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Dialoghi poetici coi Maestri 20. - Paul Celan

 

Paul Celan - Foto di repertorio


Sprich auch du

Sprich auch du,
sprich als letzter,
sag deinen Spruch.
Sprich –
Doch scheide das Nein nicht vom Ja.
Gib deinem Spruch auch den Sinn:
gib ihn den Schatten.
Gib ihm Schatten genug,
gib ihm so viel,
als du um dich verteilt weißt zwischen
Mittnacht und Mittag und Mittnacht.
Blicke umher:
sieh, wie’s lebendig wird rings –
Beim Tode! Lebendig!
Wahr spricht, wer Schatten spricht.
Nun aber schrumpft der Ort, wo du stehst:
Wohin jetzt, Schattenentblößter, wohin?
Steige. Taste empor.
Dünner wirst du, unkenntlicher, feiner!
Feiner: ein Faden,
an dem er herabwill, der Stern:
um unten zu schwimmen, unten,
wo er sich schimmern sieht: in der Dünung
wandernder Worte.

Parla anche tu

Parla anche tu,
parla per ultimo,
di’ la tua.
Parla –
ma non separare il no dal sì.
Dà al tuo detto anche il senso:
dagli ombra.
Dagli ombra che basti,
dagliene tanta,
quanta tu sai ripartita intorno a te tra
mezzanotte e mezzogiorno e mezzanotte.
Guarda in giro:
vedi come intorno è vivo –
Alla morte! Vivo!
Dice il vero chi dice ombra.
Ora però si restringe il luogo dove stai:
dove adesso, spogliato dell’ombra, dove?
Sali. Tasta in alto.
Più sottile diventi, più irriconoscibile, più fine!
Più fine: un filo
sul quale vuole scendere la stella:
per nuotare giù, giù,
dove lei si vede brillare: nella risacca
di parole erranti.
(Paul Celan: dalla raccolta Von Schwelle zu Schwelle, 1955 )

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Penombre

Il Maestro dalla separazione crea,
con gesto lento; destina
luce al Giusto
e penombra all'incerto,
perché possa tornare a sé
il settimo giorno.
Nostro è l'inciampo,
e abbiamo confuso
i Frutteti della Santità
coi Campi della Morte.
Parliamo, sì,
ma le nostre parole
non vivono risacca
perché di là, lo sai bene,
non è dato ritorno
e le parole si sciolgono
in fumi grigi.
L'ombra sacra dell'albero proibito
proietta ora un monito
sulle nostre anime nude;
parole scolpite nella pietra
da fiamme eterne:

“Non parlare, taci,
e santifica nel silenzio
quei milioni di Nomi”.
(Sergio Daniele Donati - Inedito 2021)

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Commenti

  1. Purtroppo mi cogli impreparato: non ho mai letto Paul Celan e so che è grave. Soprattutto ora che ho apprezzato il testo che riporti e il tuo bellissimo "controcanto ".
    Cercherò di colmare questa lacuna

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  2. Il mondo nelle e tra le tue parole, è sempre infinito. Grazie

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