Inediti di Izabella Teresa Kostka


Tre monologhi tratti dal ciclo "Monologhi dopo la mezzanotte"

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ALLO SPECCHIO
(ore 00.00, "Monologhi dopo la mezzanotte")

Non ho un figlio,
non ho uno scudo contro la vecchiaia
che divora le vogliose, graziose curve.

Son fatta di lividi e negate rughe
vietate alle donne oltre i 40 anni.

Mi diverto svuotando un calice di prosecco
che vale più di ogni ritocco,
fa brillare gli occhi come due fari
che conducono alle transenne del "fuori stagione".

I miei seni sono due mele succose,
troppo mature per gli acerbi palati,
i miei fianchi sono una motocicletta
troppo veloce per le vecchie mani.

E mi sento confusa
staccando le pagine del calendario
che avanza, spietato, senza chiedere scusa
alla distruzione lasciata alle proprie spalle.

Vorrei ma temo,
sogno ma non oso
attraversare il confine dell'ammissibile.

Questa vita è come una pelliccia
troppo calda per la giovane stagione,
troppo leggera per gli spasmi d'inverno
vissuti in fretta in uno squallido motel.

E mi sento persa
come una nave alla deriva
che non trova più un porto d'approdo,
esodata, precocemente, da ogni letto
in cerca inquieta dell'ultimo orgasmo.

Condannatemi pure per la dissobedienza
alle regole di gioco chiamato "coerenza",
gettate sul rogo ogni mio pensiero
"fuori dagli schemi" di questa vita.

Non scenderò dal treno
che mi conduce verso l'infinito,
sopporterò serena la fustigazione
sperando di sconfiggere pure la Morte.

Non pregate per me,
amatemi ora,
nel nostro tempo.

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SULLA METROPOLITANA 3, LINEA GIALLA
(ore 00.17, da "Monologhi dopo la mezzanotte")

Queste interminabili stazioni
sono una via crucis per i pendolari.

Vi osservo
mentre viaggiate muniti di indifferenza
indossando un tecnologico silenzio,
non avete neppure una parola
per un barbone
agonizzante in fondo di un tunnel.

Siete sordi e ciechi,
trasformati in dispositivi digitali
nutriti attraverso i tablet e gli auricolari,
sottomessi all'accanimento terminale
per risultare, ovunque, connessi.

I miei occhi sanno ancora piangere
mentre i vostri sono "saracinesche chiuse"
abbassate fino all'estremità del suolo,
immobili pupille che non rispecchiano più l'animo
ma riflettono la perfezione degli schermi.

Al posto delle preghiere ripetete le password
spostando i tasti di un rosario palmare,
subite i colpi della flagellazione
ad ogni imprevedibile bug del sistema.

Ricordate ancora le emozioni?

Per voi i sorrisi sono faccine
spedite, a casaccio, agli sconosciuti,
si è svalutato qualsiasi affetto
ridotto al simbolo di un cuore rosso.

Corone di spine senza cavi
con bluetooth avvolgono le vostre tempie,
aggrovigliati binari come croci
sollevano i corpi ormai muti.

Ed io?
sono l'ultimo apostolo
alla ricerca del Redentore.

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ALLO SPERMATOZOO
(ore 04.45, da "Monologhi dopo la mezzanotte")

Dimmi, Piccolo,
dove corri così in fretta,
davvero non vedi l'ora
di procreare un altro sfigato?

Capisco, ti senti prezioso,
hai da svolgere un'importante missione.

Sappi che siamo troppi su questa Terra:
tanti malati e interiormente poveri,
innaccettabilmente neri
ed estremamente bianchi,
diversamente amati di qualsiasi genere,
sfruttati per pochi spiccioli
e, in maggioranza, disoccupati.

Forse ti divertirai per qualche minuto
giungendo alla fine della vagina,
ti sentirai Onnipotente come Iddio
riuscendo a fecondare "al naturale".

No, non mi sento una femminista
anche se odio essere sculacciata,
non vedo alcun senso nella tua corsa
che porterà una breve gioia
e un interminabile pianto.

Vorresti dire: "Ai posteri il giudizio"...

Non hai mai visto il Mondo
fuori dal tuo umido, accogliente corridoio,
è una Valle di disperati
anche se, a volte, sorge ancora il sole.

I tuoi discepoli si sbranano come iene
e non risparmiamo neanche i cuccioli,
prendono a calci anche gli uteri
cancellando quel che Sacro era tempo prima.

Dimmi, Piccolo,
cosa vuoi trasmettere al tuo Creato
che nascerà su un Pianeta senza valori?

Sei ingenuo come una pecora
condannata ad un sacrificio,
corri insieme a migliaia di pretendenti
anche se il Vincitore sarà soltanto uno.

Credi ancora nel miracolo della Vita?

Non illuderti invano,
pure essa è diventata artificiale e assistita.


 
Quattro poesie aderenti al Realismo Terminale, corrente fondata da Guido Oldani.


PASTO QUOTIDIANO


In questo mondo
la pace è un articolo promozionale
in vendita per Pasqua o Natale,
la guerra invece è il pasto quotidiano
che mantiene in vita la politica
e vari accordi internazionali.

POSIŁEK POWSZEDNI (trad. della poeta)

Na tym świecie
pokój to towar w promocji
w sprzedaży na Wielkanoc lub Boże Narodzenie,
na co dzień wojna to powszedni posiłek ,
trzymający przy życiu politykę
i różne międzynarodowe układy.

