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È facile

Foto di Sergio Daniele Donati

È facile dirsi vittime,
dimenticare il grido
che ci accomuna
e porsi al di là
d'uno sguardo pietoso.
La volpe, appena uscita dal limo,
guarda con sufficienza 
la rana e la salamandra
e ignora che il suo pelo fulvo
è un dono,
spesso non meritato.
Il vero sguardo dall'alto
è quello che si posa empatico
sul filo d'erba
e richiama verdi memorie
anche di lontano.
Planava sull'abisso
un vento divino,
fu detto: sia luce
e luce fu. 
Prima d'ogni creazione 
c'è un volteggiare lento
un aleggiare scomposto
alla ricerca di similitudini
tra le nostre fangose essenze
e la luce delle stelle.
È facile dirsi vittime
e rifiutare a sé stessi
la potenza dirompente 
e umana del cambiamento;
è facile dirsi vittime 
d'una ingiustizia 
alla quale partecipiamo 
se dimentichiamo che l'Alto, 
quando non osserva il Basso,
immerge il creato
nel tenebra più oscura.
La parola che crea 
è quella che ha saputo,
prima di dirsi,
volteggiare sul limite umano
e piange, ancora non detta,
per la rana intrappolata
nella sua palude.





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