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Se camminando a stento di Cristina Simoncini

Foto di Cristina Simoncini


Foto e testo di Cristina Simoncini
Si pubblica su gentile concessione dell'autrice


(in vena di ironia)
Temo che camminando a stento, infrenandomi sul margine del tempo,
non sia stata per te né luna né stelle ma rèfolo di vento,
Mi hai vista, sì? hai sentito lo spavento?
Ma se tu mulinando sul mio silenzio avessi sbirciato per capire
cosa c’era dentro, sai che risate, quel turbinìo di luci, quel mormorìo di fate,
quella mattanza di ragioni sconfessate,
io mi sarei affacciata alla finestra
e ti avrei lanciato la mia intransigenza, tutta annodata,
e tu salendo avresti calcolato ad occhio la gittata,
e in un momento di puro intendimento forse avresti detto
Guarda come dondolo, sono provvisorio!
E io avrei risposto da lontano Lo senti come ride il mio destino?
Sarei scesa sul retro e avrei dissotterrato il cuore dal giardino.
E se d’improvviso tu avessi capito l’aspetto prodigioso della cosa
e avessi aperto le braccia a un controsenso,
io a scanso di tempo ci sarei finita dentro,
mentre la paura, uscendo di scena, avrebbe scodinzolato appena.
E se infine fossi riuscita a spremerti un affetto, a farlo
gocciolare sopra il petto, lo avrei raccolto nel cavo della mano, e avrei gridato
senza più pudore Zitti tutti, forse questo è amore!

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NOTA BIOGRAFICA COME TRASMESSA DALL'AUTRICE: Cristina Simoncini è nata a San Giovanni Valdarno il dieci marzo del millenovecentosessantasei. Scrive cose, spesso per fortuna le butta.




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Commenti

  1. struggente, fatale, affasciante con una grande capacita' di rompere la serieta' dell'argomento e la difficolta' dell'incontro e del sentimento. Un testo bello e complesso e come la vita

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