(Redazione) - Letti da Francesca - 09 su "La scrittrice obesa", Marisa Salabelle, Arcadia ed, 2022

A cura di Francesca Piovesan

La scrittrice obesa è Susanna Rosso, donna che arriverà a pesare 164 chili, scrittrice che affogherà i suoi pensieri e le sue delusioni in cibo di ogni tipo, in cibo che diventerà sostanza del suo corpo, della sua casa, delle sue relazioni.
Marisa Salabelle ci invita nella vita di Susanna, imponendocela nella sua schiettezza, nel suo cinismo, nel suo carattere ruvido, nella sua frenetica rincorsa verso una pubblicazione, un riconoscimento, un briciolo di celebrità che non sia il premio locale, o il trafiletto sul giornale di quartiere.
Centocinquantacinque pagine di disperazione che diventa malattia, incomprensione della realtà che circonda la scrittrice obesa, confusione del piano narrativo che prende vita nella quotidianità del suo appartamento, delle poche visite che riceve, dei pochi rapporti sociali che riesce a portare avanti.
Susanna Rosso nelle sue missive disperate a case editrici, scrittrici, scrittori, registi, cantanti.
Lettere che denunciano continuamente la sua esistenza di non riconosciuta, il suo talento sprecato lasciato marcire fra gusci di noccioline e bibite zuccherate, mentre tutti sembrano avanzare, pubblicare, ottenere recensioni benevole. Tutti, anche a chi crede e scrive di fate, ed elfi. Lettere che dichiarano a perfetti sconosciuti la sua depressione; sconosciuti che diventano l’immagine che Susanna si ritrova di fronte allo specchio, per non vedere lei stessa.
La scrittrice obesa è una discesa negli inferi dell’infelicità, della frustrazione, dell’invidia, tanto che a volte è il lettore stesso a chiedersi se il talento di Susanna sia reale, o meno. Se, veramente, i racconti, le decine di romanzi che la sua immaginazione riesce a mettere in piedi, siano carta da formaggio unta e stracciata, o qualcosa di valido da rilegare con una spirale e una copertina plastificata.
Attorno alla protagonista, le altre protagoniste: una vicina di casa rimasta vedova, con la sindrome del nido vuoto, un’amica d’infanzia in perenne ricerca dell’amore, una suora che dalla carta prende vita, diventando confidente e custode.
Uno spaccato, non tanto impietoso perché reale, sulle dinamiche del mondo dell’editoria, sui nuovi talenti, sugli esordi, sulla figura commerciale del libro lontano dall’idea di letteratura, di talento.
Una donna sola alle prese con la solitudine dei propri mondi, che le torneranno nell’ultima notte a far visita, accusandola di essere stata una madre orribile, con pensieri che li hanno condotti alla catastrofe.
Chi è, e chi sarà quando sarà successo tutto, quando arriverà il dopo, Susanna Rosso?

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