Due poesie inedite di Fabio Sebastiani con nota di lettura di Sergio Daniele Donati






Se esiste una domanda da porre alla parola riguarda spesso la sua geometria, la sua relazione col silenzio; in altre parole è sempre questione battente quella che riguarda la "parola in relazione".
Le due poesie inedite di Fabio Sebastiani che oggi vi proponiamo giocano - e il verbo giocare è sempre portatore di approcci seri -  molto sulla sottile linea che costituisce il tema centrale di cui sopra.

(...) La bolla in cui il respiro si raccoglie
è già pensiero vivo
circonferenza dello stupore.

dice il poeta e a me si stimolano sinapsi che richiamano dirette alla lezione di Jabes e di tutta quella schiara di poeti che si pongono alla ricerca di un rapporto quasi geometrico anche nel dominio emozionale ed umano. 

"ci deve essere una ragione profonda per il nostro questionarci", sembra suggerirci Sebastiani, e in questo porta la sua scrittura al livello di un pensiero che pur non conosce suoni, timbri e ritmi.
Ed anche quando definisce la poesia un  
Un orpello bestemmiato
dalla leggerezza
e del tutto consono
all’inverosimile.

l'autore null'altro fa che riportarsi ad un filone di pensiero che della parola rimarca il limite espressivo, l'inciampo, la balbuzie; tema questo, lo sapete, a me molto caro. Togliere spirtualità al poetare è atto spirituale in sé, perchè ci riporta diretti al dominio del silenzio, vera fucina di ogni intuizione spirituale. 
Certo il poeta non disdegna ironia, ma non cade mai nella trappola autodistruttiva del sarcasmo. Il suo dire crea spazi e lascia il lettore appunto stupito di fronte al dispiegarsi di discorsi altri, limitrofi e conseguenti a quelli delle sue linee poetiche. 

Una poesia la sua da non perdere, se alla poesia vogliamo, come dovremmo, ridare la sua funzione primaria: quella di mattone di pensiero anche fuori dal mero ambito descrittivo di un emozionale che, se troppo preponderante, non permette uno sguardo laterale, ironico e creatore sulle cose del mondo.

Per La Redazione de Le parole di Fedro
il caporedattore - Sergio Daniele Donati

Circonferenza dello stupore

Rimboccarsi le parole
mentre la sera cala l’asso
e nei prati le corolle
imitano il silenzio
per dar tregua ai fiori.
Il doppio del mio cuore
sta alla presa
senza più paure
come ai primi tempi
quando amavamo della vita
il caso
e scartavamo le virgole
prima degli zeri.
La bolla in cui il respiro si raccoglie
è già pensiero vivo
circonferenza dello stupore.



Spigolature d’anima

La poesia è una frequentazione
per niente spirituale dell’anima.
Un orpello bestemmiato
dalla leggerezza
e del tutto consono
all’inverosimile.
Rintraccia silenzi nella carne
la poesia, per guarirli
dalla sordità.
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NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE

Fabio Sebastiani, nato a Roma nel 1960. Laureato, giornalista professionista, conduttore radiofonico, saggista, poeta. Ha pubblicato due raccolte, una di aforismi, "Concerto per aforisma (quasi) solo" (Zona, 2011) e una di poesie "Molecole semplici per rivoluzioni complesse" (Ensemble, 2018). Ha curato con altri tre poemi collettivi a cui hanno partecipato più di cento poeti. E' autore e conduttore di una trasmissione di poesia "Transitiamumani" su Radio Poetanza (web radio). Animatore culturale, ha promosso decine di iniziative sulla poesia.
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