Due poeti allo specchio (Laura Valentina Da Re e Sergio Daniele Donati)

 


Fare la muta del cuore
dal primo capillare stremarsi
nel mezzo beato
che a poco sarà
sera di meno
la sera che tende ai coralli
uniti sui piedi
ti cullano i rami
fasulli, qui
sopra un sole diverso
notturno olocausto.

(Laura Valentina Da Re - 08 settembre 2023)



La notte poso sempre un seme
su una terra umida di speranza
e densa di richiami uterini.
Lo poso - dicevo - senza interrarlo:
ci pensi il Maestro indaco
a parlarmi di rinascita 
o a sommergermi nei sei milioni
di voci afone dei fumi della Storia.

La notte poso un seme
su una terra bruna di ricordo
e attendo che il Maestro indaco
mi assolva e liberi la mia anima
dalla catena della finzione, 
oppure mi condanni alla sorte
di un lombrico senziente e cieco
incapace di accettare
il così è stato
d'una vita senza infanzia. 

La notte poso sempre un seme
e dichiaro la mia resa
e soffoco la parola e l'urlo.
Perché è mandorla la voce
del Maestro indaco
e la sua condanna mi riga
il volto di lacrime di petrolio
e la sua assoluzione ustiona
la mia pelle troppo bianca.

La notte poso un seme
e il Maestro indaco e la Moabita
intonano un canto 
che non so trascrivere
perché in lingua antica
- troppo antica per non lasciare
scaglie di sangue rappreso sul palato -
e piango e sento nei midolli
un giudizio barbaro e palindromo, 
cui non mi ribello, 
come non si ribella l'albero
alla tempesta che lo sradica. 

(Sergio Daniele Donati  - 13 settembre 2023)
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