(Redazione) - "La canzone della biscia" - un racconto di Felicia Buonomo
Il timer del forno si ferma, il suono annuncia la cottura del pranzo. Papà è in giardino con zio M., mentre mamma chiama nervosamente tutti al tavolo. Guarda catatonico i sandali infradito che non indossa da quel giorno al lago.
«Bisognerebbe spostarli da lì, rischiamo sempre di inciampare», dice zio M., mentre papà scuote la testa in segno di negazione.
Sono ancora dove li lasciò, sul ciglio della porta di casa, simbolo di una convivialità messa al bando della vita familiare. Dal giorno del verdetto, abbiamo sentito la voce di papà solo una volta, mentre rimproverava mamma di averli spostati.
«Chi ti ha detto di spostarli? Rimangono lì e nessuno deve toccarli. Sono io l'uomo di casa. Decido io»; urlava come se fosse stato un padre-padrone in preda alla collera, personalità che mal di conciliava con l'amabilità della sua persona.
***
Quel giorno al lago era domenica, come oggi: gita fuori porta, due famiglie semplici, con il desiderio di ristorarsi dal calore della città. Il lago è meta gettonata, specie quando si ha bambini al seguito. Ma papà ha guardato sempre con timore all'acqua, alla sua furia, la stessa che si è portata via il suo amico più caro quando era ragazzo.
Nella tovaglia a quadrettoni gli adulti imbastiscono un banchetto che ci fa sentire ricchi: frittatina con gli spaghetti cucinati la sera prima, la parmigiana, rigorosamente di zucchine e pane a volontà, quello “di giù”, fatto arrivare da un amico di un parente.
Io abbraccio C., il mio cuginetto più piccolo, poco dopo mi ritrovo a imboccarlo; gioco a fare la mamma, incurante che quella aspirazione si interromperà all'affaccio nell'età adulta.
Papà inscena uno dei suoi teatrini, scanditi da barzellette meno divertenti di quanto non lo sia il suo atteggiamento da mattatore.
È di una bellezza imperfetta che lo rende dolcissimo: capelli neri come l'abisso (in cui di lì a poco sarebbe sprofondato) e un corpo muscoloso, forgiato durante le ore passate con orgoglio in catena di montaggio in fabbrica.
Ma più che ammirare lui, io sono attratta dal modo in cui catalizza l'attenzione, senza tuttavia distrarsi dal controllo che costantemente esercita su noi piccoli del gruppo.
Il sole batte forte. È arrivato il momento del bagno.
Ci tuffiamo come se fosse l'unica gioia rimasta.
«Rimanete dove possiamo vedervi!», tuona papà.
Ci voltiamo verso di lui e gli sorridiamo, continuando a fare pace con quell'acqua che ha provato in tutti i modi a farci odiare. Rimaniamo lì, a favore della sua visuale, per un'ora. Un tempo in cui papà non è riuscito mai a distrarsi.
Tutto si risolve per il meglio. L'acqua si dimostra clemente e ognuno di noi viene accolto per essere asciugato e coccolato. Siamo abitati da una gioia incosciente.
È felice anche M. Nel viaggio di rientro a casa, nella Fiat 127 di famiglia, chiede a papà di mettere “la canzone della biscia” che le piace tanto. Cantiamo insieme a lei, ci interrompiamo quando dice: «Papà, mi fanno male le gambe».
«Non preoccuparti, amore, ti sei stancata quando hai fatto il bagno. Adesso andiamo a casa e ti riposi», le risponde lui con tono serafico.
***
«L'acqua era inquinata. Non dovevo farle fare il bagno», sentii dire a papà il giorno del verdetto. Quel bagno al lago fu il momento che decise di battezzare come l'origine del “brutto male” che ha colpì M., mia sorella. Cercava disperatamente un colpevole e lo trovò in se stesso.
***
«A tavola!», continua a urlare mamma, risvegliando papà dal torpore dei pensieri che rapiscono la sua presenza.
«Il cobra non è una biscia, ma un vapore che striscia... », canticchia papà, come quel giorno al lago la piccola M
«Il cobra non è una biscia, ma un vapore che striscia, con la traccia che lascia... », canticchio io, mentre poco più distante mi appresto a volare.
NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE
Felicia Buonomo è giornalista a Mediaset. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati su riviste e blog letterari italiani, statunitensi e francesi. Pubblica: “Pasolini profeta” (Mucchi Editore, 2011), “I bambini spaccapietre. L'infanzia negata in Benin” (Aut Aut Edizioni, 2020), “Cara catastrofe” (Miraggi Edizioni, 2020), “Sangue corrotto” (Interno Libri, 2021) e “La giusta dose” (Scrivere Poesia Edizioni, 2023).
Grazie per il bel racconto!❤️
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