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TRATTATIVE

Trattati di pace
sono spesso come un divano,
tutti lottano per un posto più confortevole,
si pensa raramente all'Oppresso
che, come un poggiatesta, sotto il peso
della maggioranza si piega e scompare alla vista.

TRAKTATY (trad. della poeta)

Traktaty pokojowe
są często jak kanapa,
każdy bije się o wygodniejsze miejsce,
rzadko myśli się o Uciśnionym,
który jak podgłówek pod ciężarem większości
ugina się i znika z widoku.

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STUFATO

Siamo affollati su questa Terra
come le verdure per uno stufato,
gorgogliamo a temperature troppo elevate
e bruciamo, pressati fino in fondo
per tasse, imposte e commissioni bancarie.

GULASZ (trad. della poeta)

Tłoczymy się na tej Ziemi
jak warzywa na gulasz,
bulgoczemy przy zbyt wysokich temperaturach
i przypalamy się przyciśnięci do dna przez
podatki, opłaty i prowizje bankowe.

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EFFETTO SERRA

Si è guastato il clima
come ingranaggi di un orologio,
bloccato per sovraccarico,
dicono che sia l'effetto serra
e per raffreddarlo
serve isolamento termico delle case.

Sicuramente congeleremo,
ma i nostri conti in banca.

EFEKT CIEPLARNIANY (trad. della poeta)

Zepsuł się klimat
jak tryby zegarka,
zatarł od przeciążenia,
mówią, że to efekt cieplarniany,
by go ochłodzić,
należy ocieplić ściany mieszkania.

Na pewno zamrozimy,
ale nasze konta bankowe.
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NOTE BIOBIBLIOGRAFICHE

Izabella Teresa Kostka è nata a Poznań (Polonia), dall’anno 2001 risiede a Milano, dal 2010 naturalizzata italiana. Ha conseguito una laurea magistrale in pianoforte, è scrittrice e poetessa italo - polacca, ex docente di pianoforte, giornalista culturale freelance, traduttrice, organizzatrice e presentatrice di eventi culturali tra cui del programma ciclico culturale "Verseggiando sotto gli astri di Milano", organizzato con il patrocinio del CERIFOS di Milano. Caporedattrice e fondatrice del blog culturale “VERSO – spazio letterario indipendente”, redattrice e collaboratrice del portale giornalistico "Alessandria Today", collaboratrice del mensile polacco di cultura e letteratura "Bezkres/ Infinito" nonché del bisettimanale letterario on-line a Varsavia "Pisarze.pl / Scrittori. pl" e del periodico dell'emigrazione "Listy z daleka / Lettere da lontano" pubblicato dal 1996 in Belgio. 
Ha ottenuto numerosi premi letterari nazionali e internazionali tra cui importanti riconoscimenti per l’attività artistica e letteraria svolta, da ricordare sicuramente i tre primi premi in tre anni consecutivi al concorso di poesia edita Leandro Polverini (Anzio, Roma) per le seguenti raccolte poetiche: "Glineslulsi dall'Eden ( CTL Livorno Ed.), "Le schegge" (Irda Ed.) e "Ka_r_masutra" (Kimerik Ed.). 
Per le poesie appartenenti alla corrente del Realismo Terminale da ricordare il 3° Premio al Concorso Letterario Premio Casinò di Sanremo 2018 per la silloge inedita “Pillole” di 30 componimenti e , per la stessa raccolta, il 3° Premio al Premio Internazionale A. Seneca a Bari (2018) nonché il Primo Premio come La migliore pubblicazione poetica su importante blog letterario statunitense "Spillwords. com" (per il testo "Il risveglio"). Ha pubblicato dieci libri di poesie: Gli scatti (2014), Granelli di sabbia (2014), Caleidoscopio (2015), Peccati (2015), A spasso con la Chimera (2015), Incompiuto (2015), Gli espulsi dall’eden (2016), Le schegge (2017), Si dissolvono le orme su qualsiasi terraRozmywają się ślady na każdej ziemi ( italiano - polacco, 2017), Ka_r_masutra (2018,) ed è stata redattrice e traduttrice di diverse antologie collettive bilingue ("Ponte poetico" Kimerik, Inter Amicos " vol. 1 e 2 ed. Dobrota, Antologia dedicata a Wisława Szymborska, Tempra Edizioni). Sue poesie sono presenti su molte prestigiose antologie tra cui “Novecento non più. Verso il Realismo Terminale” con lettera di Guido Oldani (LaVitaFelice), “Il segreto delle fragole” (LietoColle), "L'antologia proustiana" (La Recherche), "L'occhio di vetro" (Mursia), le sue pubblicazioni compaiono su diversi siti e su numerose riviste letterarie in Italia, Belgio, Polonia, Usa, Argentina e Inghilterra. Da anni partecipa alla rassegna Bookcity di Milano, a numerose fiere editoriali e a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive (tra cui "Angoli" ETV Como). Portavoce del Realismo Terminale per la Polonia.










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Commenti

  1. Bravissima, Izabella, hai dato voce al disagio esistenziale di questi tempi e al senso di disperazione che non ci lascia scampo. Barbara Rabita

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    1. Ti ringrazio molto per questo prezioso commento, siamo marionette in questo mondo di assoluta ordinaria follia

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