Due inediti di Loredana Lorusso

 

Ode alla ciliegia.

Se di un colore potesse la passione
vestirsi a festa solo per un giorno
Sicuramente le invidierebbe il rosso
vibrante, intenso,
profondo fino all’osso
tanto da far pensare
d'esser bollente al tatto
Pregna e sierosa sfera
tumida di rugiada
Rimanda all’eros
e l’eros a lei rimanda
Turgida e tonda
possiede una fossetta
dove la lingua per un tratto indugia
prima che il labbro possa trattenerla
a che le dita strappino il picciolo
piccolo imene raccolto su quel polo
di un frutto nato apposta per piacere
Invoglia al morso la sua carne soda
come di un gluteo o un seno
all’acme di un amplesso
Segno coi denti i lembi
pezzo a pezzo
ingorda del suo succo che mi cola
inesorabilmente fino in gola
Dolce con retrogusto acidulo
la polpa in bocca giro e mi rigiro
Mentre il nocciolo resta a titillare
dell’eccitata lingua le papille
che insoddisfatta chiede nel finale
che un’altra, e ancora un’altra
e un’altra ancora
possa quel desiderio erotico
appagare.



L’odore

Se mai ti fossi chiesto
di cosa sappia l’eros
al senso dell’olfatto,
consiglio con la terra
di prendere contatto
Se tu provassi a immergere le mani
senza timore come certi anziani
che scavano cercando le radici
di quelle erbe che portan benefici,
ti accorgeresti che la terra è sesso.
Bagnata poi ti resterebbe impresso
quanto l’odore richiami a sé il peccato
Se della terra non hai mai cercato
solo un contatto come farebbe un gatto
che annusa e scava per cercar riposo
o per puntar la preda fiducioso,
allora ignori il senso del piacere
che proveresti solo se riempissi
di terra scura un pugno delle mani
o ad infilar le dita nelle tane
Ruvida morbidezza
Aspra dolcezza
Sporco e pulito insieme
La terra come l’eros nulla teme
trattiene, spinge e affonda
Anche la terra come il mare esonda
Se solo l’annusassi
Vedrai, ti ecciteresti
così come fa un fiore quando sboccia
o la melata ambrata
che cola alla corteccia
Provaci pure a camminarci scalzo
Di brividi il tuo piede
nudo sarebbe sbronzo
E penseresti subito a un amplesso
tra quella terra e il corpo sottomesso
Perché nei grani suoi la terra
altro non è che corpo
che nasce dalla terra
e nella terra muore
Ecco che cosa l’eros
ha nel suo odore.

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NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE

Loredana Lorusso, nata nell’equinozio d’autunno, vive a Bari, dove lavora come biologa, impegnata nella ricerca nell’ambito delle Neuroscienze.
Neofita della poesia, si approccia per la prima volta ai versi grazie al Prof. Daniele Giancane che, in tempi di pandemia, la recluta nel suo Laboratorio virtuale di Poesia “Garcia Lorca”.
Lo scricciolo, così come è simpaticamente rinominata dai membri del laboratorio, comincia così a muovere i suoi primi passi tra versi, ritmo e rime con cui canta d’eros e d’amore in tutte le sfumature possibili.
Nel settembre 2020, pubblica per la prima volta, due poesie sulla raccolta “Odi Alimentari”, a cura del Prof. Daniele Giancane, editore Tabula Fati.
Nel marzo 2021 e 2022 pubblica alcune sue poesie sull’annuario Kieff Book n°40-41.
Nell’ottobre 2021 pubblica un breve racconto nel volume “Surrealia: segnali dall’oltre e altri racconti”, a cura di Vito Davoli e Daniele Giancane
A giugno 2022 pubblica la sua prima silloge di poesie erotiche "Menù à la carte-canzoniere d’amore", edizione Tabula Fati.
A dicembre 2022, pubblica alcune sue poesie sulla rivista poetica “La Vallisa” n° 117 e 118, redatta sempre dal Prof. Daniele Giancane.
A gennaio 2023 pubblica due poesie nell'Antologia L’isola di Gary di Maria Pia Latorre.
Attualmente è membro della Confraternita Letteraria dal Sud, redatta dal Prof. Daniele Giancane, nonché dell’ Università della Poesia 'JUAN RAMON JIMENEZ', dello stesso Prof. Giancane.
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Commenti

  1. Giancaniana in ogni poro dela pelle.l

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  2. Mi sono piaciute tantissimo queste poesie

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