Due poeti allo specchio (Ilaria Palomba e Sergio Daniele Donati) - "Dialogo dell'Abbandono"
L’ABBANDONO
L’abbandono, messa bianca, una stella
nella forza minima dei giardini
al mattino, il canto di due colombi
nel crocicchio antistante il primo bar.
Di noi cosa diranno? Di te, resta
l’incanto, le labbra stanche di un mucchio
di fotografie lasciate cadere
ai bordi di una stanza senza occhi.
(Ilaria Palomba)
Sembrava un luogo comune, che i morti
nella forza minima dei giardini
al mattino, il canto di due colombi
nel crocicchio antistante il primo bar.
Di noi cosa diranno? Di te, resta
l’incanto, le labbra stanche di un mucchio
di fotografie lasciate cadere
ai bordi di una stanza senza occhi.
(Ilaria Palomba)
Ogni atto di scrittura
crea parole orfane;
lemmi non eletti
al rango di diamante
del foglio bianco.
Pelli di biscia, come sempre,
concimano il muschio
e il passo cauto dello sciamano
scivola nel silenzio.
(Sergio Daniele Donati)
Sembrava un luogo comune, che i morti
avessero nove vite ulteriori
erano, tutti quanti, sulle scale
corrusche della discesa infera
venivano a sedurci gli altipiani
dove gli spiriti migrano e sanno
di non poterci più stringere in carne,
eravamo sbiaditi con le ombre.
(Ilaria Palomba)
erano, tutti quanti, sulle scale
corrusche della discesa infera
venivano a sedurci gli altipiani
dove gli spiriti migrano e sanno
di non poterci più stringere in carne,
eravamo sbiaditi con le ombre.
(Ilaria Palomba)
Comune ad ogni luogo
è la scansione goccia a goccia
dei tempi dell’evanescenza.
Conosco i tuoi timbri
e i tuoi cembali
e ne resto incantato.
(Sergio Daniele Donati)
Ho visto i vivi arrancare, le strade
impollinate d’estate, di neve
l’inverno bianchissimo in cui tornammo
a fare scudo umano contro il coro.
Ho visto tutti i vivi arrampicarsi
alle staccionate verdi e vedere
l’ultimo abbaglio di un sole ardente
nell’abbandono che chiede non vita.
(Ilaria Palomba)
Mi dicono cieco
al riflesso corrusco e diafano
dei ghiacci del mondo.
Ma dietro le mie retine
il canto di balena dell’Antico
e i suoi mugugni di Mistrale...
(Sergio Daniele Donati)


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