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(Redazione) - A proposito di “Sopravvivenza in acqua” (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Alba Gnazi - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Ci sono libri che non cercano di raccontare un lutto, ma di abitare, come se la lingua fosse l’unico luogo in cui la perdita potesse ancora respirare.  Sopravvivenza in acqua  (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Alba Gnazi appartiene a questa famiglia di opere: non un diario del dolore, non un memoriale, ma un movimento continuo tra immersione e riemersione, dove la voce poetica si lascia attraversare da ciò che resta e da ciò che continua a mancare. La raccolta procede come un corpo che ricorda: non per capitoli, ma per stagioni interne.  L’estate dell’infanzia, l’autunno della malattia, l’inverno della morte, la primavera di un ritorno che non consola ma accompagna.  Le sezioni non funzionano nella raccolta come tappe, ma appaiono essere climi emotivi, ognuno con una propria densità d’aria.  In questo senso, il libro non si legge: si attraversa, assieme e con la graziosa guida della poeta. Il lessico di Gnazi è una materia porosa, capace di tenere insieme ...

A proposito de “I bimbi nuotano forte” (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024) di Isabella Bignozzi - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Isabella Bignozzi fotografata da Camilla Ziglia La raccolta poetica I bimbi nuotano forte (Arcipelago Itaca ed., 2025) di Isabella Bignozzi si presenta come un corpus organico e coeso, irradiato da una luminosità pervasiva che guida il lettore verso epifanie profonde e inesorabili. La lingua si snoda in un flusso ampio e controllato, intrecciando immagini in sequenze di tensione equilibrata, dove il lessico bilancia con maestria tenerezza e ardore, delineando un orizzonte interiore in cui lo spirito si fonde con la concretezza del mondo sensibile. La sintassi, fluida e avvolgente, sostiene un moto continuo che permette alle figure retoriche di affiorare con spontaneità, conferendo al volume una forma armonica e definita. Il titolo stesso, evocando l'immagine di bambini che nuotano con vigore, suggerisce un tema centrale di resilienza vitale, forse ispirato dall'esperienza dell'autrice presso il Centro Astalli di Roma, dove l'acqua simboleggia non solo purificazione e...

(Redazione) - "Approdo e pensiero" - a proposito della raccolta "Diario dell’approdo" (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024) di Fernando Della Posta - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Foto di P. Borzelli Diario dell’approdo (Arcipelago Itaca Edizioni, 2024),  raccolta di  Fernando Della Posta , si configura come un itinerario poetico che assume la figura del viandante contemporaneo quale centro mobile di esperienza e di interrogazione.  Non vi è nella raccolta un punto d’arrivo definitivo, ma una costellazione di approdi provvisori, deviazioni, riprese, che obbligano a ridefinire continuamente la propria geografia interiore.  La scelta dei mari lunari come impalcatura simbolica, poi, non risponde a un intento ornamentale: introduce, perciò, una sospensione che dilata la percezione dei luoghi reali, trasformandoli in dispositivi conoscitivi, in zone di frizione dove la coscienza si misura con la propria precarietà.  L’intera raccolta si muove dunque tra un orientamento sempre possibile e un disorientamento mai del tutto dissolto, come se il cammino stesso fosse la condizione necessaria per comprendere.  L’incipit con Primo giorn...

(Redazione) - A proposito della raccolta "Save as (ipotesi di archiviazione sensoriale)" di Claudio Dal Pozzo (Arcipelago Itaca, 2025) - nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Ci sono libri che non si limitano a raccogliere testi, ma che funzionano come dispositivi: apri la prima pagina e hai la sensazione di entrare in un laboratorio, un luogo dove la percezione viene smontata, ricomposta, rinominata. "Save as (ipotesi di archiviazione sensoriale)" di Claudio Dal Pozzo (Arcipelago Itaca, 2025) appartiene senza dubbio a questa categoria. Non è una raccolta che procede per accumulo, ma per distillazione: ogni testo sembra il risultato di un processo di filtraggio, come se la lingua fosse stata costretta a passare attraverso una serie di setacci sensoriali fino a raggiungere una forma essenziale, quasi minerale. Il titolo, che richiama l’operazione informatica del “salva con nome”, non è un vezzo postmoderno: è la dichiarazione di un metodo. Dal Pozzo lavora come se ogni percezione fosse un file grezzo, un frammento di esperienza che deve essere archiviato, rinominato, reso disponibile a una memoria futura. Ma l’archiviazione, qui, non è mai neutr...

