Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Alessandra Brisotto

(Redazione) - Anfratti - 16 - Due sassi

Immagine
  A cura di Alessandra Brisotto PARALUME È una scatola nera che dice qualcosa di te soltanto nel caso in cui succeda qualcosa Non illumina il corpo ma traspare il chiarore da dentro o da fuori se dentro non c'è. *** Litania, casa mia Non mi afferra Il vento Sotto il ponte Scorro Contro il tempo

(Redazione) - "Bub von Knabensdorf - Nullus" - 04 - a cura di Alessandra Brisotto

Immagine
  A cura di Alessandra Brisotto Bub von Knabensdorf  nasce nel secolo scorso, la data esatta risulta incerta, in una cittadina della Turingia da una nobile famiglia tedesca decaduta.  In seguito al suo atteggiamento scontroso, diretto e non raramente offensivo, perde un posto di lavoro dopo l’altro, cade in disgrazia e si ritrova a vivere sulla strada.  Le avventure di  Nullus , appellativo che gli viene attribuito fin dalla nascita, le scrive egli stesso in un  taccuino  alquanto consunto che reca sempre con sé. “Il mio tesoro inestimabile”, lo definisce.  Alcuni capitoli, tradotti dal tedesco all’italiano ne narrano le vicende in ordine sparso, non cronologico.  Il signor von Knabensdorf vive a Francoforte sul Meno, ora qui ora là, a seconda delle stagioni.  Il più delle volte si può incontrare nel quartiere di Sachsenhausen. (la curatrice - Alessandra Brisotto) CAPITOLO IV Francoforte sul Meno Fa ancora freddo Seduto fuori tutto il gi...

(Redazione) - Anfratti - 15 - Accartocciato

Immagine
A cura di Alessandra Brisotto Il sole si sparpaglia sulla superficie del fiume, come il sale nel mare, si mescola ad esso ma non ne modifica il sapore, come fa il sale nel mare, rimbalza dalla superficie frizzante di barche e canoe e mi raggiunge sulla panchina. Accartocciato. È una fresca giornata di marzo, dopo la neve, la pioggia nuvolosa e le nuvole piovose, dopo il grigiore dell’inverno, che è ancora inverno, ma travestito da ometto ridanciano e giocherellone, da stagione buffa che pizzica la pelle con i raggi-stufetta elettrica e le ombre-termosifoni freddi, in bilico tra la gioia spaventosa e la tristezza solenne che si addice alle temperature rigide. Accartocciato. Alla mia destra una coppia estrae da un cartoccio due panini lussuriosi. Lei indossa calze a pois, una minigonna e un giacchino. Tutto è nero. Lei no. È bionda e molto truccata. Il rossetto è rosso bacino bacetto. Mi domando a come riuscirà a ingoiare un tale panino senza sbavarlo o sporcare la minigonna di maionese ...

(Redazione) - "Bub von Knabensdorf - Nullus" - 03 - a cura di Alessandra Brisotto

Immagine
  A cura di Alessandra Brisotto Bub von Knabensdorf  nasce nel secolo scorso, la data esatta risulta incerta, in una cittadina della Turingia da una nobile famiglia tedesca decaduta.  In seguito al suo atteggiamento scontroso, diretto e non raramente offensivo, perde un posto di lavoro dopo l’altro, cade in disgrazia e si ritrova a vivere sulla strada.  Le avventure di  Nullus , appellativo che gli viene attribuito fin dalla nascita, le scrive egli stesso in un  taccuino  alquanto consunto che reca sempre con sé. “Il mio tesoro inestimabile”, lo definisce.  Alcuni capitoli, tradotti dal tedesco all’italiano ne narrano le vicende in ordine sparso, non cronologico.  Il signor von Knabensdorf vive a Francoforte sul Meno, ora qui ora là, a seconda delle stagioni.  Il più delle volte si può incontrare nel quartiere di Sachsenhausen. (la curatrice - Alessandra Brisotto) CAPITOLO III La villa Villa “von Knabensdorf” (1822), Eisenach – Architett...

(Redazione) - Anfratti - 14 - Ipotesi di ricordi (trasloco da Colonia a Norimberga in un alloggio provvisorio)

Immagine
  Di Alessandra Brisotto Le scale ripide e pesanti sulle mie spalle conducevano al terzo piano dell'edificio, intervallate da tre finestre chiuse alla buona. Sulla superficie apparivano, in basso un giardino spettinato e incolto e in alto, a tratti e schegge, i tetti della città. Qualcuno li aveva ritagliati dal cielo con forbici cupe e smerigliate. Chissà quando. “ Una città con i piedi per terra. Di pietra e lavoro. E la città di vento? ” Quasi scorgevo sullo sfondo, laddove le luci si spegnevano con la lontananza, la mia Colonia volante. L'aria gelida che filtrava dalle fessure di quelle finestre-pause tra le rampe delle scale non era leggera e non volava ma mi schiacciava, spaventandomi le gambe.  Forse era la stanchezza. O la neve incrostata e dura.  Arndt proseguiva il suo percorso meccanicamente, dosando le forze per raggiungere a filo il terzo piano, la soffitta dove abitava. Lo guardavo salire in silenzio, ascoltando la strana nenia dello scricchiolio delle sue s...

