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(Redazione) - Dissolvenze - 51 - Triangle of Sadness* (欲望的几何**)

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  di Arianna Bonino Jan Peter Tripp, litografia "E l'abito nero con i pizzi sfarzosi non si vedeva su di lei; era solo una cornice, e si vedeva lei soltanto, semplice, naturale, elegante e insieme allegra e vibrante. [...] Anna sorrideva, e il sorriso si comunicava ai suoi occhi. [...] Le sue sopracciglia, nere e folte, erano unite da una linea sottile che conferiva al suo viso un carattere particolare, quasi fiero.” Quella leggera sinofria rivela il temperamento passionale, forse anche il destino drammatico di Anna Karenina, se Tolstoj decide di farvi cenno nel suo immortale romanzo. Ma le sopracciglia – che sia un visone o altra bestiola a rievocarne la setosa e selvatica irrequietezza - non sono solo quelle di Anna. Si pensi alla libertà indomabile di quelle di Fermina Daza, che Gabriel Garcia Marquez descrive così: "Le sue sopracciglia, lunghe e curve come ali di rondine, davano al suo sguardo una fierezza che la faceva apparire più adulta della sua età." E quell...

(Redazione) - Dissolvenze - 50 - Soffi e sibili

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  di Arianna Bonino Di chi sono gli uccelli del cielo? Di chi le ridenti rondini, le ingenue allodole, i muti cigni? In principio erano di Dio. Poi arrivò l'uomo e l'uomo si fece re, divenne padrone di flora e di fauna, facendone preziosa concessione a suo piacimento e mandando a morte chi osasse sottrarre un cervo, una lepre, un frutto. Mentre attraversavo London Bridge Un giorno senza sole Vidi una donna pianger d'amore Piangeva per il suo Geordie… (1) Avrebbe fatto la stessa fine, Geordie, impiccato con una corda d'oro, se invece di rubare sei cervi nel parco del re avesse sottratto un cigno. I cigni d'Inghilterra sono del Re, ancora oggi. Simbolo di aristocrazia, potere, bellezza. Possono trasformarsi in una vera ossessione, come fu per l'imperatrice Giuseppina, che ne fece portare di bianchi e di neri per il suo lago nei pressi di Parigi e che di cigno dette le sembianze addirittura a sedie e suppellettili di cui si circondava. E quindi, i cigni del Tamigi ...

(Redazione) - Dissolvenze - 49 - Vareuse

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  di Arianna Bonino Amleto: Guardate quella nuvola lassù. Non vi pare che richiami la forma di un cammello? Polonio: Sacripante. È un cammello davvero. Amleto: O piuttosto una donnola... Polonio: Infatti, ha la forma di una donnola. Amleto: Ma non pare una balena? Polonio: Tale e quale. Una balena. (William Shakespeare, Amleto, Atto III, scena seconda) Stamattina presto bussano alla porta. Spioncino: solo un cesto di limoni nell’oblò della lente. Chi è stato, lo so. Apro, l’aria è freschissima, piove da stanotte, dal giorno che era, da prima ancora. Gialli, ancora vivi, spruzzati di gocce che si aggrappano sulla scorza brillante. Lavandino: boe gialle che hanno perso la rotta. Graffio, fiuto. A occhi chiusi vedo cose misteriose e lontane, fosfeni di sogno. Correvo tra i muretti a secco, le trecce sfatte, lunghissime. Un sioux col fango sulle guance. In fuga, ridendo di paura, il cuore in gola, e scampavo sempre ai cattivi, visibili e invisibili. Nel fitto trifoglio delle terrazze...

(Redazione) - Dissolvenze - 48 - Tusoteuthis

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  di Arianna Bonino Quando un tempo i cantonieri evocanti belle strofe, ancor liberi di fare come d’esser poco e niente, rinvenivano una scarpa dal veicolo caduta acquietavano il timore nel non quibus del silenzio. L’esemplare singolare stante destro per la strada ha il tropismo della foglia sopra il muro numerato: una calzatura sola da ch’è mondo desta il ciglio fa scompiglio, dà fastidio sulla rima palpebrale. È l’orrore d’esser colti dall’errore in contrassalto come smalto che sull’unghia millimetrico trascorre tal qual tempo che scolora. Sui soffitti museali stanno appesi i calamari che ciclopici e abissali furon bioluminescenza; carpo, dattilo e anche mano, ogni braccio ha le sue parti che movevan nella danza misteriosa di dorsali. Ora han l’aria d’impiccati: stinte sindoni spretate attraversano le volte ma di chiese sconsacrate. E però manca qualcosa dai colossi impolverati: un tentacolo gigante sta sinistro sul fondale, lacerato eppur vitale. L’esemplare singolare stante des...

(Redazione) - Dissolvenze - 47 - Aggiustate di sale e di pepe

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  di Arianna Bonino Giostra di zucchero , opera di un pasticcere di Bruxelles, fotografia di Sasha Stone ( 1933) Ditemi pure quello che volete: sarò un'inguaribile flâneuse, una vagabonda dei bordi, dei margini, delle svolte casuali, degli inciampi e dei ritrovamenti altrettanto fortuiti, ma davvero niente può attrarre il mio gusto più di una cosa insolita, inapparente, schiva, dimenticata o perduta. Ma, soprattutto, passata. Per capirci meglio, sto parlando di quel silenzio che ammette di esser rotto unicamente dal calpestio infantile d’un pavimento sconnesso, percorso furtivamente violando il divieto e oltrepassando la soglia di un mondo proibito quale solo può essere un solaio popolato da cianfrusaglie e chincaglierie. Di quel pulviscolo che aleggia sulle lenzuola stese ad assonnare i mobili di una casa che si lascia dormiente, senza sapere quando si farà ritorno, sul fantasma d’un pianoforte dimenticato fino a che il tempo stesso non lo scordi. Se questo “ modus amandi” vale i...

(Redazione) - Dissolvenze - 46 - …à l'aveugle, Paris, 5e arrondissement

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  di Arianna Bonino È sorprendente come dietro a nomi altisonanti e spesso indubitabilmente meritevoli, talvolta si siano celati predecessori tanto determinanti nell'ispirare i loro più noti emuli o discepoli quanto sconosciuti – o quasi – ai più. Personalmente ho un debole per questi brillanti e impolverati personaggi rimasti nell'ombra. Di frequente sono nomi relegati nelle note a piè di pagina, ma ancor più nelle note a piè di pagina delle appendici dei libri. In pratica, vengono citati nelle pagine che, guardando il volume di taglio, sono le meno battute, più chiare perché poco usurate, se non addirittura intonse. Costoro giacciono beatamente in quel candore cartaceo per anni e anni, talvolta secoli, rischiando di rimanerci addirittura per sempre. Ecco, non che io voglia esagerare, anche perché il personaggio in cui mi sono imbattuta forse non è così sconosciuto, considerando i suoi meriti. Eppure, a me risulta che ad oggi nessuno dei suoi intriganti scritti sia reperibile ...