Lettera aperta ad Alfredo Rienzi (a proposito di "Custodi ed invasori" - Arcipelago Itaca, 2024)

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  Caro Alfredo, ti avevo promesso una nota di lettura alla tua magnifica opera " Custodi ed invasori " (Arcipelago Itaca, 2024) e tradirò la mia parola, senza tradire la Parola. Perdonami, ma mi è impossibile farlo, e questo perchè, se c'è una porta che la tua scrittura in questa raccolta apre, è quella  – per me eterna e sacra, lo sai – del dialogo .  E allora preferisco, anzi, non posso che dare forma a questo mio dire di lettera aperta, perchè non voglio perdermi, come troppo spesso mi avviene, nella dissezione dei versi, nell'attribuzione di etichette che, certo, aiuterebbero chi ancora non ti ha letto, ma, in fondo, allontanerebbero me, che ti scrivo, dalla preziosità della tua scrittura.  Quindi mi copro il capo, come, in memoria dei miei avi, mi capita di fare quando cerco concentrazione e verità, e ti scrivo, ascoltando L'arte della fuga di J. S. Bach e fingendo che tu sia qui, davanti a me col tuo libro a bere del buon vino.  Poco importa se altri ci l...

(Redazione) - Specchi e labirinti - 26 - Invito alla lettura de “Il paese invisibile e il passo per inventarlo” di Roberto Marconi

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  di Paola Deplano avevo fatto a posta a forare proprio per scoprire quell’essere che viveva del suo lavoro dentro a una grotta di fronte alle figlie dell’Addolorata. La mia verità non è del tutto giusta ero stato avventato con la bicicletta catene manubrio testa qualcosa comunque s’allentava e quindi la parola diveniva zitta di fronte a quel volto rubizzo tutt’uno con ogni meccanismo. Un mistero senza insegna. Tutti sapevano il mestiere il sopran- nome ma la sua storia è sepolta come uno di quei tanti vini impolverati dal niente come le tante cantine affrescate da altre mura come ogni esercizio quando è chiuso non ha età. E venni a sapere che con la madre vissero insieme anche all’ospizio e poi pure al cimitero e lei di cognome faceva Poeta Ci piace cominciare questo scritto con un’infanzia qualunque, nei primi anni Settanta del secolo scorso. Un’infanzia coi bambini che corrono in bicicletta, pronti ad emularsi in corse sfrenate e a cadere rovinosamente sulla sabbia o sul selciat...

(Redazione) - Estratto da "Spunta per il viaggio verso ovest" (Arcipelago Itaca ed., 2022) di Claudio Dal Pozzo, con nota di Sergio Daniele Donati

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  Un viaggio, in fondo, è anche la versione archetipica della nostra relazione con la parola. O, almeno, ogni viaggio ci riporta al primo dei percorsi da noi compiuti, quello da una una lallazione scomposta verso il binomio significato/significante del nostro dire.  Ma il Mito pone spesso una direzione precisa ai nostri viaggi spirituali , come se una spinta interiore ci portasse a muoverci verso un luogo determinato, verso un'idea di altrove che noi, senz' accorgercene , situiamo ad Oriente .  È l'oriente la direzione immaginaria dei nostri sogni, il luogo che ci verrà indicato dalle voci che ci abitano .  Un viaggio verso occidente,  dunque, almeno nel nostro immaginario non può che configurarsi come un viaggio a ritroso, un ritorno verso la sorgente, di cosa poi non sempre è dato saperlo.  Quanto torniamo, senza immaginarlo, ritroviamo la parola-suono o, almeno, il suono che plasma la parola, prima dei suoi significati/significanti .  La splendida...