(Redazione) - "Bub von Knabensdorf - Nullus" - 02 - a cura di Alessandra Brisotto

Immagine
  A cura di Alessandra Brisotto Bub von Knabensdorf  nasce nel secolo scorso, la data esatta risulta incerta, in una cittadina della Turingia da una nobile famiglia tedesca decaduta.  In seguito al suo atteggiamento scontroso, diretto e non raramente offensivo, perde un posto di lavoro dopo l’altro, cade in disgrazia e si ritrova a vivere sulla strada.  Le avventure di  Nullus , appellativo che gli viene attribuito fin dalla nascita, le scrive egli stesso in un  taccuino  alquanto consunto che reca sempre con sé. “Il mio tesoro inestimabile”, lo definisce.  Alcuni capitoli, tradotti dal tedesco all’italiano ne narrano le vicende in ordine sparso, non cronologico.  Il signor von Knabensdorf vive a Francoforte sul Meno, ora qui ora là, a seconda delle stagioni.  Il più delle volte si può incontrare nel quartiere di Sachsenhausen. (la curatrice - Alessandra Brisotto) CAPITOLO II “L’inferno è di ghiaccio” Mia madre Adelheid, Adelheid Alberta...

(Redazione) - Anfratti - 13 - La buona distanza

Immagine
  Di Alessandra Brisotto A proposito di distanza, che si differenzia dalle distanze per la sua vicinanza, mi sovviene spesso l’immagine delle linee di Nazca , in Perù. Per l’ennesima volta mi sono ritrovata nuovamente in volo, nel tragitto che unisce il mio io comunemente chiamato Alessandra con il mio io originario, che sempre c’è, ma che di tempo in tempo si copre di sabbia e dimenticanza. A intervalli perlopiù irregolari, quando la vita srotola voci e fatti ad un ritmo fragoroso, la mia anima si stacca automaticamente dalle pietre accatastate l’una dopo l’altra in processione incomprensibile. Dalla distanza buona posso allora riconoscere il disegno originario del mio io, enormemente piccolo, la sua distinzione dal resto del paesaggio, in quegli istanti adatto solo ad accoglierlo, a scartarne i confini. Dall’alto del mio io-non-io riscopro il sentire e il desiderio di rientrare laggiù, da dove sono partita, di fondermi con quella figura nitida, ben definita e completa di sé. Tut...

(Redazione) - "Bub von Knabensdorf - Nullus" - 01 - a cura di Alessandra Brisotto

Immagine
  A cura di Alessandra Brisotto Bub von Knabensdorf nasce nel secolo scorso, la data esatta risulta incerta, in una cittadina della Turingia da una nobile famiglia tedesca decaduta.  In seguito al suo atteggiamento scontroso, diretto e non raramente offensivo, perde un posto di lavoro dopo l’altro, cade in disgrazia e si ritrova a vivere sulla strada.  Le avventure di Nullus , appellativo che gli viene attribuito fin dalla nascita, le scrive egli stesso in un taccuino  alquanto consunto che reca sempre con sé. “Il mio tesoro inestimabile”, lo definisce.  Alcuni capitoli, tradotti dal tedesco all’italiano ne narrano le vicende in ordine sparso, non cronologico.  Il signor von Knabensdorf vive a Francoforte sul Meno, ora qui ora là, a seconda delle stagioni.  Il più delle volte si può incontrare nel quartiere di Sachsenhausen. (la curatrice - Alessandra Brisotto) CAPITOLO I Come le persone normali Fa freddo. Se non sedessi qui, con le gambe incrociate,...

(Redazione) - Anfratti - 11 - P!

Immagine
  Di Alessandra Brisotto Il segnale stradale. P Fissa intensamente il segnale stradale e non ti accadrà nulla. Non piangerai. Non farai scenate ridicole. Non piangerai. Riuscirai a leggere la preghiera fino alla fine. Non piangerai. Ti alzerai dal primo banco, quando tutti faranno silenzio, attendendo la tua voce attaccata alla preghiera. Tu fissa il segnale stradale oltre il vetro alla fine della gente, ora dietro di te, poi davanti. P Non piangerai. Le leggi sono leggi. I segnali stradali sono leggi. Le leggi ci indicano una strada. Sarai forte come l’intera costruzione in cui ti trovi, come la somma di tutte le forze presenti, forte come il tempo che passa e non dà tregua, né incanto. Non piangerai. P Le tue lacrime si accartocceranno l’una nell’altra, aumentando di peso, non di volume, ti resteranno dentro come una stella implosa, una nana bianca, un buco nero che potrà uscire da te solo dopo la cerimonia. Non piangerai quella stella. Adesso no. Ora fissa quel benedetto segnale...

