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De profundis

Alla balbuzie di mia madre
Là, nello spazio tra due lettere,
sorge un'anima bambina.
Chiama il silenzio,
mi dà la mano;
e mi porta lontano.

M'accompagna sempre,
ride della mia balbuzie
e gratta cortecce di alberi
ne succhia le resine,
e ride, ancora.

“Dopo ogni lettera elabora,
prima di ogni lettera sogna”,
dice l'uomo che posa
la sua miopia sul foglio.

Dopo ogni lettera
la bimba sospira
e prima d'ogni lettera, sì,
sogna il sogno 
d'un popolo celato
nei boschi, d'autunno.

Nello spazio tra due lettere
sorge un'anima bambina
e io resto incantato,
senza nome,
le pupille sui suoi gessetti colorati,
e piango
perché non esiste più dolce nostalgia
di quella che dona
un dito fanciullo
sui tasti d'avorio d'un piano.




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