(Redazione) - Visioni contemporanee - 02 - A proposito di Max Hamlet Sauvage
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| di Emanuela Maggini (Melita Ruiz) |
Max Hamlet Sauvage, pseudonimo di Amleto Massimo nasce a Gallipoli il 19 gennaio nel 1950; è un pittore, saggista e scultore italiano. Tutta la sua opera creativa si ispira alla corrente pop-surrealista americana.
Nel
1969 intraprende i corsi di pittura della Scuola d’Arte Castello
Sforzesco di Milano,
per poi frequentare l'atelier di Arti Incisorie.
Nel
1972 frequenta i corsi della Scuola
libera di Anatomia a Brera e
contemporaneamente comincia la sua carriera, avendo modo di esporre
le sue opere personali. Nello stesso anno, infatti, esordisce
alla Galleria
Schettini di
Milano presentando un ciclo di opere chiamate "Le
Metamorfosi"
e direttamente ispirate allo scrittore cecoslovacco Franz
Kafka.
Questa
tappa fa sì che le sue opere inizino ad essere conosciute, per poi
circolare in Europa e America,
toccando varie città, fra cui Praga e New
York,
oltre a tappe in Francia e Gran
Bretagna.
Vive
e lavora tra Italia e in Francia.
UN
GIARDINO ANTROPOLOGICO
Come
si pone l’uomo oggi di fronte ai grandi interrogativi esistenziali?
Qual è il suo atteggiamento dinanzi al collasso della coscienza
individuale e collettiva e al crollo dei valori umani e sociali?
La
risposta sembra arrivare dall’arte figurativa attraverso i
simbolismi delle opere di Max Hamlet, pseudonimo di Amleto Massimo
artista poliedrico di
origini
gallipoline ma di formazione cosmopolita.
Una
terra magica, luminosa, colorata, come quella Salentina non poteva
che restituire al mondo un artista eccentrico, irriverente e
simbolico.
La
realtà che Max sente viene traslata nella tela in un dispiegarsi di
provocazioni dietro alle quali si nascondono precisi riferimenti di
denuncia sociale; le sue immagini sono di forte impatto visivo sia
per la scelta dei soggetti rappresentati sia per l’accostamento dei
colori volutamente ricco di contrasti cromatici.
L’artista
salentino totalmente rapito dal surrealismo del pop surrealista
americano degli anni Sessanta trae ispirazione dal mondo fumettistico
di Roy Lichtenstein e lo cita a più riprese rendendogli omaggio nei
suoi dipinti.
| AUTORITRATTO METAFORICO |
Ma Roy Lichtenstein non è che un punto di partenza per Max. Egli parte dal pop americano per approdare a un mondo del tutto personale dove a fare da protagonista incontrastata è la figura umana con tutte le sue impurità e contraddizioni; forse è per questo che Hamlet fa indossare ai suoi personaggi una maschera.
Non si tratta di maschere teatrali bensì di animali, siano essi uccelli rapaci divoratori di ogni cosa, affamati di soldi, sesso e potere, o piuttosto figure femminili voluttuose e zoomorfe a testimoniare l’identità più intima tra l’essenza primordiale dell’essere umano con la natura.
| LA MUSA E IL BOSS (2022) |
| UOMO D’AFFARI AL TELEFONO (2024) |
Oltre ai rimandi di carattere sessuale, le figure erotiche e irriverenti che Max ritrae hanno il preciso intento di gridare allo scandalo sociale e politico; ecco quindi il pittore salentino scagliarsi contro il sistema delle armi, contro il potere delle multinazionali e la sopraffazione degli Stati che si arrogano il diritto di sentirsi i gendarmi del pianeta.
Hamlet
definisce i suoi protagonisti “in
bilico tra la tragedia e la farsa”;
e in effetti solo un occhio attento e critico potrebbe accorgersi non
solo di quanta verità ci sia in questa sua citazione ma anche di
quanto le sue figure pur partecipando alla stessa commedia siano in
realtà molto distanti tra loro.
Le
sue figure in apparente dialogo nascondono in realtà il dramma di
una profonda solitudine esistenziale; seppur inserite nel medesimo
contesto appaiono isolate, rassegnate al proprio destino, congelate
in un dramma psicologico che ciascuno consuma in un piccolo ritaglio
spazio-temporale.
| CESSATE IL FUOCO 1980 |
| PISCINA MEDITERRANEA (2013) |
Quando
la fantasia supera la realtà nasce il multiforme e colorato mondo di
Hamlet che si prefigura agli occhi dello spettatore come una sorta di
giardino
antropologico
dove convivono e coesistono non tanto culture differenti ma soggetti
afflitti dagli stessi meccanismi e dinamiche sociali. In
altre parole, attraverso l’utilizzo di un linguaggio graffiante e
ironico, l’artista descrive con grande maestria i mali della
società contemporanea portatrice di perversioni legate a logiche di
potere e a nevrosi sessuali che da sempre si pongono al centro
dell’esistenza umana.
| SEXY PARTY (2015) |

Grazie!❤️
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