Cantami


Cantami il Canto
davanti al pozzo
ancora e carezza
la mia nuca bambina
ancora e sorreggi
i miei singulti,
i miei vagiti piani.
Tendi il filo di rame
ancora, 
tra l'ossidiana
nella mia pupilla
e le fredde stelle.
E dammi un Nome
ancora e racconta
le storie d'Adamo
prima di Eva,
dell'uomo senza metà,
senza meta, 
e poi ridi la risata
di giada dell'alba, 
ancora e lascia 
che colino oli sacri 
dalle mie retine.

Ho buchi nelle mani
ma non sono Santo;
sono imitazioni
delle voragini
d'un cuore perso.

Foto e testo di
Sergio Daniele Donati 
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