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Arruffami


Foto di Trini Schultz




Oh sì, 
arruffami i capelli che persi, 
le idee sulle quali inciampai, 
i cieli ove lanciai le mie prime lettere, 

e poi

confondimi i lemmi, le radici, le punteggiature, 

e, te ne prego,

fammi ancora rotolare, 
ridente e per nulla risentito, 
nei tuoi chiasmi, nei tuoi ossimori, nelle tue iperboli, 

senza dimenticare per favore,

di indicarmi la via delle tue metafore, 
delle tue similitudini, dei tuoi paradossi, metonimie,

e, ti supplico canta.

Cantami ancora la nenia antica che per prima mi illuse, 
che ancora mi illude,
nelle "sere della memoria",

prima che l'assiolo lanci i suoi vocalizzi mistici,
e che la voce del ruscello 
in cui immersi piedini di bimbo 
mi ricordi che è ora che io vada.

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