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(Redazione) - Benjamin/Baudelaire: storia di una cospirazione linguistica - saggio critico di Donato Di Poce

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Il rapporto tra Walter Benjamin e Charles Baudelaire rappresenta uno dei nodi centrali della modernità letteraria e filosofica e, forse, non solo.  Benjamin vede in Baudelaire il poeta che per primo ha espresso, in forma lirica, l’esperienza della vita moderna: la folla, la merce, la velocità, l’alienazione, la perdita dell’aura, la figura del flâneur che attraversa la città come un osservatore solitario. Per Benjamin, Baudelaire non è solo un poeta: è un diagnostico della modernità .   In alcuni suoi saggi – Il Parigi del Secondo Impero in Baudelaire , Parigi, capitale del XIX secolo , Di alcuni motivi in Baudelaire – Benjamin interpreta I fiori del male come un laboratorio in cui si formano, assieme e alternativamente idee quali: la merce come feticcio   la percezione shock tipica della metropoli   la solitudine nella folla   la trasformazione dell’esperienza nell’epoca industriale   la figura del poeta come allegorista, che ra...

(Redazione) - Walter Benjamin: L’Angelus Novus - di Donato Di Poce

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«La critica cerca il contenuto di verità di un’opera d’arte, il commentario il suo contenuto reale» Walter Benjamin, « Le affinità elettive » di Goethe, Scritti 1919-1922, tr. it. Torino, Einaudi, 1982, p. 179. Angelus Novus, Paul Klee, 1920 Premessa: W. Benjamin, (Berlino, 15 Luglio 1892 – Port Bou, 26 Settembre 1940), écrivain-critique , filosofo, nomade, solitario, anticonformista e antiaccademico, rabdomante di cultura viva, sensibile a tutto ciò che nell’arte richiama la realtà e reclama una definizione, figlio della cultura ebraica, amico di Sholem e appassionato di Kabbalà e di Scrittura (nonché lettore di Platone), sente l’esigenza di aprire un varco, nell’arte e nella storia, per proiettare l’opera creativa e la vicenda umana al di là del proprio orizzonte. Benjamin era Filosofo, saggista e critico letterario tedesco di famiglia ebraica. L’uomo che osò uno stile nuovo, caldo come il sangue ed evanescente come il ricordo, presente come la realtà e visionario come il sogno, l’...

(Redazione) - Parola Eretica - 04 - “Angelus Novus” (La violenza della Storia nella poesia di Raffaele Floris)

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  di Gabriela Fantato Walter Benjamin : un grande pensatore, il filosofo che meglio di tutti incarna la modernità, i suoi lati oscuri, le problematiche ad essa connessa e le sue tensioni. Anche la sua formazione, il suo pensiero politico sono fuori dalle mode del tempo: Benjamin era un pensatore “ eretico ”. Critico della società dei consumi, non risparmiò attacchi duri al potere sovietico, al quale non si allineò mai del tutto, seppure di scuola marxista, praticò un marxismo riletto attraverso suggestioni ebraiche. Persino il suo modo di scrivere era sui generis, di fatto i suoi saggi sono a frammenti, come intuizioni emerse dal flusso cogente del logos e, in questo, lontani da ogni tentativo sistematico di trattazione esauriente, il che lo colloca fuori da determinati ambiti del pensiero filosofico. Benjamin è vicino alla poesia in questo suo procedere per intuizioni e immagini. Per riflettere sul rapporto tra la   storia e la poesia ,   dunque, partirò da una nota int...