traduzioni sofoclee di Seamus Heaney, Speranza e Storia (Il Convivio Editore, 2022), La Terra desolata di T.S. Eliot nella traduzione di Elio Chinol (Interno Poesia, 2022) e scritto il profilo biobibliografico dedicato a Karen Blixen, Il coraggio, l’amore e l’ironia (Ares Edizioni, 2024). Suoi articoli sono apparsi e appaiono su diverse riviste e quotidiani.
Commenti
Posta un commento