Le'dor Va'dor (di generazione in genrazione - לדור ודור ) - UN RICORDO CHE STRAZIA

A mio figlio Gabriel
perché sappia del limite di suo padre.

Io li vidi spezzarsi,
- i volti stretti rigati
da lacrime secche.
Ho ascoltato il loro grido;
muto, sei milioni di volte.
E quella domanda appesa
a una risposta inesistente: 
perchè?
Era la lama nel mio costato.
Li vidi, incapace
di dar loro sostegno,
di dar sostanza al fumo,
alla disgregazione dei loro
sacri nomi.
Li vidi,
reso afono io stesso
dalla burbera prepotenza
di un'assenza, dal più alto
dei tradimenti.
E ho bisbigliato
- sì, ho sussurrato -
solo per loro 
la legge del cambiamento,
il flusso che eterno
sostiene le speranze 
di chi ha il volto nel fango.

(1) לדור ודור
dicevo mentre schegge 
di ghiaccio
mi bucavano la retina.
Di generazione, in generazione,
a tredici anni anch'io 
prendevo dalla tasca 
un sassolino e sussurravo
un giuramento già perdente.
Avrei trovato le parole
per dire del silenzio 
della storia, di quella storia.
Le sto ancora cercando.
e se mi chiedi perché a volte
non parlo e il mio sguardo
si fa vacuo all'orizzonte
sappi che è perché 
sento lo strazio
dei milioni che mi chiedono
di rendere giustizia
a ciò che allora promisi.

La Parola, Gabriel, la Parola,
anche se inadeguata 
dilla lo stesso
e fai che sia atto sincero.
Ci penserà il vento sacro
che riempie di creazione
ogni intenzione
a trovare le orecchie capaci
del Suo ascolto.


NOTA: (1) לדור ודור (trans. Le'dor Va'dor) in ebraico significa di generazione in generazione; il monito a trasmettere il proprio mondo agli altri, perché la Parola non divenga un seme secco e incapace di dar frutto. 



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