(Redazione) Letti da Francesca - 02 - Nicoletta Verna, Il valore affettivo (Einaudi Editore - marzo 2021)

di Francesca Piovesan


Nicoletta Verna, Il valore affettivo - Einaudi Editore

Il valore affettivo è una qualità delle cose.
Qualità che impariamo dall’infanzia, che comprendiamo una volta adulti.
Il valore affettivo, per Bianca, la protagonista che ha fatto ottenere all’autrice una menzione speciale della Giuria al Premio Calvino 2020, è una bambola: Barbie, magia nei Capelli. 
Capelli che sono lisci, e grazie a una polverina diventano ricci; capelli ricci che l’acqua riporta lisci.

Barbie magia nei capelli è la congiunzione fra chi è ancora pressato a terra dalla forza di gravità, e chi non c’è più a calpestare la terra: Stella, una sorella adolescente, morta in circostanze chiare ma non troppo. 
Ed è proprio quel troppo a infarcire il romanzo, a far chiedere al lettore chi, come, perché, caso o volontà?
Stella, simbolo di giovinezza, di femminilità acerba, di corpo che si affaccia al mondo, allo sguardo degli altri.
Stella, simbolo di dolcezza, di intelligenza, di maturità anticipata.
Stella, morta in un giorno che fin dalle prime pagine sarà la disgrazia.
Disgrazia che calerà sul capo di tutti: di Bianca, sorella minore, prima innamorata della sorella, sulla madre diventata aspirante suicida perfetta, su un padre dilaniato da tutto quello che sarò definito vita dopo la disgrazia, sugli amici d’infanzia Liliana e Rodolfo, testimoni degli ultimi giorni, testimoni del dubbio nel non detto e nel non visto.
Bianca diventerà bellissima. Di questa bellezza ne farà uno scudo, un modo per sopravvivere, un piccolo sollievo da donare alla madre, catatonica, interessata solo a fare zapping incessante.
La bellezza tesserà la rete con una finta ingenuità, un’intelligenza acuta mascherata da cruciverbone del primo pomeriggio.
Bianca che conoscerà Carlo, l’uomo della sua vita, il patrimonio genetico con il quale riprodurre perfettamente Stella, la sorella tanto amata e tanto odiata, le due facce dell’amore, la stessa identità. 
Un patrimonio genetico che dovrà confrontarsi con un utero imperfetto, con dolori placati solo da oppiacei, con masse che avanzano e invadono ovunque.
Il valore affettivo fluttua da bambole ai rifiuti, ossessioni di una mente maniacale che cataloga ogni cosa. 
Rifiuti reali, umidi, plastici. Rifiuti virtuali, pensieri, sensi di colpa.
Una casa di lusso che ha il suo perno nei bidoni della raccolta differenziata.
Un libro che ricorre ostinatamente la vita, anche quando sembra impossibile, anche quando quel sembra è, in un perenne confronto con una morta, con l’ideale rappresentato da un corpo ormai consumato.
Un libro di silenzi familiari, di coppia.
La storia di una donna che rincorre il fantasma della sorella per anni, aspettando la fine di questa rincorsa, qualunque essa sia.
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