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Parole stentate

Figlio mio,
io vorrei trovare le parole (e non ne trovo se non di stentate) per dirti che ogni parola che leggi, ogni virgola su cui posi le tue pause, ogni punto che ti permette di staccarti dal testo, sposta galassie, allontana buchi neri, porta luce nel buio più oscuro.
Vorrei trovare le parole (e ne trovo solo di stentate) per dirti che ogni istante che passi alla lettura diviene la lettura dell'Altro. Di quell'altro che è in te e di quello che ancora devi incontrare.
Figlio mio, una parola scritta ha bisogno di essere letta e custodita non solo nel cuore di chi scrive.
E se ti fai portatore delle parole altrui, ebbene, figlio mio, troverai le tue, quelle vere.
E non sarà per imitazione, ma per osmosi, per aderenza profonda all'Umanità.
E verranno i momenti in cui avrai bisogno del Silenzio, dell'assenza di parola, dello sguardo lontano e dell'ascolto della parte più profonda di te.
Figlio mio vorrei trovare le parole (e ne trovo solo di stentate) per dirti che sarà proprio in quei momenti che le parole lette, che i giardini dorati che avrai costruito in te leggendo, renderanno il tuo ascolto silenzioso ancora più profondo ed umano e piccolo, ma mai diminuito, come piccolo è l'atomo la cui energia ancora non sappiamo dominare.

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