(Redazione) - Speciale "Mediterraneo" - Mediterraneo, la radiazione cosmica di fondo di Alessandra Brisotto

Immagine
  Foto di  Sara Groblechner  su  Unsplash di Alessandra Brisotto Seduta sul molo, barcollando tra il mare e la terra, ascolto la radiazione cosmica di fondo. La sento ondeggiare cavalcando il tempo delle maree, penetrare l’acqua, la pietra su cui siedo infine il mio corpo. Chiudo gli occhi e comincio a viaggiare con lei, tuffandomi tra le onde burrascose e immergendomi nelle sopite profondità del mare. Il Mare Mediterraneo, tanto terribile e caro, mi travolge adesso con la sua forza, l’agonia dell’accoglienza esasperata di ciò che non gli appartiene davvero, trasformato da mani e idee di dominio, dalle plastiche con le loro forme inadeguate e le loro storie brevi nell’uso, lunghe nell’abbandono. Tutto mi passa attraverso. Anche quei pezzi di legno antico adagiati sul fondale, che mi guardano, vestiti di fango, coralli e alghe, con gli occhi dei pesci. Molti secoli fa, a volte millenni, si ergevano navi pompose ed arroganti sulla superficie del mare, alla ricerca di ...

(Redazione) - Anfratti - 10 - Con tutto il suo Lido

Immagine
  Di Alessandra Brisotto io. Ho prenotato una stanza chiamata appartamento in uno stabile anni sessanta, non lontano dalla spiaggia. Quella spiaggia. Era nuovo e lussuoso, trent'anni fa, ora discreto e démodé. Il letto si stacca come in volo dal fondo dell'armadio e il tavolino della cucina, che funge anche da salotto, camera da letto ed entrata si apre da un lato come a sbocciare. Un appartamento dolciastro e marrone di mobili e piastrelle. Voglio vedere il mare dalla prospettiva giusta, quel mare particolare che al Lido ha un sapore antico e curioso. Voglio vedere alcuni film e quel mare. Tuffarmici. Entrambi effondono un aroma buono, dismesso da qualcuno e ripreso in tempi diversi. Perché il Lido non è Venezia, non ha confini. È un confine esso stesso, un confine aperto. Osservo la gente dentro le sale piene e vuote, la marea alta o bassa, le voci e le onde cariche e scariche, le gonne e la salsedine. Vedo le stole leggere spiccare il volo in alto per poi cadere improvvisame...

(Redazione) - Anfratti - 09 - Autunno a Francoforte

Immagine
Di Alessandra Brisotto Che farei priva delle stagioni, dello scandire subìto, perciò sagomante, delle ore, della luce e della trasformazione. Che me ne farei di una libertà libera da tutto, attraverso la quale il mio corpo, privo di confini, si disperderebbe nell’aria tacendo per sempre. Mi pare simile alla morte, alla disgregazione della forza umana, alla privazione di quella gioia pazza di creare e distruggere a volte, anche ciò che si è forgiato, per raggiungere altri confini, ora più ampi, ora più ristretti, non senza dolore. Adesso che l’autunno è ritornato a raccogliere le foglie per l’amante, la portatrice dei suoi colori, la terra, ritorno a me, alle mie radici, dello stesso colore del fango. Ne sono lieta. Perché la terra va nutrita, rivoltata e idratata con le lacrime o la pioggia, con il vapore del respiro attraversato da parole e silenzi. Ieri sera un piccione nero si è attardato sul bordo del mio balcone. L’ho scorto quasi per caso, mimetizzato nella notte, dal brillare di...

(Redazione) - Anfratti - 08 - Al centro del foglio

Immagine
  Di Alessandra Brisotto C’era una volta una parola, che per tutta l’infanzia se n’era stata zitta, coccolata e viziata com’era dai suoi genitori. A volte compariva un parente, ma non molto spesso, cosicché la parolina in questione era convinta di essere unica e rara. Il suo mondo era alquanto ridotto e felice, un’isola di serenità e di nulla. Tutto cambiò un giorno, quando una mano osò afferrarla e posarla al centro di un foglio bianco. Lei si ribellò, non volle essere toccata, tantomeno modificata da nessuno. Nonostante fosse ormai cresciuta e adulta, sola e smarrita la parola non seppe più cosa pensare, dato che le mancava ogni supporto, ogni appiglio o cenno di direzione. Ovunque si posasse il suo sguardo si stagliavano bianche praterie, candide pianure, desolazione a perdita d’occhio.  Per un certo tempo restò così, nuda e triste al centro di quella realtà solitaria che non le piaceva affatto. Annoiandosi a dismisura decise di crear...