Le chiamate (Oblivion)

"Dreaming" di Sergio Daniele Donati
Ho fatto un sogno
- in un sogno 
non so mai
se sia il passato 
che bussa
o il futuro che langue -
e non c'eri, tu.
C'erano le voci;
quelle che, prima di te,
mi indicavano chiaro 
il cammino.
Le sentivo lontane,
evanescenti,
né sapevo più decifrare
il loro messaggio.
Nel sogno scrivevo
con dei gessetti 
sull'asfalto.
Erano lettere sconosciute,
simboli arcani.
Poi la bimba,
comparsa dal nulla,
mi guardava.
"Sei tornato?", mi chiedeva,
"resti?".
Io non so perché piangessi
mentre le dicevo
che le briciole
che avevo sparso 
nel bosco per ritrovare 
il cammino del ritorno
le aveva portate via il vento. 
La bimba mi guardava,
nel mio oltre me stesso,
poi si sedeva tra i gessetti.
"Sei tornato," diceva,
"resti".

Forse ti ho mentito,
nel sogno c'eri.
Eri nelle briciole;
eri il luogo dove ho perso
voci e cammino.

_________

Las llamadas

Hize un sueño
-en un sueño
nunca sé
si sea el pasado
que golpea
o el futuro que languedece-
y tu no estabas.
Las voces estaban:
aquellas que, antes de tí,
me señalaban claro
el camino.
Las sentía distantes,
evanescentes,
ni sabía más descifrar
su mensaje.
En el sueño yo escribía
con tizas
sobre el asfalto.
Eran letras desconocidas,
símbolos arcanos.
Entonces la niña,
que apareció de la nada,
miró hacia mí.
"¿Volviste?" preguntaba,
"¿Te vas a quedar?"
Yo no sé por qué lloraba
cuando le dije
que las migas
que había esparcido
en el bosque para encontrar
el camino de regreso
se las había llevado el viento.
La niña me miraba,
en mi otro yo,
luego se sentaba entre las tizas.
"Volviste", decía,
"te vas a quedar".

Talvez te haya mentido,
en el sueño tu estabas.
Estabas en las migas:
tu eras el lugar donde perdí
voces y camino.
(Trad. di Gianni Barone)



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Commenti

Gianni Barone ha detto…
Guarda, mi vengono i brividi. Sto traducendo il romanzo di Bermúdez e gli ultimi tuoi bellissimi versi coincidono con vari momenti del suo sentire. Quando avrò un attimo di tempo questa (col tuo permesso) la traduco e gliela mando.
Fedro ha detto…
Non ho parole. Mi onori ed emozioni, Gianni.