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Dialoghi poetici coi Maestri 8. - Guido Guinizzelli

 

Foto di Sergio Daniele Donati

IO VOGLIO DEL VER LA MIA DONNA LAUDARE

Io voglio del ver la mia donna laudare
ed asembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella dïana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.

Verde river’ a lei rasembro e l’âre,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ’l de nostra fé se non la crede;

e no lle pò apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’om pò mal pensar fin che la vede.

(Da Sonetti di Guido Guinizzelli)
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SORGE SUL PALMO

Sorge sul palmo della mano ogni lode,
quando s'apre il pugno
e s'arrende al bello,
come petalo a brina.

Sorge sul palmo della mano ogni passo
e ricordo e melanconia;
svapora verso il cielo
ogni canto del Sublime.

Resta, sul palmo della mano,
un amore senza nome,
una casa senza porta

ed entrano spifferi di resa
lenta, e attenta
ai silenzi d'ogni attesa

(Sergio Daniele Donati – 2021 Inedito)





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Commenti

  1. Sergio io vorrei che tu ed io
    fossimo presi per incantamento / e pensassimo a un evento / di poesia recitata.
    Con la base di musiche scelte, come questo concerto di Vivaldi / i tuoi versi farebbero faville / e mille e mille genti applaudirebbero.
    A parte gli scherzi, la poesi è un incanto e gli ultimi versi una meraviglia. Non vanificare tutto questo. Non lasciare questi versi in questo dimenticatoio dove tutto ha vita effimera.

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