Cinque poesie di Elisa Audino


Io qui ci vivo

Parlano di luoghi
estinti da tempo
con termini pascoliani.
Ma tra il fanciullino
e il deserto
ci sono cinque giorni
e vanno dal lunedì
                al venerdì.

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Buona fortuna, amici


Io non so piangere
E piango per cose
Di cui non piangono gli altri.
 
Non ho pianto quando sei partito
E ci siamo scritti per giorni
Da strade e continenti diversi.
Io guidavo,

Tu cambiavi aeroporti.

Non ho pianto quando sapevo
Che non saresti scappata
E quando il telefono
Ha suonato, la notte.

Non ho risposto.

Non ho pianto quando
Mi hanno mandato le tue foto,
A terra,
Per farmi vedere
Che ti avevano fatto.
 
Non ho pianto al tuo funerale,
In Italia.
 
Non ho pianto quando sei nato:
Ho riso
Senza riuscire a smettere.
 
Non ho pianto dopo la diagnosi.
Sono venuta da te
E ho detto:
Un attimo.
 
In bagno,
Una donna mi ha abbracciata.

E io

No,
Stai dicendo delle cose
Molto belle.

Non ho pianto
Quando ti sei bloccato.
Mi sono seduta,
Ho aspettato
E ho detto a tutti
State calmi.
 
Non ho pianto
Quando mi hanno urlato
Che non dovevo scriverlo,
Quello.
Che non si doveva sapere.
Ho risposto senza urlare
E ho voltato le spalle.
 
Per non vomitare.
 
Non ho pianto
Quando lo hai fatto tu.
Non ho pianto

In psichiatria
Quando camminavi per ore
Sulla stessa piastrella
E tremavi.
 
Ma mi commuovo
A volte
Per un titolo,
Sul giornale.
Per una storia.
Per una cattedrale che cade.
Per una frase
Al momento sbagliato.
 
Stavo per piangere
Oggi,
A colazione.
Perché ho detto no
Alla mia utopia,
Quando avrei voluto dire
.
 
Ma abbandono sempre
La nave
Quando sta per vincere.
Appartengo a chi
È abituato a perdere.

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Solido liquido gassoso
 
Sono una donna in evidente
stato d’abbandono,
la cura del corpo prevede attenzioni
che non sempre desidero manifestare
[vestire la forma → depilare il piacere →
tingere gli anni → fare esercizio → stendersi
sul banco del mercato]

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Ancien Régime
 
Poesia è rivoluzione,
scriveva Amiri Baraka,
e rivoluzionario è chi maledice le disuguaglianze
dalla strada.
Il rap è stato rivoluzionario, all’inizio,
la trap per dieci secondi, nell’idea,
i Beat per una ventina d’anni,
il jazz finché è stato nero.
La poesia italiana la sua rivoluzione
la esprime nella rima baciata
o in parole tipo lugubre, teschio, cimiteriale.
I Classici, dice.
La Conservazione, intende.

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Primo luglio 2016
A Simona Monti
 
Lo sai tu
Quello che hai visto.
 
Io
Sono due anni
Che ci penso,

Il mattino.
 
E che diritto ne ho?
Sono viva.
 
           Mentre tu
 
Sono una pattumiera,
Dicevi.
           [hai accolto
           i rifiuti del mondo]
 
Anche adesso.
Vedi?
Ti uso.
 
Potrei colpire
Con le lame.
Sarebbe facile.
 
Lo hanno già fatto in tanti
E non sei scappata.

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[N.D.R] le poesie che qui pubblichiamo sono tratte dalla raccolta Io qui ci vivo (Gattomerlino/Superstripes, 2021)
Ancien Régime , inclusa nella selezione, è stata tradotta in inglese da William Wall per la rivista irlandese di poesia Cyphers Magazine insieme a un'altra poesia che non ti ho accluso.
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NOTE BIOBIBLIGRAFICHE

Elisa Audino, cuneese, ha un lavoro ordinario e una laurea in Comunicazione Interculturale. 
Ha attraversato femminismo, giornalismo locale, organizzato eventi politico-culturali in un paesino microscopico e fatto parte del Collettivo Poetico pinerolese
È apparsa nella rubrica di poesia di «Repubblica» di Maurizio Cucchi, ha pubblicato la raccolta poetica Io qui ci vivo (Gattomerlino/Superstripes, 2021), il romanzo Orata in offerta (Capponi editore, 2022), tradotto Do Not Say It’s Not Your Country di Nnamdi Oguike, autore nigeriano (Non dire che non è il tuo paese, Capponi editore, ottobre 2022), collabora con la rivista culturale L’EstroVerso, per cui ha tradotto Lola Shoneyin e Dami Ajayi, e NiedernGasse, per cui ha tradotto Logan February, Dami Ajayi e William Wall
Due sue poesie sono state pubblicate sulla rivista irlandese  Magazine, tradotte da William Wall. 
Vive in montagna per scelta e fugge in città per necessità.


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